Asta Boetto n. 142 – Genova, Arte Moderna e Contemporanea

L’asta primaverile di Arte Moderna e Contemporanea della Casa d’Aste Boetto si terrà Martedì 19 Aprile 2016. Asta ricca di lotti, con collezioni e opere importanti dalla scuola Gutai alla scuola romana e non solo. Nella rassegna segnaliamo e approfondiamo i nostri preferiti.

Yasuo Sumi, Senza titolo, inchiostro giapponese su carta, 38x29, 1958
Yasuo Sumi, Senza titolo, inchiostro giapponese su carta, 38×29, 1958 – Lotto 15 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Il movimento Gutai, fondato ad Osaka da Jiro Yoschihara nel 1954, è una delle avanguardie artistiche di maggior interesse della seconda metà del XX secolo. Il movimento ha sviluppato in parallelo, e per certi aspetti anche anticipato l’action painting e l’informale occidentale.

Oltre che bella, l’opera al lotto 15 “Senza titolo” di Yasuo Sumi è rappresentativa di uno dei migliori action painters del gruppo, nato nel 1954, al quale Yasuo Sumi aderì l’anno seguente spronato dal maestro Shozo Shimamoto. Stima: 10.000€/11.500€.

Le sue opere sono realizzate con getti di inchiostro sui quali l’artista faceva pressione e che solcava con strumenti sempre nuovi (l’abaco, un pettine, l’ombrellina giapponese), ritenendo che la diversità del mezzo fornisse un modo per liberare l’artista dai vincoli culturali e della propria mente.

Shozo Shimamoto, Senza titolo, performance di palazzo Ferretto, Genova, tecnica mista su tessuto, 100x145, 2008
Shozo Shimamoto, Senza titolo, performance di palazzo Ferretto, Genova, tecnica mista su tessuto, 100×145, 2008 – Lotto 21 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Shozo Shimamoto è stato la vera anima del movimento Gutai e con la sua arte è riuscito a sovvertire l’idea di un’arte giapponese spirituale, floreale e decorativa conferendole una figurazione ed un significato totalmente nuovi.

‘Gutai’ è una parola che in giapponese significa conflitto tra materia e spirito; e la materia irrompe in ogni opera di Shimamoto che sgocciola su, taglia, buca la tela o il tessuto, come al lotto 21 “Senza titolo”, che diviene lo spazio coloristico delle sue performance anche fisiche, in cui l’azione e il corpo dell’artista stesso sono parte dell’opera d’arte. Stima: 20.000€/22.500€.

Kazuo Shiraga, Work, olio su tela, 41.5x32, 1973
Kazuo Shiraga, Work, olio su tela, 41.5×32, 1973 – Lotto 24 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Lavorava con i piedi Kazuo Shiraga, al lotto 24 “Work”. Altro artista Gutai, performer, action painter, mise a punto una tecnica tutta sua che in qualche modo tendeva a liberare l’opera dall’intenzionalità stessa dell’artista.

Se una cosa aveva insegnato e frustrato Jackson Pollock era il fatto che liberare il segno dalle sovrastutture non solo figurative ma anche culturali è pressoché impossibile.

Gettare grumi di colore su una tela stesa a terra e poi appendersi ad una corda e seguire il movimento oscillatorio della stessa per spandere quei colori con i piedi, in qualche modo è invece per Shiraga un vincolo imposto che consente di liberare, per assurdo, intrappolato, l’artista. Stima: 100.000€/111.000€.

Claudio Verna, Sei bande bianche, olio su tela, 70x90, 1974
Claudio Verna, Sei bande bianche, olio su tela, 70×90, 1974 – Lotto 26 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Non puramente informale né analitica né concettuale la pittura di Claudio Verna, originario della provincia di Chieti, è un equilibrio fra razionalità e creatività, materia e idea.

Alla fine degli anni settanta comincia a produrre tele monocrome, seguendo le correnti della cosiddetta “Pittura Nuova”, con l’intenzione di rinnovare la pittura, ricominciare da zero.

