Asta Fabiani n. 58 – 28 gennaio 2017 – Montecatini Terme, Dipinti, disegni, sculture e grafica di artisti dell’800, del 900, moderni e contemporanei

L’asta n. 58 “Dipinti, disegni, sculture e grafica di artisti dell’800, del 900, moderni e contemporanei” della Casa d’Aste Fabiani di Montecatini si terrà in data 28 Gennaio 2017 alle ore 15.30 in sessione unico. La topten di SenzaRiserva.

Gualtiero Nativi, Figura, tempera su cartone, 50x30, sul verso altro dipinto dell’artista firmato in alto a destra, 1947
Gualtiero Nativi, Figura, tempera su cartone, 50×30, sul verso altro dipinto dell’artista firmato in alto a destra, 1947 – Lotto n. 24 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 58

Il 1947 è l’anno delle prime prove aniconiche dell’artista pistoiese (classe 1921) Gualtiero Nativi.

La pittura dell’artista, che nel 1950 firmerà il “Manifesto dell’astrattismo classico” fiorentino con Berti, Brunetti, Monnini, Nuti e Migliorini, risente  all’epoca ancora di influssi neocubisti, come ben si nota nell’opera al lotto n. 24 “Figura”.

Nel 1945 Nativi ha partecipato alla stesura del giornale rivoluzionario “Torrente” e proprio alla fine del 1946 a quella della rivista “Arte d’Oggi” che l’anno seguente darà il nome all’omonimo Gruppo. “Contenuto e forma di una nuova realtà” fu intitolata la prima mostra del gruppo tenutasi alla Galleria Firenze all’inizio del 1947.

Il Gruppo, capeggiato dalla forte personalità di Berti, cerca di aprire una breccia nell’angusto panorama culturale del capoluogo fiorentino, dominato fino ad allora dal tradizionalismo pittorico del “Nuovo Umanesimo” e dei “Pittori Nuovi della Realtà” (i fratelli Bueno, Annigoni, Sciltian) e dall’intimismo di Rosai.

“Le prime cose non ‘figurali’ le feci nell’estate del ’47″, con titubanza, cercando di riflettere su certi parametri che avrebbero potuto anche rivelarsi provvisori” (da Gualtiero Nativi, Catalogo Generale, Vol. I, a cura della Galleria d’Arte Nozzoli, Introduzione di Marco Moretti, 2013, p. 14). Due dipinti in uno. Stima: 4.500€/6.500€.

Piero Ruggeri, Composizione per un paesaggio, olio su tavola, 80x62.5, 1979-1980
Piero Ruggeri, Composizione per un paesaggio, olio su tavola, 80×62.5, 1979-1980 – Lotto n. 51 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 58

Piero Ruggeri è stato un protagonista dell’arte informale del dopoguerra. Nato nel 1930 a Torino, vive con insofferenza l’ambiente pittorico culturale segnato dall’eredità di Felice Casorati.

Uscito dall’Accademia Albertina, con Sergio Saroni e Giacomo Soffiantino Ruggeri forma un ‘gruppo’ che guarda alla gestualità dell’informale americano.

La prima personale è del 1960 alla Galleria Odyssia di Roma. Nel 1962 è invitato con sala personale alla Biennale di Venezia.

L’opera al lotto n. 51 “Composizione per un paesaggio”, del 1981, ben rappresenta l’informale di Ruggeri, che non è spazialità in potenza mai attuata, come per tanti suoi contemporanei, ma allusione a un mondo da ricostruire, magari riconsiderando la natura e il paesaggio, l’universo con cui l’uomo si deve riconciliare.

L’artista prende spesso come spunto per la composizione la vegetazione del bosco di Battagliotti, nei pressi di Avigliana, dove si è trasferito dal 1971.

Solo nel 1986 Ruggeri presenterà alla Quadriennale di Roma opere più concettuali, dove l’essenzialità non lascia spazio all’oggetto. Sarà la stagione delle grandi tele monocrome in nero, bianco e rosso in una simbologia del colore che unisce oscurità, profondità, smarrimento, speranza, eroismo. Stima: 8.000€/15.000€.

