Mario Schifano

Mario Schifano è stato un pittore, artista e regista italiano di fama internazionale. Insieme a Franco Angeli e Tano Festa fu uno dei rappresentanti principali della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo, movimento artistico degli anni ’60, espressione della pop art italiana. Per la sua abitudine alle droghe è comunemente etichettato come uno degli ‘artisti maledetti’ di quegli anni.

Mario Schifano nasce in Libia, ad Homs, nel 1934 e muore a Roma nel 1998. Nasce nella Libia italiana dove il padre, archeologo e restauratore, era stato temporaneamente trasferito per motivi di lavoro. Tornato a Roma, fatica a seguire gli studi, ma si avvicina all’arte grazie al padre che ha trovato occupazione al museo etrusco di Villa Giulia.

Già nel 1959 espone opere di carattere informale (si veda come esempio l’opera “Pittura” del 1959 in timeline) alla Galleria Appia Antica di Roma. Ma la vera prima apparizione di rilievo sulla scena artistica romana risale alla mostra “Cinque pittori romani: Angeli, Festa, Lo Savio, Schifano e Uncini” curata dal critico Pierre Restany alla Galleria La Salita nel 1960.

Il gruppo della mostra costituisce il nucleo fondamentale degli artisti della Scuola di Piazza del Popolo (unica assente Giosetta Fioroni). Gli artisti si riuniscono al Caffè Rosati in Piazza del Popolo a Roma, caffè frequentato anche da figure del calibro di Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini e Alberto Moravia.

Schifano suscitò da subito l’interesse della critica con i suoi monocromi che rimandavano a ‘schermi’ su cui facevano la loro apparizione lettere, numeri, segnali stradali, e poi i celebri cartelloni pubblicitari con i loghi della “Esso” e della “Coca Cola” (in timeline: “No” del 1960, “Segnaletico n. 2” e “Vero amore” del 1961, “Elemento per il paesaggio” del 1962). Di lì a poco ottenne una personale alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis a Roma.

I “monocromi” di questo periodo presentano pochi colori (solitamente uno o due) e sono applicati su carta da imballaggio incollata su tela. L’impiego di numeri e lettere isolate dell’alfabeto avvicinano l’artista a Jasper Johns ma il modo di dipingere di Schifano rivela analogie anche con il lavoro di Robert Rauschenberg. Esemplare a tal proposito l’opera del 1960 “No” in cui si legge appunto la parola “no” dipinta in grandi lettere maiuscole, come in un graffito murale, con sgocciolature di colore (in timeline).

Al 1962 risale il suo primo viaggio negli Stati Uniti durante il quale fu affascinato da artisti quali Dine e Kline. Entrò in contatto anche con Jasper Johnes, Rothko, Andy Wharol, il poeta Gregory Corso.

Al contempo espone alla Sidney Janis Gallery di New York nella mostra “The New Realists”. Qui familiarizza con gli artisti della pop art internazionale e approfondisce la conoscenza di Wharol stesso e Roy Lichtenstein. Viene inoltre introdotto alla vita mondana newyorkese e fa le prime sperimentazioni con l’LSD.

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Asta Blindarte n. 78 – Milano, Arte Moderna e Contemporanea + Design

L’asta di Arte Moderna e Contemporanea + Design n. 78 della Casa d’Aste Blindarte si terrà il prossimo 26 Maggio 2016 a Milano. Segnaliamo alcuni lotti d’interesse:

Tano Festa, Picasso, acrilico su tela, 80x60, 1978
Tano Festa, Picasso, acrilico su tela, 80×60, 1978 – Lotto n. 78 – Immagine da blindarte.com – Asta Blindarte n. 78

Un “Picasso” dell’artista romano della Scuola di Piazza del Popolo, Tano Festa, al lotto n. 72.

Si tratta di un’opera della produzione della seconda metà degli anni ’70, periodo in cui l’artista ripete un po’ se stesso prima di una nuova fase creativa negli anni ’80 con le serie riguardanti l’Egitto e i famosi “Coriandoli”.