Come ben evidenzia il lotto 26 l’idea non è pura didascalia ma nasce nel farsi materiale dell’opera. Il colore viene steso su più mani a creare effetti e contrasti caldo-freddi e di chiaroscuro e suggerisce sfumature, orizzonti ideali, impressioni. Il gruppo a cui l’artista fa riferimento, variamente riconducibile alla pittura analitica, è costituito da Griffa e Gastini a Torino, Aricò, Olivieri e Pinelli a Milano, Guarneri e Masi a Firenze, Cotani, Morales e Battaglia a Roma, Zappettini a Genova. Stima: 4.500€/5.000€.

Marco Tirelli, Casellario, olio su carta, 44x35, 1987
Marco Tirelli, Casellario, olio su carta, 44×35, 1987 – Lotto 69 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Un “Casellario” del romano Marco Tirelli al lotto 69.

Componente della “Nuova Scuola Romana”, vicino all’astrattismo geometrico e al minimalismo, Tirelli ha sviluppato un linguaggio di semplici elementi di forma geometrica, in cui spesso inserisce la terza dimensione.

La natura del suo lavoro va a comporre immagini caratterizzate da un uso castigato di colori e da un purismo costruttivo che conferisce loro una valenza metafisica e un carattere sospeso, che invita all’interpretazione.

Grande importanza ha anche l’uso che Tirelli fa della luce e delle ombre per creare l’effetto di sfalsamento dei piani e di tridimensionalità. Stima: 1.500€/1.700€.

Pino Pinelli, Pittura BL.G.BL, tecnica mista di 3 elementi, 33 cm, 2009
Pino Pinelli, Pittura BL.G.BL, tecnica mista di 3 elementi, 33 cm, 2009 – Lotto 106 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Scrive di Pino Pinelli Giovanni Maria Accame: “su queste pelli di daino naufraga, per Pinelli, la concezione di una pittura che riconosce come propria sede l’area delimitata del quadro. Si apre al contrario la prospettiva di una pittura in perenne migrazione, nell’interminabile spazialità fenomenica. Un’uscita dal quadro che non è negazione della pittura, ma una sua differente concezione. Diversamente inseguita ed essa stessa inseguitrice di uno spazio sempre assorbente e mai compiuto, la pittura si contrae per espandersi sembra negarsi ma per potersi ancor più affermare”.

Sono le disseminazioni del catanese Pino Pinelli, come questa al lotto 106 “Pittura BL.G.BL” di tre elementi due blu ed uno giallo di 33 cm di diametro ciascuno.

Opera un po’ tarda ma esemplificativa della produzione più importante di Pinelli dagli anni ’70 che va oltre la sperimentazione minimalista, in un certo senso solo distruttiva, per scoprire un nuovo spazio dove le forme, anche semplici, assumano un nuovo significato. Stima: 7.500€/8.300€.

Gianfranco Baruchello, Progetto di una piccola stalla per sfingi sul bordo del mare mediterraneo, tecnica mista su tela, 35x21, 1980
Gianfranco Baruchello, Progetto di una piccola stalla per sfingi sul bordo del mare mediterraneo, tecnica mista su tela, 35×21, 1980 – Lotto 119 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Il lotto 119 “Progetto di una piccola stalla per sfingi sul bordo del mare mediterraneo” è una piccola e preziosa tecnica mista del livornese Gianfranco Baruchello, artista duchampiano, dissacratore, concettuale, qui in una delle declinazione della sua pittura calligrafica o geroglifica come qualcuno l’ha definita.

Non c’è estetica in queste opere, ma tanta poesia fatta di bisticci con il linguaggio e di parole che creano cortocircuiti intellettuali che ne trascendono il singolo significato.

Baruchello è abilissimo nel giocare con associazioni sinestetiche, nel collegare visualmente e non qualsiasi cosa a qualsiasi altra, materiale o spirituale.

Certo arte difficile ma non più di una poesia; arte molto personale ma anche universale, come la poesia. Stima: 5.500€/6.100€.