Franco Angeli, Senza titolo, smalto a spruzzo su tela, 100x100, 1975-1978
Franco Angeli, Senza titolo, smalto a spruzzo su tela, 100×100, 1975-1978 – Lotto n. 94 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 58

Franco Angeli fu protagonista negli anni ’50 a Roma della Scuola di Piazza del Popolo, con Tano Festa e Mario Schifano.

Ruotano intorno alla Galleria della Tartaruga questi artisti, ciascuno riflettendo a suo modo sul valore dell’immagine e della comunicazione cinematografica e pubblicitaria.

Nelle loro tele utilizzano in chiave pop gli ‘stereotipi’ della cultura di massa, ritratti in modo critico, decontestualizzati (marchi quali la Esso o la Coca-cola di Schifano). “Istanze secondarie” nelle definizione che Renato Barilli dà di questi stereotipi che i tre artisti vivacizzano attraverso una personale interpretazione portatrice di “istanze primarie” (in Renato Barilli, L’arte contemporanea. Da Cézanne alle ultime tendenze, Economica Feltrinelli, 2005, p. 308).

Nel caso di Angeli l’artista introduce una simbologia colta (aquile, svastiche, la lupa capitolina, la falce e martello) che riporta la storia, la cultura ed anche un vissuto personale e memoriale nello spazio del quadro che in questo modo viene caricato di connotazioni ‘emotive’ (malinconiche, critiche o di speranza). Caratteristica che rende ‘vive’ le opere dell’artista romano. Stima: 4.000€/6.000€.

Arman, Untitle (Colère de telévision n. 18), televisione distrutta in un box di plexiglass, 80x50x60, Performance Fiac Parigi, 1976
Arman, Untitle (Colère de telévision n. 18), televisione distrutta in un box di plexiglass, 80x50x60, Performance Fiac Parigi, 1976 – Lotto n. 122 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 58

Dopo un inizio artistico con influenze surrealiste, è nel 1960 che Fernandez Arman firma la dichiarazione costitutiva del Nouveau Réalisme. Le idee del movimento costituiranno il filo conduttore di tutta l’attività dell’artista di Nizza.

L’appropriazione della realtà, o per dirla col teorico Pierre Restany “il riciclaggio poetico della realtà urbana, industriale e pubblicitaria” sono da allora perspicue nelle opere di Arman.

Al 1961 risalgono le prime Colères (oggetti distrutti o danneggiati, qui al lotto n. 122 “Untitle (Colère de telévision n. 18”) e Coupes (oggetti segati o tagliati)  mostrate in pubblico.

E davvero la poesia è la protagonista delle opere di Arman che pur oscillando fra un aspetto distruttivo (appunto i cicli delle colères o delle “combustionio”)

Stima: 35.500€/45.000€.

Sandro De Alexandris, Ripartizione ortogonale 1/9 - G-Z, Rilievo - Cartoncino Schoeller gatta su tavola, 69.5x69
Sandro De Alexandris, Ripartizione ortogonale 1/9 – G-Z, Rilievo – Cartoncino Schoeller glatt su tavola, 69.5×69, 1971-1972 – Lotto n. 123 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 58

Una continua indagine sul mezzo espressivo della pittura contrassegna l’opera dell’artista torinese Sandro De Alexandris, alla ribalta sulla scena artistica torinese degli anni ’60.

Esponente della cosiddetta “Nuova pittura” o pittura analitica, De Alexandris, tra il 1967 e il 1973, dedica gran parte del proprio lavoro ai cicli delle “ripartizioni orizzontali” e a studi sulle “ripartizioni ortogonali” (lotto n. 123 “Ripartizione ortogonale 1/9 – G-Z”).

L’artista utilizza punti e linee come riferimenti visivi per cercare una definizione e rappresentazione di concetti quali l’obliquità, l’orizzontalità, la staticità.

Sulla tela sono protagoniste tensioni irrisolte nello spazio. Tali tensioni sono messe in moto da fenomeni di percezione della variazione di gradazione di colore e dalla forza dinamica generata dalla disposizione delle forme.