C’è comunque tutto il particolarissimo linguaggio pittorico di Festa che anche in questo caso pesca dal nostro bagaglio culturale, come fosse un objet trouvé, un concetto ormai patrimonio comune dell’umanità e, decontestualizzandolo, allo stesso tempo lo rende ironicamente idolo ma anche oggetto estetico di contemplazione, simbolo di un’idea di bellezza pura e irraggiungibile. Stima: 2.500€/3.000€.

Hans Hartung, T1973-H14, acrilico su tela, 60x73, 1973
Hans Hartung, T1973-H14, acrilico su tela, 60×73, 1973 – Lotto n. 106 – Immagine da blindarte.com – Asta Blindarte n. 78

Un acrilico su tela di buone dimensioni (60×73) di Hans Hartung (1904-1989) al lotto n. 106 “T1973-H14”.

Padre dell’astrattismo informale europeo, formatosi alla scuola del Bauhaus e di Kandinsky, visse l’orrore della guerra (durante la quale perse addirittura una gamba).

Si può individuare il periodo della maturità dell’artista proprio negli acrilici degli anni ’70.

In questi anni infatti la libertà del gesto che caratterizza Hartung trova declinazioni spesso diverse dai celebri graffi carichi di pathos e di dolore dell’immediato dopoguerra. L’artista predilige o comunque affianca a quella produzione una ricerca coloristica e formale che conduce ad un equilibrio armonico, a una soluzione di pace, come in questo lotto 106, dove isole di colore sovrastano la tenebra e il silenzio nero del fondo della tela. Stima: 25.000€/35.000€.

Fausto Melotti, Senza titolo (rosso), ceramica smaltata, 51x69.5x1.5, 1958
Fausto Melotti, Senza titolo (rosso), ceramica smaltata, 51×69.5×1.5, 1958 – Lotto n. 114 – Immagine da blindarte.com – Asta Blindarte n. 78

Artista eclettico il trentino Fausto Melotti (classe 1901). Frequentò l’Accademia di Brera e fu fortemente influenzato, pur mantenendo sempre un carattere ed una poetica autonoma, da artisti quali Depero, il Gruppo 7, Lucio Fontana.

Fu soprattutto scultore. La sua prima produzione può essere genericamente riferita all’astrattismo geometrico caratterizzato da un concettualismo di stampo metafisico.

Il lotto n. 114, una ceramica smaltata, “Senza titolo (rosso)” del 1953 manifesta proprio in quegli anni un cambiamento nella produzione di Melotti e mette in luce una maggiore propensione narrativa e poetica supportata anche dall’introduzione di materiali “poveri” come la terracotta, la stoffa, il ferro e l’ottone; il tutto composto con una sensibilità accentuatamente musicale (va ricordato che il nipote è il grande Maurizio Pollini).

Forte in questa opera l’influenza dello spazialismo di Fontana, con una tela monocroma rossa su cui sono tracciati in libertà segni e graffi scuri. Stima: 10.000€/15.000€.

Emilio Scanavino, Senza titolo, polittico di cinque oli su tela, 300x300, 1959
Emilio Scanavino, Senza titolo, polittico di cinque oli su tela, 300×300, 1959 – Lotto n. 121 – Immagine da blindarte.com – Asta Blindarte n. 78

Opera monumentale (3×3 metri) di Emilio Scanavino al lotto n. 121 “Senza titolo”.

Nei primi anni cinquanta la pittura di Scanavino risente della ricerca del Movimento Spaziale reinterpretata nel segno di una spazialità interiorizzata e coscienziale vicina ad un lirismo astratto di matrice europea.

Scanavino sta ancora elaborando quel linguaggio astratto del tutto personale che lo contraddistinguerà in tutta la produzione della maturità. Per il momento il segno delinea presenze e apparizioni che sembrano più sgorgare dalla tela che graffiarla come succederà in seguito, quando il linguaggio si sarà ben formato.