Bruno Munari, Positivo-negativo, acrilico su tela, 50x50, 1987
Bruno Munari, Positivo-negativo, acrilico su tela, 50×50, 1987 – Lotto 145 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Le pitture negative-positive, come questa al lotto 145, sono tra le opere più note di Bruno Munari che così ne parlava: “la passione per la ricerca di una purezza nell’arte visiva mi ha portato a queste forme che io ho definito negativi-positivi. Si tratta in genere di due o più forme geometriche incastrate assieme in modo da formare una unità come, per esempio i quadrati bianchi e i quadrati neri formano la scacchiera. Questi oggetti (che non definisco pitture anche se sembrano quadri astratti) danno al colore una nuova vitalità ovvero una possibilità di «double focus»”.

Munari comincia questa fortunata serie dei positivi-negativi nel 1948 per una produzione che andrà fino agli anni ’80. La serie nasce nel contesto del M.A.C. Movimento Arte Concreta fondato da Munari stesso, ma già anticipa alcuni aspetti dell’arte cinetica e percettiva nella possibilità di duplice lettura dell’opera stessa da parte dello spettatore che può invertire l’ordine dei piani dipendentemente dall’attrazione e la stimolazione soggettiva suscitata dai colori. Stima: 8.000€/8.900€.

Agostino Ferrari, Forma totale 2 (evoluzione plastica), acrilico su pannello in legno, 110x140, 1966
Agostino Ferrari, Forma totale 2 (evoluzione plastica), acrilico su pannello in legno, 110×140, 1966 – Lotto 150 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Il lotto 150 “Forma totale 2 (evoluzione plastica)” è un’opera degli anni ’60 di Agostino Ferrari, tra i fondatori del Gruppo del Cenobio assieme a Ugo La Pietra, Ettore Sordini, Angelo Verga, Alberto Lùcia (poeta) e Arturo Vermi, la cui missione era riportare la pittura o meglio il segno al ‘grado zero’, alla purezza primitiva.

Nella seconda metà degli anni ’60 Ferrari cerca di superare la bidimensionalità della tela varcando i confini del quadro ed espandendosi nella terza dimensione conferendo un’immagine più fisica, materiale ed oggettiva, del segno.

Sono le opere raggruppate sotto il titolo Forma Totale: composizioni che vanno oltre i confini perimetrali della tela alla ricerca di una armonia ed un equilibrio di forme e segni semplici con uso quasi esclusivo dei colori bianco e azzurro. Si tratta di un à rebours in qualche modo archetipico, liquido, del prendere forma di una nuova creazione. Stima: 25.000€/27.500€.

Piero Giraldi, Ruota nell'aia, gommapiuma, 150x187, 2004
Piero Gilardi, Ruota nell’aia, gommapiuma, 150×187, 2004 – Lotto 158 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

L’impietosa critica dell’artificio industriale di Piero Gilardi al lotto 158 “Ruota nell’aia”. Classico tappeto – natura in gommapiuma, di dimensioni importanti, piuttosto recente.

Torinese, sperimentatore dell’arte povera, della land art e della antiform art, Piero Gilardi si è sempre proposto come un artista critico ma partecipe della società contemporanea ed indagatore del rapporto fra cultura, sviluppo industriale e tecnologico e sostenibilità ambientale.

Negli ultimi anni si è dedicato soprattutto alla creazione di installazioni che fanno uso delle nuove tecnologie per approfondire e studiare il rapporto e l’interazione fra opera, spettatore e ambiente. Stima: 20.000€/22.500€.

Franco Bemporad, 9797 punti, olio su tela, 115x115, 1974
Franco Bemporad, 9797 punti, olio su tela, 115×115, 1974 – Lotto 162 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Opera rappresentativa del periodo del puntinismo di Franco Bemporad il lotto 162 “9797 punti”.
Fiorentino di nascita e milanese d’adozione esordirà negli anni ’50 nel movimento nucleare per entrare poi agli inizi degli anni ’60 nel gruppo “Continuità”. Il gruppo è formato da Franco Bemporad, Piero Dorazio, Lucio Fontana, Gastone Novelli, Achille Perilli, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Tancredi, Giulio Turcato. L’idea è quella di portare un rinnovamento nell’arte ma le personalità, assai autonome, seguiranno poco dopo percorsi distinti.