Guardare un’opera così non induce contemplazione estetica ma mette in moto un processo di desiderio di completamento e sforzo intellettuale che costringe lo spettatore a riflettere su se stesso e sul suo modo di ‘considerare’ la realtà. Stima: 10.000€/15.000€.

Gualtiero Nativi, Composizione in grigio e rosso, tempera su carta applicata su legno, 44x24, 1947
Gualtiero Nativi, Composizione in grigio e rosso, tempera su carta applicata su legno, 44×24, 1947 – Lotto n. 134 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 58

Altra opera del 1947 del pistoiese Gualtiero Nativi al lotto n. 134 “Composizione in grigio e in rosso”.

L’opera è una di quelle che segnano in Nativi la liberazione dalla rappresentazione dell’oggetto e il passaggio definitivo dall’arte puramente astratta ad una rappresentazione concretista e al contempo razionalista.

Scrive ancora Marco Moretti nell’introduzione al Catalogo Generale (a cura di Marco Moretti, Berto Nativi e Nicola Nozzoli, 2013, p. 16): “[…] a Nativi e compagni interessava invece non l’oggetto, la l’equivalente geometrico da esso derivato: ‘Così sulla superficie vuota della tela cominciavo a mettere un punto, due punti, tre punti, uniti da altrettante linee per ottenere un piano. […] Intervennero amici architetti che ci parlarono di sezione aurea, di rapporti modulari, e noi lì, a misurare tutto; intravidi allora che stavamo formando un discorso completo, dove c’era forma, colore, e probabilmente anche contenuto'”. Stima: 3.500€/5.500€.

Walter Valentini, Orizzontale rosso-azzurro, olio su tela, 50x50, 1975
Walter Valentini, Orizzontale rosso-azzurro, olio su tela, 50×50, 1975 – Lotto n. 147 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 58

Walter Valentini nasce a Pesaro nel 1928. Appena ventenne a Milano si interessa di arti grafiche venendo a contatto con gli astrattisti geometrici del luogo (Veronesi, Huber, Steiner).

L’artista impara le tecniche di cui è riconosciuto maestro (l’incisione, la calcografia, la litografia) all’Istituto di Belle Arti delle Marche negli anni ’50.

Dopo un decennio di esperienze nell’industria come grafico (fra l’altro all’Eni) Valentini si dedica a tempo pieno all’arte dagli anni ’70.

Le opere di Valentini degli anni ’70, come questa al lotto n. 147 “Orizzontale rosso-azzurro” del 1975, rappresentano perlopiù paesaggi geometrici realizzati con colori in scala di grigi e primari. L’artista usa spesso tempera e materiali grezzi quali polvere di grafite e carbone.

L’evoluzione artistica di Valentini manifesta nel tempo una ricerca di armonia e razionalismo rinascimentale (da ricordare che l’artista ha studiato a fondo i testi della cultura umanistica, da Bembo a Leon Battista Alberti).

In questo primo ciclo di opere di cui fa parte il lotto in asta si può dunque affermare che Valentini inizi il proprio percorso utilizzando stilemi della ricerca analitica (nell’indagine dei materiali e dei colori) per approdare ad una tensione metafisica d’eco dechirichiana.. Stima: 4.500€/7.000€.

Roberto Crippa, Totemica, olio su tela, 146x114, 1956
Roberto Crippa, Totemica, olio su tela, 146×114, 1956 – Lotto n. 165 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 58

Nel 1956 espone alla Biennale di Venezia, in collettive a Tokyo, Amsterdam, Hiroshima, Madrid e in personali a Roma e Parigi Roberto Crippa, uno dei protagonisti dello spazialismo italiano del dopoguerra.

Fra il 1954 e il 1956 Crippa evolve le famose “spirali” della produzione più propriamente spazialista nei cosiddetti “totem”. Lo fa interlacciando in involuzioni materiche il tratto ellissoidale delle spirali stesse in un processo di riconduzione di una forza cosmica universale, espressa in quelle, in simboli animistici del tutto terreni, propri del carattere irruento e vitale dell’artista.