Le figure sembrano emergere da uno spazio liquido, rarefatto e slavato, ottenuto con colori tenui, senza saturazione, animate da bagliori improvvisi. Opera bellissima che vale sicuramente la stima più alta. Stima: 50.000€/70.000€.

Gianni Bertini, Operazione X, mec-art su tela, 113x91, 1966
Gianni Bertini, Operazione X, mec-art su tela, 113×91, 1966 – Lotto n. 124 – Immagine da blindarte.com – Asta Blindarte n. 78

Un esempio importante della mechanical-art di Gianni Bertini al lotto n. 124 “Operazione X” del 1966.

Movimento nato agli inizi degli anni ’60 prima in Francia e poi in Italia, sostenuto dal critico francese Pierre Restany, è inquadrabile nel contesto della pop art con un focus particolare sul riutilizzo e la risignificazione di materiali e immagini mediali con tecniche quali il ritocco su riporto fotografico.

“L’attuale crisi della pittura da cavalletto dipende da quella della immagine ‘dipinta’: ma l’immagine dipinta è lontana dall’immagine oggettiva che si ottiene sulla tela usando un cliché, un’impronta, un riporto fotografico ovvero attraverso una impressione meccanica. Questa differenza fondamentale, che può sembrare un dettaglio inizialmente, si è rafforzata sempre di più nel corso del 1965. Questa differenza segna, nella storia della iconografia contemporanea, il limite esatto fra l’esperimento autentico e gli sforzi verso un mimetismo opportunistico.” (Dal secondo Manifesto della Mec-art, Pierre Restany, 1965). Stima: 6.000€/8.000€.

Carlo Alfano, Frammenti di un autoritratto anonimo, grafite e 5 tele applicate su tela, 130.5x130.5, 1974
Carlo Alfano, Frammenti di un autoritratto anonimo, grafite e 5 tele applicate su tela, 130.5×130.5, 1974 – Lotto n. 126 – Immagine da blindarte.com – Asta Blindarte n. 78

Pittore, esponente dell’arte intermediale, il napoletano Carlo Alfano al lotto n. 126 “Frammenti di un autoritratto anonimo”.

Famoso negli anni ’50 per i suoi progetti audiovisivi, tra il 1969 e il 1990, anno della morte, Alfano lavora alla serie dei “Frammenti di un autoritratto anonimo” dove si indaga la percezione soggettiva colta nell’aspetto temporale, asincrona e coscienziale, in una continua intertestualità di citazioni letterarie e filosofiche che vanno da Shakespeare a Cervantes, a Michel Foucault, da Proust a Joyce.

Gli autoritratti sono vere e proprie partiture che riportano frammenti di suoni, pause e intervalli. Rappresentano lo scorrere del tempo e il flusso di coscienza dell’artista nelle ore del giorno ed ogni capoverso ne riproduce una componente metafisica e concettuale, oppure, imprevedibilmente una umana e carnale. Stima: 10.000€/15.000€.

Robert Rauschenberg, Getone (spring 1988 glut), metallo ritrovato, 71x127x24, 1988
Robert Rauschenberg, Getone (spring 1988 glut), metallo ritrovato, 71x127x24, 1988 – Lotto n. 149 – Immagine da blindarte.com – Asta Blindarte n. 78

Operazione sul piano empirico di stampo dadaista quella di Robert Rauschenberg al lotto n. 149 “Getone (Spring 1988 Glut)”.

Considerato da molti padre della Pop Art americana Rauschenberg non è stato però mai assimilabile ad una corrente artistica e forte è stata invece sempre la caratterizzazione dei suoi interventi nel senso di una forte impronta espressionista.

Sia che si tratti di combine-paintings che di interventi su serigrafie o riporti fotografici o semplici objets trouves come in queso caso, traspare sempre nell’opera un’intenzione, un’impronta formale o gestuale che invita a leggere un messaggio, uno stato d’animo, un concetto: in questo caso una ricercata constatazione, nella geometria dei rapporti, della corrispondenza fra arte e realtà. Stima: 400.000€/600.000€.