In questo contesto Bemporad dal 1973 elaborerà il puntinismo: un recupero di forme e segni primitivi trattati considerando i principi della scomposizione del colore di matrice impressionista, vicino all’arte percettiva ed analiticaStima: 8.000€/8.900€.

Giulio Turcato, Tranquillanti, tecnica mista su tela, 50x70, anni 70
Giulio Turcato, Tranquillanti, tecnica mista su tela, 50×70, anni 70 – Lotto 195 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Sono un eco del periodo neo-dada degli inizi degli anni ’60 i “Tranquillanti”, datati anni ’70, del mantovano Giulio Turcato al lotto 195.

Si tratta di vere e proprie pillole utilizzate sulla tela a rappresentare uno spazio ‘siderale’ non solo fisico ma anche mentale.

L’artista ironizza in modo giocoso, come caratteristico del neo-dadaismo italiano, sulle nevrosi dell’uomo dei nostri tempi. Stima: 16.000€/18.000€.

Piero Pizzi Cannella, Disegno a Tunisi, olio su tela, 100x122, 1988
Piero Pizzi Cannella, Disegno a Tunisi, olio su tela, 100×122, 1988 – Lotto 196 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Fondatore della Nuova Scuola Romana insieme a Bruno Ceccobelli e Marco Tirelli nel 1984 negli spazi dell’ex Pastificio Cerere, l’opera di Piero Pizzi Cannella al lotto 196, evidenzia, anche se ancora in certo qual modo ancorata alla tradizione dell’arte povera e concettuale, una esigenza di superamento del segno minimale e della pura astrazione per un ritorno ad una figurazione e ad un modo di vedere, inquadrare il mondo reale con immaginazione e sguardo incontaminato.

C’è come nell’opera l’intenzione di aprire lo spazio al paesaggio, un varco per scoprire una nuova pittura. Stima: 28.000€/31.000€.

Mario Schifano, Segno di energia, smalto su carta intelata, 70x100, 1977/1980
Mario Schifano, Segno di energia, smalto su carta intelata, 70×100, 1977/1980 – Lotto 228 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Insieme al soggetto “Coca Cola”, “Esso” è fra i più rivisitati da Mario Schifano: lotto 228 “Segno di energia”. Sono opere che hanno fatto collocare Schifano da parte della critica nell’ambito della pop art italiana. Il soggetto compare già e soprattutto negli anni ’60 su carta da pacchi e cartone.

Sono simboli comuni, commerciali, riconoscibili senza mediazione, riproducibili. Creano nello spettatore una sensazione di riconoscimento che pacifica ma fa anche pensare. E Schifano se ne appropria, dipingendo queste icone moderne solo in parte, frettolosamente, dissacrandole, con le consuete gocciolature.

Come rendere unico e fare di un oggetto e un simbolo quotidiano un’opera d’arte. Stima: 40.000€/44.500€.

Remo Bianco, Impronta, tecnica mista e foglia oro su tela, 120x100, 1958
Remo Bianco, Impronta, tecnica mista e foglia oro su tela, 120×100, 1958 – Lotto 232 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Il lotto 232 “Impronta” è un’opera importante, di grandi dimensioni di Remo Bianco, artista milanese formatosi nell’ambito dello spazialismo e del movimento nucleare. Fa parte della serie dei cosiddetti “Tableux Doré” che risalgono al 1957 come evoluzione della produzione del collages.

Si tratta di finestre in foglia oro che l’artista apre su spazi monocromi o bicromi, come in questo caso, spesso stese in “tessere” dalla superficie non uniforme in modo da riflettere variamente la luce ed attrarre lo spettatore.

L’opera suggerisce così, con elementi, semplici, concreti, la possibilità oltre la tela di un’altra dimensione. Sono impronte verso un altrove primigenio, un sogno verso l’età dell’oro. Stima: 12.000€/13.500€.

Emilio Scanavino, Presenza, olio su tela, 100x100
Emilio Scanavino, Presenza, olio su tela, 100×100 – Lotto 237 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Opera probabilmente ascrivibile alla fine degli anni ’70 “Presenza” di Emilio Scanavino al lotto 237.