Dal 1955 l’artista si dedica anche alla realizzazione di opere polimateriche per proseguire, nello stesso 1956, con opere in ferro, bronzo e acciaio. Sono opere improntate ad un accentuato simbolismo primitivo che va verso un riduzionismo contenutistico e formale che si potrebbe dire ha più cuore dell’altro grande processo di azzeramento e semplificazione attuato in quel decennio dal concretismo geometrico. “Totemica” al lotto n. 165 è una grande, importante opera riferibile a questo ciclo. Stima: 22.000€/32.000€.

Emilio Scanavino, Caleidoscopio, olio su tela, 73x92, 1985
Emilio Scanavino, Caleidoscopio, olio su tela, 73×92, 1985 – Lotto n. 167 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 58

Un importante benché tardo olio su tela di Emilio Scanavino al lotto n. 167 “Caleidoscopio”, del 1985.

L’artista ligure muore infatti nel 1986 dopo una lunga malattia protratta dal 1971 quando ebbe una grave emorragia alla testa.

L’opera in asta, di buone dimensioni e qualità, presenta tutti gli stilemi del linguaggio della maturità di Scanavino: le geometrie tipiche dei caratteristiche degli anni ’60 e ’70, il tipico groviglio risultato di un processo di irrigidimento esistenziale della volontà lirica espressa negli anni ’50, e infine i colori accesi, espressionisti dell’ultimo grido di dolore esistenziale e fisico dell’artista ligure.

L’opera inoltre è stata recentemente presentata presso l’Art Gallery La Luna di Borgo San Dalmazzo nel contesto della mostra “Nel segno di Emilio Scanavino”. Stima: 25.000€/35.000€.

Piero Dorazio, Les immobile, olio su tela, 60x70x3.5, 1980
Piero Dorazio, Les immobile, olio su tela, 60x70x3.5, 1980 – Lotto n. 177 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 58

Piero Dorazio rappresenta la storia dell’astrattismo italiano.

Fu protagonista del Gruppo Forma 1 nella Roma degli anni ’50 e fu importante punto di riferimento nei ’60 per la op art internazionale grazie anche al prestigio ottenuto per aver fondato il dipartimento di Pittura, Scultura e Grafica della School of Fine Arts dell’University of Pennsylvania, riconosciuta come la scuola d’arte e di architettura migliore degli Stati Uniti. Qui insegnò come Full Professor fino al 1970.

La pittura di Dorazio ha prodotto negli anni diversi cicli pittorici, con evoluzioni ed involuzioni, ma certamente sono due fin dagli esordi le costanti della sua ricerca: forma e colore. Si legge nel “Manifesto” del Gruppo Forma 1 del 1947: “Riconosciamo nel formalismo l’unico mezzo per sottrarci a influenze decadenti, psicologiche, espressionistiche. […] Il quadro, la scultura, presentano come mezzo di espressione: il colore, il disegno, le masse plastiche, e come fine un’armonia di forme pure”.

E l’armonia è ciò che permea l’opera al lotto n. 177 “Les immobile”. Stima: 29.000€/40.000€.

Roberto Crippa, Spirali, olio su tela, 30x40, 1951
Roberto Crippa, Spirali, olio su tela, 30×40, 1951 – Lotto n. 178 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 58

Di dimensioni contenute (30×40) ma potentissime le “Spirali” di Roberto Crippa al lotto n. 178.

Siamo nel 1951 anno in cui l’artista monzese firma il terzo manifesto dello spazialismo di Lucio Fontana.

Si legge nel “Manifesto tecnico dello spazialismo” che ne fu il nome proprio: “[…] Passati vari millenni del suo sviluppo artistico analitico, arriva il momento della sintesi. Prima la separazione fu necessaria, oggi costituisce una disintegrazione dell’unità concepita. Concepiamo la sintesi con una somma di elementi fisici: colore, suono, movimento, spazio, integranti un’unità ideale e materiale. Colore, l’elemento dello spazio, suono, l’elemento del tempo ed il movimento che si sviluppa nel tempo e nello spazio. Son le forme fondamentali dell’arte nuova che contiene le quattro dimensioni dell’esistenza. […] Si va formando una nuova estetica, forme luminose attraverso gli spazi. Movimento, colore, tempo, e spazio i concetti della nuova arte. Nel subcosciente dell’uomo della strada una nuova concezione della vita; i creatori iniziano lentamente ma inesorabilmente la conquista dell’uomo della strada. L’opera d’arte non è eterna, nel tempo esiste l’uomo e la sua creazione, finito l’uomo continua l’infinito”.

