Roberto Crippa

Senza dubbio Roberto Crippa è stato uno degli artisti italiani più rilevanti del XX secolo, protagonista di una ricerca di respiro internazionale.

Roberto Crippa è stato uno dei maggiori rappresentanti dello spazialismo italiano di cui firma il terzo manifesto nel 1950 insieme a Lucio Fontana.

Si diploma all’Accademia di Brera nel 1947 e partecipa subito, a soli 26 anni, prima alla Biennale di Venezia e poi alla Triennale di Milano.

Le sue prime esperienze pittoriche (1947-1949) risentono dell’influsso del post-cubismo e dei suoi maestri in Accademia fra cui Carlo Carrà, Achille Funi e Aldo Carpi.

Il clima artistico dell’epoco è ben rappresentato, nel 1946, dalla pubblicazione del “Manifesto del Realismo di pittori e scultori (Oltre Guernica)” che apre ad un indirizzo post-cubista. Nello stesso anno però si già si manifestano correnti discordanti e si tiene, per esempio, alla Galleria della Spiga la mostra del Fronte Nuovo delle Arti con tensioni espressioniste (Birolli), cubiste (Guttuso e Pizzinato), astratte e concrete (Vedova, Corpora, Turcato).

Crippa intanto contamina il cubismo con soluzioni visionarie e surreali mostrando sin da subito una personalità autonoma nella gestione degli spazi e delle figure.

Dal 1950 alterna e intreccia due diverse tendenze espressive, una pittura di tipo astratto-geometrico e un’altra informale e più prettamente gestuale. Risente dunque in questo periodo delle esperienze dell’epoca fra M.A.C. Movimento Arte Concreta, action painting di Jackson Pollock, presente fra l’altro alla Biennale di Venezia negli anni 1948 e 1950 e alla Galleria dei Navigli di Milano nel 1950, ma anche dell’influsso informale a cui Georges Mathieu aveva dato il via dal 1947 a Parigi.

Dal M.A.C. assume i valori di ordine, razionalità e strutturazione che si confanno alla sua predilezione per la manualità sull’aspetto concettuale per esempio più forte in Fontana, ma a questi principi antepone comunque il senso del ritmo e la narrazione e un lirismo che invita alla vertigine in una sorta di impulso distruttivo e dionisiaco, onirico e surreale e una pulsione forte verso il “corpo delle cose” come ebbe a dire Roberto Sanesi.

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Antonio Corpora

Antonio Corpora nasce a Tunisi nel 1909 da genitori di origine siciliana dove frequenta dal 1928 l’Ecole des Beaux Arts e studia con Armand Vergeaud.

Approda in Italia nel 1929 e si stabilisce a Firenze, dove frequenta le lezioni di Felice Carena all’Accademia e copia le opere dei grandi maestri nei Musei. Non a suo agio nel clima culturale conservatore della città; nel 1930, dopo una personale a Palazzo Bardi, si trasferisce a Parigi.

Qui è influenzato soprattutto dalle lezioni post-impressioniste, cubiste e fauves. Viene a contatto con la pittura non figurativa di Cézanne, di Picasso e di Matisse, e propone una sua visione dell’arte in senso astratto-lirico. Mantiene comunque i legami con l’Italia ed entra in contatto nel 1934 con gli astrattisti raccolti attorno alla Galleria del Milione di Milano, come Fontana, Reggiani, Soldati.

Nel 1939 tiene al Milione la sua seconda personale in Italia. Collabora intanto e scrive su varie riviste italiane su argomenti di pittura e letteratura invitando ad aprire ai grandi movimenti del ‘900 europeo. Negli anni 30 Corpora dipinge soprattutto opere figurative, paesaggi e nature morte, che alterna, a partire dal 1934, con opere astratte; in questi lavori già appare una sensibilità coloristica, di matrice post-impressionista e fauve, che lo accompagnerà in tutta la sua attività.

Dal 1945 torna in Italia e si stabilisce a Roma, dove fu ospite dello studio di Renato Guttuso, e partecipa al vivace clima culturale degli anni del dopoguerra sostenendo le ragioni di un rinnovamento pittorico di matrice europea. Con Guttuso subisce l’influsso neo-cubista e lo porta avanti insieme a Fazzini, Monachesi e Turcato. Partecipa alla costituzione del Fronte Nuovo delle Arti ed è alla Biennale di Venezia del 1948. Famosi esempi della sua pittura di questi anni sono “Veduta di città”, “La pesca grossa” e “I lavoratori del mare” (1945-1949).

Nel 1951 vince, ex aequo con Zoran Music, il “Prix de Paris” e l’anno successivo i due artisti tengono una mostra personale alla “Galerie de France” a Parigi; in seguito il Musèe Nazional d’Art Moderne ne acquista l’opera “Canari, cage et fenêtre” (1951).

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