Tipica e bella opera, monocromatica, dell’artista che dal 1960 elabora il suo linguaggio fatto di grovigli, filamenti, tessiture, nodi, legature.

In questo caso la legatura sembra un modo per controllare, tenere una presenza ostile, appuntita, che nasce direttamente dall’animo dell’artista.

I nodi conferiscono tridimensionalità spaziale ad un contrasto bianco nero steso bidimensionalmente sulla tela come se le idee, le paure, le sensazioni che nascono per magia nel nostro animo iniziassero una lotta, estenuante, irrisolvibile, nella nostra coscienza. Stima: 25.000€/27.500€.

Alberto Garutti, Orizzonte, dedicato ad A. F., 105x141, 2003
Alberto Garutti, Orizzonte, dedicato ad A. F., 105×141, 2003 – Lotto 239 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

“Orizzonte” al lotto 239 è un’opera di Alberto Garutti, insegnante al Politecnico di Milano e esponente di rilievo dell’arte pubblica italiana.

L’opera fa parte della famosa serie degli “Orizzonti” anni ’90 dell’artista.

L’idea, dichiarata dall’artista stesso, è quella di creare in modo ideale una linea d’orizzonte che attraversi e continui in tutte le case dei collezionisti delle singole opere facenti parte della serie: un’arte che, in questo modo, di fatto e nelle intenzioni, entra nel tessuto sociale e nella struttura urbana della città. Stima: 20.000€/22.500€.

 

Claudio Costa, La forza che da la profonda terra, tecnica mista su tela, 78x58.5x6, 1979
Claudio Costa, La forza che da la profonda terra, tecnica mista su tela, 78×58.5×6, 1979 – Lotto 261 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Negli anni della transavanguardia Claudio Costa, artista ligure, milanese d’adozione, architetto interessato alle culture primitive, alla psicanalisi, e inquadrabile nell’ambito dello strutturalismo e dell’arte antropologica, dopo esperienze performative, torna alla pittura.

Il lotto 261 “La forza che da la profonda terra” del 1979 mostra la poetica dell’artista orientata al primitivismo e allo sciamanesimo.

Grande importanza è assunta dal mito, dal simbolismo, dalla riscoperta del sè il tutto a comporre un unicum esperienziale e di memoria dove si intuisce una elaborazione del concetto di flusso di coscienza joyciano ed una concezione proustiana del tempo. Stima: 2.800€/3.100€.

Piero Dorazio, Veneziana I, acrilico su tela, 50x100, 1974
Piero Dorazio, Veneziana I, acrilico su tela, 50×100, 1974 – Lotto 269 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Il tipico Piero Dorazio degli anni ’70 al lotto 269 “Veneziana I”. Nel 1974 Dorazio si stabilisce a Todi, e va a risiedere in un antico eremo camaldolese.

In questo periodo dipinge opere caratterizzate da macchie semitrasparenti e da segmenti di linee colorate che conferiscono dinamismo a grandi composizioni di ispirazione impressionista.

La produzione certo non compete con quella di fine anni ’50 dei ‘reticoli’ ma comunque non è neppure assimilabile a quella un po’ ripetitiva e decorativa che l’artista inaugura dalla seconda metà degli anni ’80. Stima: 45.000€/49.500€.

Hsiao Chin, Paesaggio, olio su tela, 91x51, 1961
Hsiao Chin, Paesaggio, olio su tela, 91×51, 1961 – Lotto 277 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Artista cinese ormai di fama internazionale Hsiao Chin, al lotto 277 “Paesaggio”. Alla fine degli anni cinquanta l’artista si stabilisce a Milano, esponendo regolarmente allo Studio Marconi.

La sua è una ricerca di un linguaggio astratto universale che non rinuncia alla figurazione, in continuo contatto con il mondo e i suoi elementi, in eterno conflitto fra cielo e terra, spiritualità orientale e occidentale, spesso con un amalgama coloristico e morfologico di colori e forme semplici ed essenziali, gestite in libertà.

Sintesi poetica ed efficace. Da non sottovalutare l’anno dell’opera, il 1961, agli esordi della carriera artistica di Hsiao Chin. Stima: 12.000€/13.500€.