Jannis Kounellis, Senza titolo, sacco di juta, 65.5x45.5x7, anni '90
Jannis Kounellis, Senza titolo, sacco di juta, 65.5×45.5×7, anni ’90 – Lotto n. 159 – Immagine da blindarte.com – Asta Blindarte n. 78

Il lotto n. 59 è significativo per la produzione del greco Jannis Kounellis (1936) fra gli anni ’60 e ’70.

Negli anni ’60 l’arte povera di Kounellis assurge a forme estreme, performative e rivoluzionarie: la sua azione di azzeramento non si riduce ai materiali, ma è archetipica e occupa gli spazi fisici delle gallerie con un vero e proprio vitalismo d’avanguardia. Geometrie, scenografie, elementi archetipici come il fuoco; cavalli vivi occupano le sale.

Con gli anni ’70 il disincanto prende il sopravvento e la fiducia nelle potenzialità innovative dell’arte povera svanisce, inglobata nelle dinamiche commerciali della società dei consumi, che richiede spazi e luoghi tradizionali dove fare arte. La delusione viene espressa da Kounellis con la realizzazione dalla famosa porta chiusa con delle pietre presentata per la prima volta a San Benedetto del Tronto.

Il lotto n. 59 somiglia un po’ alla porta di San Benedetto del Tronto: una tela di juta fissata con delle pietre è la cortina di una foto che ritrae una delle performance dell’artista con i cavalli vivi in una galleria. Stima: 8.000€/12.000€.

Ori Gersht, Border line colour (block 1), c-print su alluminio, 118x198, 2000
Ori Gersht, Border Line: Colour Block 1 – C-print su alluminio, 118×198, 2000 – Lotto n. 177 – Immagine da blindarte.com – Asta Blindarte n. 78

Stampa cromogena a colori su alluminio di Ori Gersht al lotto n. 177 “Border Line: Colour Block 1”.

Professore di fotografia all’Università di Arti Creative di Rochester, Gersht (classe 1967) si contraddistingue per il trattamento di immagini spesso riferite a luoghi storici e/o teatro di guerra (Sarajevo, Auschwitz, l’Ucraina) alle quali riesce a conferire una speciale risonanza di significato trasmettendo sia l’empatia personale dell’artista con il soggetto che stimolando una riflessione nello spettatore.

In questo caso un’opera insolitamente dai toni speranzosi veicolati dall’accostamento di colori complementari su fondi tenui. Stima: 8.000€/12.000€.

Loris Cecchini, Random surfaces deposits XYZ cells and lights, petg opalino termoformato, 100x161x16, 2006
Loris Cecchini, Random surfaces deposits XYZ cells and lights on, PETG opalino termoformato, 100x161x16, 2006 – Lotto n. 188 – Immagine da blindarte.com – Asta Blindarte n. 78

Loris Cecchini è un artista nato nel 1969 in Milano e residente a Berlino la cui attività artistica contamina architettura, design, scultura, arte ambientale e organica, installazioni. Pur giovane, ha già ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali.

La sua attività recente ha visto la produzione di “rilievi a parete”, una specie di propagazione di onde che cercano di raggiungere un pieno mimetismo con l’architettura quando collocati sulla parete bianca.

Nel ciclo immediatamente precedente dei “Random surfaces deposits” (lotto n. 188 “Random surfaces deposits: XYZ cells and lights on” in polietilene) in cui si ritrova il concetto di mimetismo, il soggetto della rappresentazione è però più propriamente di natura organica.

Interessante come l’artista descrive l’origine dei suoi lavori che dice iniziare dall’osservazione della natura con l’utilizzo del microscopio per proseguire con la successiva evoluzione: dalla nervatura d’una foglia, alla conformazione di un insetto, alla ramificazione di un corallo. Stima: 7.000€/10.000€.