Asta Minerva Auctions n. 129 - Roma, 15 Novembre 2016 - Arte Moderna e Contemporanea - Immagini da minervaauctions.com

Asta Minerva Auctions n. 129 – Roma, 15 Novembre 2016 – Arte Moderna e Contemporanea

L’Asta della Casa d’Aste Minerva Auctions di Roma n. 129 relativa all’Arte Moderna e Contemporanea si terrà Martedì 15 Novembre 2016 in due sessioni rispettivamente alle ore 11.00 (lotti 1-100) e alle ore 16.00 (lotti 101-240). Approfondiamo alcuni lotti d’interesse.

Bruno Munari, Negativo - Positivo, collage di carte colorate su carta, 50x35, 1985
Bruno Munari, Negativo – Positivo, collage di carte colorate su carta, 50×35, 1985 – Lotto n. 67 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 129

La serie dei “negativi-positivi” (lotto n. 67) è fra le più celebri di Bruno Munari, sicuramente uno degli intellettuali e degli artisti più rilevanti della scena milanese degli anni ’50 e ’60.

Con essa, Munari, uno dei fondatori del M.A.C Movimento Arte Concreta, già fin dai primi anni ’50, approfondisce la ricerca astratta. Lo fa nel senso di quel dinamismo e di quella inagine sulla luce che caratterizzerà tutta la sua produzione artistica.

I negativi-positivi “si basavano sulla percezione visiva di una situazione ambigua: non si può definire qual’è la figura e qual’è il fondo di questi dipinti perché figura e fondo sono combinati sia formalmente che cromaticamente in modo da apparire nell’una o nell’altra situazione, quella di figura e quella di fondo.

Questo fenomeno percettivo, già studiato dalla percettologia (vedi gli esperimenti di Kanisza) comunica, in modo anche estetico, l’ambiguità della percezione. Comunica uno dei tanti aspetti dell’arte visiva moderna e, logicamente, lascia da parte altri fenomeni interessanti” [da Bruno Munari, “Simultaneità degli opposti”, Corraini, 1989]. Stima: 2.000€/3.000€.

Antonio Corpora, Paese, olio su tela, 81x100, 1970
Antonio Corpora, Paese, olio su tela, 81×100, 1970 – Lotto n. 114 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 129

La pittura di Antonio Corpora può essere inquadrata in una ricerca astratto-lirica che ha fatto del colore e dell’interpretazione emozionale del reale le componenti principali d’espressione.

Non per nulla dopo il dibattito fra astrattisti e realisti degli anni ’50 Corpora farà parte del Gruppo degli Otto (con Birolli, Afro, Morlotti, Turcato, Santomaso, Vedova, Moreni).

La loro è una pittura che, pur astratta, non rinuncia al contatto con la realtà. Come ebbe ad affermare il critico ed ‘ideologo’ del gruppo Lionello Venturi “se nel loro arabesco l’immagine di una barca o di un qualsiasi altro oggetto della realtà può essere inclusa, non si privano dell’arricchimento che quell’oggetto può dare alla loro espressione. Se essi sentono il piacere di una materia preziosa, di un accordo lirico di colore, di un effetto di tono, non vi rinunziano. Non sono dei puritani in arte, come gli astrattisti: accettano l’ispirazione da qualsiasi occasione e non si sognano di negarla”.

“Paese” al lotto n. 114 è un’opera riuscitissima nello schema cromatico complementare. Eseguita con le caratteristiche forme geometriche dal colore steso con la spatola che Corpora inaugura a partire dalla metà degli anni ’60. Stima: 6.000€/8.000€.

Mario Sironi, Composizione, tempera su cartoncino applicato su tela, 28.8x37.8, 1946ca.
Mario Sironi, Composizione, tempera su cartoncino applicato su tela, 28.8×37.8, 1946ca. – Lotto n. 119 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 129

I segni potenti, tragici e le figure ‘sintetiche’ di Mario Sironi caratterizzano la tempera su cartoncino al lotto n. 119 “Composizione”.

Sironi fu protagonista della moderna classicità di Novecento Italiano negli anni ’20 e poi della pittura sociale di regime con i murali degli anni ’30. Esiste però sicuramente un trait d’union che lega tutte le opere, anche queste minori su cartoncino, dell’artista sassarese.

Si tratta di un accento di grandiosità metafisica che Sironi conferisce alle figure attraverso un primitivismo iconografico e coloristico che gli appartiene in toto. I gesti dei suoi ‘idoli’ (lavoratori, amanti, oggetti) sono resi eterni dal tratto che li incide come bassorilievi su lastre di tufo, graffi sulle pareti di una caverna. Sono opere che immortalano la condizione umana, la semplicità ontologica di cui è fatta la complessità della storia. Stima: 3.000€/5.000€.