Pianeti come durata, con timbri di colori diversi, note in uno spazio solcato da orbite che si flettono attraendosi e respingendosi d’energia: in Crippa, in queste “Spirali” con atomi e/o pianeti ci sono tutti i concetti, espressimi ad altissimo livello, della nuova arte di quel tempo. Stima: 15.000€/22.000€.

Asta Fabiani 11 e 12 Giugno 2016 (n. 54) – Montecatini Terme, Dipinti, Disegni, Sculture e Grafica di Artisti del ‘900, Moderni e Contemporanei

L’asta Dipinti, Disegni, Sculture e Grafica di Artisti del ‘900, Moderni e Contemporanei n. 54 della Casa d’Aste Fabiani Arte si terrà presso l’Hotel Miramonti di Montecatini Terme in due sessioni (1-301 e 302-541) rispettivamente nei giorni 11 e 12 giugno 2016. Segnaliamo alcuni lotti significativi.

Antonio Corpora, I gabbiani annunciano il sole, olio su tela, 64.7x80.7, 1972
Antonio Corpora, I gabbiani annunciano il sole, olio su tela, 64.7×80.7, 1972 – Lotto n. 67 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 54

Bella opera di Antonio Corpora del 1972 al lotto n. 67 “I gabbiani annunciano il sole”.

Gli anni ’70 del grande colorista italiano di origine tunisina vedono l’affermarsi di una fase di maggiore libertà espressiva rispetto ad un certo geometrismo sperimentato dall’artista negli anni ’60.

Se da un lato l’artista accentua in questi anni l’aspetto informale della sua pittura, dall’altro spesso torna ad una espressività figurale lirica come in questo paesaggio dove Corpora contamina forme e colori in modo sinestetico con una efficacia comunicativa esaltata dallo splendido utilizzo di colori analoghi e complementari. Stima: 6.500€/13.000€.

Achille Perilli, Spazio futuro, olio su tela, 150x150, 1997
Achille Perilli, Spazio futuro, olio su tela, 150×150, 1997 – Lotto n. 186 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 54

Un Achille Perilli di notevoli dimensioni al lotto n. 186 “Spazio futuro” del 1997.

Belli i colori complementari e fauves (esperienza della quale ha risentito moltissimo Perilli, in particolare ad inizio carriera) che supportano al meglio le evoluzioni delle geometrie irrazionali dell’artista nello spazio.

Segno, forma e spazio sono i concetti principali intorno ai quali si è svolta l’esperienza artistica di uno dei rappresentanti di punta del gruppo romano Forma 1 e poi del movimento letterario d’avanguardia e sperimentale Gruppo 63Stima: 25.000€/35.000€.

Emilio Scanavino, Intoppo, olio su tela, 80x80, 1975
Emilio Scanavino, Intoppo, olio su tela, 80×80, 1975 – Lotto n. 187 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 54

Opera elegante di Emilio Scanavino al lotto n. 187 “Intoppo” datata 1975. Stima forse un po’ alta, ma abituale per l’asta Fabiani.

L’opera è un monocromo con le caratteristiche figure geometriche introdotte da Scanavino negli anni ’70 che fanno da supporto al tipico segno ‘grafico’ scritturale dell’artista: uno spago che sembra avvolgere uno dei lati del rettangolo, un intasamento filamentoso di un tubo, l’intoppo in uno scarico.

Opera minimale dal forte significato metaforico ed esistenziale. Succede spesso in Scanavino di avvertire che la tela meglio riuscita sia quella dove l’artista ha ‘sottratto’, si è abbandonato ad una idea che prenda forma nello spazio, piuttosto che in certe tele piene, volutamente soffocanti, senza respiro, urlate ad uno spettatore che sovente non riesce a partecipare. Stima: 21.000€/28.000€.