Daniel Spoerri, Resaturant Spoerri aktion année 72, tableu piège, 1972
Daniel Spoerri, Resaturant Spoerri aktion année 72, tableu piège, 1972 – Lotto 291 – Immagine da asteboetto.it – Asta Boetto n. 142

Artista svizzero, originario della Romania, Daniel Spoerri è famoso per questo tipo di opere al lotto 291 “Resaturant Spoerri aktion année 72”, assemblaggi di oggetti, quali i resti di un pasto, fissati su una tavola e poi appesi al muro.

Esponente del Nuovo Realismo, ne firma il manifesto nel 1960, decennio al quale risale la produzione dei cosiddetti snared objects.

Cosí l’artista stesso ne spiegava il significato: “objects found in chance positions, in order or disorder (on tables, in boxes, drawers, etc.) are fixed (‘snared’) as they are. Only the plane is changed: since the result is called a picture, what was horizontal becomes vertical. Example: remains of a meal are fixed to the table at which the meal was consumed and the table hung on the wall”. Stima: 22.000€/24.500€.

Asta Pandolfini n. 171 – Firenze, Una selezione di Opere dell’800 italiano

L’asta “Una selezione di Opere dell’800 italiano” della Casa d’aste Pandolfini si terrà il giorno 19 Aprile presso la sede fiorentina a Palazzo Ramirez-Montalvo. Asta di soli 41 lotti scelti di cui segnaliamo le opere a nostro parere più interessanti.

Fausto Zonaro, Arrivano le belle!, olio su tela, 76x96.5, 1884
Fausto Zonaro, Arrivano le belle!, olio su tela, 76×96.5, 1884 – Lotto 57 – Immagine da pandolfini.it – Asta Pandolfini n. 171

Ultimo pittore della corte imperiale di Costantinopoli, presente nella Città d’Oro dal 1891 fino al 1909, Fausto Zonaro, al lotto 57, non ci propone una delle scene di battaglia celebranti Maometto II eseguite per il sultano Abdul-Hamid II e conservate nei più importanti musei di Costantinopoli.

“Arrivano le belle!” descrive un momento di vita comune, un saluto di alcuni giovani a due ragazze per strada, un soggetto classico e di maniera della vita lagunare del tempo.

In quegli anni infatti Zonaro si muove fra Napoli, dove frequenta artisti del luogo ed ha per amico Attilio Pratella, e Venezia dove l’artista, originario della provincia di Padova, si era trasferito alcuni anni prima della partenza per l’Oriente e aveva aperto una piccola scuola d’arte.

Il suo stile, prodotto di più scuole e movimenti artistici, risentirà sempre di vari influssi: dell’insegnamento dell’impressionismo francese (passerà un anno a Parigi nel 1888), del colorismo veneto e del realismo napoletano (quest’ultimo ben presente in questo lotto). Per questo fu chiamato “pittore della vita e della luce”. Stima: 25.000€/35.000€.

Plinio Nomellini, Fossa dell'abate, olio su tavola, 41x41.5
Plinio Nomellini, Fossa dell’abate, olio su tavola, 41×41.5 – Lotto 59 – Immagine da pandolfini.it – Asta Pandolfini n. 171

Macchiaiolo livornese, allievo di Giovanni Fattori, Plinio Nomellini al lotto 59, “Fossa dell’Abate”.

Nomellini subì forte l’influenza dell’impressionismo e della cultura francese in generale. La sua tecnica pittorica risentì inoltre delle tecniche divisioniste e fauve, in particolare nella ricerca della luce e del colore.

Nel 1908 avvenne il suo trasferimento a Viareggio, dove rimase fino al 1918 circa; le opere di questo periodo, al quale forse è ascrivibile questa, non datata, dal cielo dal colore innaturale dipinto con pennellata espressionista, sono caratterizzate da una ben evidente accentuazione fauvista. Stima: 15.000€/18.000€.