Erma Barrera Bossi, Fiera a porta Genova, tempera su cartoncino
Erma Barrera Bossi, Fiera a porta Genova, tempera su cartoncino – Lotto n. 123 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 129

Erma Barrera Bossi nasce a Pola in Istria nel 1875. I primi inizi come pittrice sono a Trieste dove Erma compie gli studi. Fin da giovanissima si segnala per i suoi pastelli “modellati con energia quasi violenta” e “un impeto di colore così acceso di luci arrischiate da impressionare l’osservatore” [da “Il Piccolo” del 1904].

Si appassiona all’espressionismo tedesco tanto da trasferirsi a Monaco e da frequentare a Murnau nell’Alta Baviera la casa “scuola” di Kandinsky e dell’allieva-compagna Gabriele Münter.

Dopo il suo ritorno a Milano negli anni ’20, in pieno clima di ritorno all’ordine, la pittura della Bossi non raggiungerà più quelle vette libertarie e fauves che avevano caratterizzato la sua prima produzione. La pittura della Bossi si orienta verso la ricerca di un equilibrio compositivo e tonale armonico che però non ha l’energia di quelle prove. Un’esempio ne è l’opera al lotto n. 123 “Fiera a porta Genova”.  Stima: 4.000€/6.000€.

Tato (Guglielmo Sansoni), Ricognizione notturna, olio su tela, 71x50, 1940
Tato (Guglielmo Sansoni), Ricognizione notturna, olio su tela, 71×50, 1940 – Lotto n. 130 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 129

Nato a Bologna nel 1986, Guglielmo Sansoni fu un pittore futurista, fra i maggiori esponenti dell’aeropittura.

Fu fra i firmatari del “Manifesto” del 1929. Ma fu soprattutto un artista poliedrico: scultore, saggista, scrittore, scenografo, scultore, fotografo futurista, aero-ceramista, arredatore.

Scrive a proposito di lui Filippo Tommaso Marinetti in occasione della personale dell’artista presso il Ministero dell’Aeronautica nel 1941: “[…] ogni aeropittura presentata da Tato gli permette di far parlare in un dato modo quell’alluminio quel compensato quel patino quell’ala o quell’elica che forse si prevede perderà i giranti baffi nell’imminente cozzo con quel caccia nemico anch’esso originale sorprendente mai conosciuto prima dell’attimo sparante. Non soddisfatto però di moltiplicare così la sua sensibilità creatrice in questi palpitanti ritratti di apparecchi Tato li agguerrisce di crudeltà e veemenza poi si occupa sempre più dall’alto e in volo del cielo e di tutte le bizzarrie dei suoi colori cangianti mattutini meridiani burrascosi crepuscolari lunari o notturnamente catastrofici”. I giranti baffi dell’elica al lotto n. 130 “Ricognizione notturna”. Stima: 13.000€/18.000€.

Marino Marini, Ersilia (Donna gravida), olio su tavola, 77x60, 1930
Marino Marini, Ersilia (Donna gravida), olio su tavola, 77×60, 1930 – Lotto n. 135 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 129

Scultore, pittore e incisore pistoiese Marino Marini si forma nell’ambiente culturale della Firenze degli anni ’20 alla scuola di Galileo Chini per la pittura e di Domenico Trentacoste per la scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Dopo varie esperienze parigine nel 1929 l’artista è a Milano, città aperta alle influenze mitteleuropee.

I ritratti sono uno dei soggetti principali della sua produzione artistica (insieme a cavalli e cavalieri e alle Pomone). Marini dipinge o scolpisce familiari, conoscenti, persone incontrate durante i suoi viaggi.

Le figure sono tracciate in pochi tratti, semplificate. L’obiettivo che l’artista si propone è catturare la poesia, l’intima unica umanità racchiusa in ciascun essere umano al di là di pose ed espressioni. L’artista pistoiese fu un maestro in questa ricerca come si può notare al lotto n. 135 “Ersilia (Donna gravida)”. Stima: 55.000€/70.000€.

Jaroslav Serpan, Zeean, olio su tela, 63x93.5, 1955
Jaroslav Serpan, Zeean, olio su tela, 63×93.5, 1955 – Lotto n. 143 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 129

Artista cecoslovacco, Jaroslav Serpan studiò matematica e biologia all’Università di Parigi conseguendo nel 1953 il Dottorato in Scienze con una tesi sulle proprietà parametriche delle popolazioni vegetali nelle colture asettiche.