Hans Hartung, P1973-Z13, acrilico e pastello su cartone applicato su tela, 52.4x75, 1973
Hans Hartung, P1973-Z13, acrilico e pastello su cartone applicato su tela, 52.4×75, 1973 – Lotto n. 221 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 54

Hans Hartung (1904-1989) può essere considerato il caposcuola dell’astrazione lirica europea, consacrato dalla grande mostra realizzata alla Biennale di Venezia del 1959 dove vinse il Gran Premio per la pittura, poi al Museo Nazionale d’Arte Moderna di Parigi nel 1968, al Metropolitan Museum di New York nel 1975, alla Tate Gallery di Londra nel 1996.

“Dal 1970 ho una sensazione di rinnovamento. Come se una forza nuova, una nuova giovinezza mi siano state concesse” ha affermato l’artista.

L’opera al lotto n. 221 “P1973-Z13” contiene gli elementi formali classici di Hartung, che nell’astrattismo vede la liberazione dalla mimesi del reale, subito e sofferto dopo l’esperienza traumatica della seconda guerra mondiale.

Superficie e tratto, rigido o morbido, rappresentano per l’artista la libertà; sono elementi primari non costretti e pregni di significati primari: bene e male, fantasia e realtà, maschio e femmina: “scarabocchiare, grattare, agire sulla tela, dipingere infine, mi sembrano delle attività umane così immediate, spontanee e semplici….”. Stima: 25.000€/35.000€.

Claudio Verna, A 126, acrilico su doppia tela, 40x60, 1972
Claudio Verna, A 126, acrilico su doppia tela, 40×60, 1972 – Lotto n. 223 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 54

È negli anni ’70, nel contesto della pittura analitica, che si colloca e prende forma il linguaggio artistico di Claudio Verna.

Nato a Guardiagrele nel 1937 e formatosi alla facoltà di Sociologia di Firenze scopre la sua vera vocazione proprio in questi anni: suoi compagni di viaggio sono Griffa, Guarneri, Olivieri. La missione del gruppo è un rinnovamento dell’arte che la liberi dal descrittivismo e riparta da una analisi delle funzioni e relazioni degli elementi primari della pittura: movimento, vibrazione luministica, pulsazione ritmica, intensità del colore.

Verna in particolare è interessato alle geometrie e al ritmo che queste possono generare. Le sue opere si organizzano in campiture uniformi, dove il movimento percettivo è generato dall’alternanza di forme quali losanghe, rettangoli, bande e trasparenze di diverso colore. Stima: 11.000€/17.000€.

Walter Valentini, Orizzontale rosso - Azzurro, olio su tela, 50x50, 1975
Walter Valentini, Orizzontale rosso – Azzurro, olio su tela, 50×50, 1975 – Lotto n. 347 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 54

La produzione degli anni ’70 di Walter Valentini, grafico e incisore marchigiano di livello internazionale, formatosi nell’ambito dell’astrattismo geometrico milanese degli anni ’50 e ’60, è caratterizzata dall’uso di geometrie stese in tante gradazioni di grigio come in “Orizzontale rosso – Azzurro” al lotto n. 347.

In questo periodo i materiali più usati dall’artista sono tempera, polvere di grafite e carbone, e come supporto la tela.

Si tratta di veri e propri ‘paesaggi’ geometrici che fanno da sfondo all’epifania di forme e di colori, perlopiù primari.

A Valentini interessa rappresentare spazio e tempo, organizzarli in una forma perfetta che dia ‘senso’ al caos e dia testimonianza dell’essere uomini. E non manca la poesia nelle sue opere, perché essa nasce direttamente dal ritmo delle forme e dei colori, dal ritmo che è tempo; dallo spazio che è l’armonia matematica del nostro universo; dall’acqua e dal fuoco, gli elementi che originano la vita. Stima: 3.800€/6.000€.

Roberto Crippa, Totemica, olio su tela, 146x114, 1956
Roberto Crippa, Totemica, olio su tela, 146×114, 1956 – Lotto n. 360 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 54

Roberto Crippa, “Totemica”, al lotto n. 360.

Sembrano lontanissime queste opere che Crippa definiva “immagini totemiche moderne” rispetto alle “spirali” di pochi anni prima; ma la verità è che l’artista monzese è il pittore dell’energia.