Giovanni Fattori, Tre cavalli al pascolo, olio su tela, 42x62
Giovanni Fattori, Tre cavalli al pascolo, olio su tela, 42×62 – Lotto 64 – Immagine pandolfini.it – Asta Pandolfini n. 171

“Io amo il realismo; gli animali, gli uomini, le piante, hanno una forza, un linguaggio, un sentimento” scriveva Giovanni Fattori, padre della macchia.

Si definiva più pittore di persone che di paesaggio, forse per l’attitudine all’indagine psicologica, quasi simbolica, dei momenti che dipingeva.

Il lotto 64, “Tre cavalli al pascolo”, non è certo fra le grandi ‘opere’ di Fattori, ma ha questo mood particolare: un momento inquieto, tre cavalli di schiena e un cielo che rigurgita l’attesa di un’estasi, anche creativa, che deve ancora accadere e che tuttavia non può fare a meno di esprimersi e farsi ammirare: “Ero perfettamente ignorante e mi sono, grazie a Dio, conservato. Solo l’arte stavami addosso senza saperlo, né lo so ancora”. Stima: 40.000€/50.000€.

Moses Levy, Bagnanti, olio su cartoncino, 38x46, 1932
Moses Levy, Bagnanti, olio su cartoncino, 38×46, 1932 – Lotto 74 – Immagine da pandolfini.it – Asta Pandolfini n. 171

Di origine tunisina Moses Levy si trasferisce in Italia a soli 10 anni. Fu compagno di studi di Lorenzo Viani a Lucca e allievo di Giovanni Fattori a Firenze. Frequentò i pittori livornesi del Caffè Bardi, in particolare Renato Natali. Soggiorna in Versilia per diversi anni, dal 1915 al 1926 e poi dal 1932 al 1935.

Cantore della élite e del savoir vivre di quegli anni, nella Viareggio dell’esplosione delle passeggiate e del turismo balneare, fu attento alle avanguardie europee. Forte fu su di lui l’influsso del cubismo e la lezione francese sulla scomposizione del colore; in quest’opera lotto 74 “Bagnanti” è ben visibile la libertà di segno calligrafico che la pittura dell’artista acquisisce negli anni ’30, in un certo qual modo vicina a quella di artisti di corrente quali Renato Birolli e Renato Guttuso. Stima: 3.000€/4.000€.

Giuseppe De Nittis, Au revoir!, olio su tela, 36x54.5, 1879
Giuseppe De Nittis, Au revoir!, olio su tela, 36×54.5, 1879 – Lotto 86 – Immagine da pandolfini.it – Asta Pandolfini n. 171

Fondatore della Scuola di Resìna, corrente italiana sul tema del realismo, Giuseppe De Nittis fu vicino a macchiaioli e impressionisti ma mantenne sempre uno stile personale e distintivo.

Dipinge questa opera al lotto 86 “Au revoir!” l’anno seguente alla consacrazione all’esposizione Internazionale parigina, nel 1878, dove fu insignito della Legion d’onore.

Opera inedita di grande spessore e della piena maturità artistica ritrae con un realismo estremo tre popolane di diversa generazione, probabilmente napoletane, in un momento fugace, immortalato in una luce che lo rende eterno. Stima: 55.000€/70.000€.

Mario Cavaglieri, Maroux gers, olio su tela, 59.5x73, 1954 - Lotto 90 - Immagine da pandolfini.it
Mario Cavaglieri, Maroux gers, olio su tela, 59.5×73, 1954 – Lotto 90 – Immagine da pandolfini.it – Asta Pandolfini n. 171

Opera del tardo periodo francese il lotto 90 “Maroux Gers” del rovighese Mario Cavaglieri.

Ritrae la tranquillità della campagna della zona del Gers,  ritiro assieme alla moglie in Francia sin dagli anni ’20.

Lungo l’arco di tutta la sua attività Mario Cavaglieri ha dipinto gli ambienti mondani e borghesi con influssi francesi tipicamente fauve nella resa coloristica ed una forte propensione all’introspezione psicologica.

In quest’opera tarda siamo lontani ormai da quel mondo e la pittura celebra soltanto se stessa in totale libertà, pace e dedizione. Un’artista ancora da rivalutare. Stima: 5.000€/7.000€.