Gli elementi vegetali torneranno spessissimo nella sua pittura, esercitata fin dagli anni ’40 insieme alla scrittura.

Nel 1947 Serpan aderisce al surrealismo e da allora sperimenta l’automatismo attraverso tipiche forme micro-organiche che sembrano germinare, ma non incontrollate, sulla tela. Infatti pur se la prima produzione di Serpan è assimilabile all’ art autre della definizione di Michel Tapié, non tutta è però circoscrivibile al cosiddetto informale. Le tele successive dell’artista ceco sono controllate, i gesti sono guidati da relazioni spaziali indotti dai rapporti stessi che i segni stabiliscono fra loro durante il processo di auto-creazione, fra di essi e nello spazio.

Anche questa al lotto n. 143 “Zeean” è un’opera a pieno titolo ‘spazialista’. Non a caso l’artista espose nel 1953 a Milano presso la Galleria del Cavallino di Carlo Cardazzo. Lo stesso Cardazzo che tenne a battesimo le prime sperimentazioni di Lucio Fontana. Stima: 4.000€/6.000€.

Vasco Bendini, Reliquia, olio su tela, 140x100, 1958
Vasco Bendini, Reliquia, olio su tela, 140×100, 1958 – Lotto n. 184 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 129

Allievo di Virgilio Guidi e Giorgio Morandi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Vasco Bendini è stato una delle migliori espressioni dell’informale italiano del dopoguerra.

Questo perché la sua pittura senza forme non è una semplice distruzione ma meglio una riduzione.

“In me vive una necessità ineluttabile di immaginarmi come spogliato ogni volta che mi trovo nel mio studio, vuoto e silenzioso, di fronte alla tela vergine. Ad ogni inizio mi gioco tutto come nel battesimo” scrive l’artista fra i suoi appunti.

Quelle di Bendini sono reliquie (lotto n. 184 “Reliquia”), tracce, parvenze, fantasmi: intuizioni di un mondo naturale in perenne brulichio di impressioni, esseri nati e subito magari dissolti ma comunque testimonianze di una costrizione a rinascere. Stima: 6.000€/8.000€.

Mario Schifano, Monocromo giallo, smalto su carta applicata su tela e plexiglass, 150x100, 1979/1980
Mario Schifano, Monocromo giallo, smalto su carta applicata su tela e plexiglass, 150×100, 1979/1980 – Lotto n. 192 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 129

“Dicevo questi sono ‘segni d’energia’ o ‘segni di propaganda’ […]. I primi quadri soltanto gialli con dentro niente, immagini vuote, non volevano dir nulla. Andavano di là, o di qua, di qualsiasi intenzione culturale. Volevano essere loro stessi… Fare un quadro giallo era fare un quadro giallo e basta” (da “Lui ama Nancy la fotografa”, intervista a cura di E. Siciliano, in “Il Mondo”, 16 novembre 1972).

Sono le impressioni del maestro della pop art italiana, il leader della Scuola di Piazza del Popolo Mario Schifano al lotto n. 192 “Monocromo giallo.”

Nei monocromi dell’artista romano c’è un’esigenza di ritorno alle origini, agli aspetti primari del dipingere. Lo spazio pittorico è il ricettacolo di una possibilità, non diverso dallo spazio di visualizzazione di una televisione dove passano in velocità immagini che spesso non si ha il tempo di decodificare ma di cui si assorbe comunque il messaggio subliminale.

Pittura analitica, pittura lirica ma anche di critica sociale e culturale dei mezzi di comunicazione della modernità. Stima: 20.000€/30.000€.

Piero Dorazio, Due fuochi, olio su tela, 72x92, 1965
Piero Dorazio, Due fuochi, olio su tela, 72×92, 1965 – Lotto n. 201 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 129

Opera significativa del romano Piero Dorazio al lotto n. 201 “Due fuochi”.

Il 1965, anno di esecuzione dell’opera, è per Dorazio l’anno in cui partecipa alla mostra The responsive eye al Museum of Modern Art di New York.

Siamo dunque in pieno periodo optical art o arte cinetica per l’artista che tanta parte ha avuto nell’affermazione dell’astrattismo in Italia.

Ma gli anni ’60 sono anche gli anni dell’irrompere del colore sulla tela. L’artista sperimenta accostando colori e tratti. Dorazio studia i cambiamenti dell’effetto percettivo provocati dall’incidenza della luce che la composizione, variazione e scomposizione di questi elementi conferisce all’opera. Effetti che variano in base alla morfologia dell’andamento della pennellata e della flessuosità o linearità del tratto.

Opera riuscitissima anche dal punto vista estetico. Stima: 40.000€/60.000€.

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