Se nelle spirali questa forza vitale si esprimeva nel cinetismo dell’ellisse, qui si concreta in figure archetipiche antropomorfe e zoomorfe di aspetto primitivo e aggressivo.

Va anche ricordato che nei primi anni ’50 Roberto Crippa espone presso la galleria Alexander Jolas a New York, ed entra in contatto con esponenti del surrealismo quali Max Ernst, Matta, Brauner e Tanguy che lo orientano nel senso di una nuova figurazione. Stima: 18.000€/26.000€.

Piero Dorazio, Bluenote, olio su tela, 35x50, 1976
Piero Dorazio, Bluenote, olio su tela, 35×50, 1976 – Lotto n. 361 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 54

Opera datata 1976 di Piero Dorazio al lotto n. 361 “Bluenote”.

Composizione tipica degli anni ’70 dell’artista romano, prima anima del Gruppo Forma 1 e poi della pittura analitica. In questo periodo Dorazio dipinge opere caratterizzate da segmenti di linee colorate e semitrasparenti che conferiscono dinamismo a grandi composizioni di ispirazione impressionista.

Il titolo stesso dell’opera “Bluenote” suggerisce lo scandire del ritmo musicale da parte dell’artista come fosse il direttore d’orchestra che legga una partitura di colori; come ha affermato Dorazio stesso “sia la musica che la pittura moderna non rappresentano null’altro che gli elementi di cui sono fatte: colori, linee, superfici e spazi, materie, suoni, timbri, movimento nel tempo, luci e ombre, chiaro e scuro, forte e adagio, orizzontale, verticale, diagonale, caldo e freddo, alto e basso, insomma tutti quei fenomeni che più direttamente influenzano e orientano la nostra esistenza ogni giorno, poiché costituiscono gli aspetti essenziali della realtà in cui ci orientiamo, per mezzo dei nostri sensi e della nostra intelligenza. Sia la musica che la pittura si rivolgono proprio ai sensi piuttosto che alla ragione, una facoltà questa che bisogna mettere da parte quando ci si avvicina all’arte, se si vuole fare una vera esperienza estetica, senza pregiudizi.” Stima: 22.000€/30.000€.

Emilio Scanavino, Immagine, olio su tela, 60x60, 1966
Emilio Scanavino, Immagine, olio su tela, 60×60, 1966 – Lotto n. 505 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 54

Come ben sanno i mercanti, le opere più ricercate del pittore ligure Emilio Scanavino sono quelle degli anni ’50 e ’60 quando la pittura dell’artista è maggiormente vicino all’informale, le trasparenze dei colori più marcate, il segno più istintivo, tachista, meno studiato.

L’olio su tela al lotto n. 505 “Immagine” rientra in questa categoria. L’opera presenta l’antinomia consueta in Scanavino fra ordine e disordine, fra le geometrie precise della razionalità del quadrato inscritto nel cerchio sullo sfondo di un ‘nero’ esistenziale e la nuova oscurità partorita dal segno volubile della coscienza umana. Stima: 10.000€/16.000€.

Gianfranco Pardi, Senza titolo, tecnica mista con assemblaggio in ferro e tela, 100x170
Gianfranco Pardi, Senza titolo, tecnica mista con assemblaggio in ferro e tela, 100×170 – Lotto n. 510 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani Arte n. 54

Pittore e scultore milanese Gianfranco Pardi (1933-2012) mostra già nelle sue opere degli anni ’70 un’interesse volto al superamento dell’informale con un linguaggio che contamina pittura, disegno e architettura (Pardi ha avuto una formazione da architetto) in un tentativo di conciliazione fra forma e materia.

L’obiettivo è l’ideazione di uno spazio immaginario che possa essere ‘reale’, dove linee di forza generate da forme geometriche dipinte o disegnate, ma anche per esempio indotte da tiranti in ferro, contribuisca alla definizione di un ambiente ‘tridimensionale’ in un certo senso ‘abitabile’.

L’arte di Pardi, dunque, presenta aspetti formali vicini al minimalismo ed al concettuale, ma non prescinde mai dal ricercare, suggerire e rappresentare la visione di una possibile collocazione dell’uomo nel suo mondo. Stima: 7.000€/11.000€.