Asta Cambi 13 Giugno 2016 (n. 263) - Milano, Arte Moderna e Contemporanea - Immagini da cambiaste.com

Asta Cambi 13 Giugno 2016 (n. 263) – Milano, Arte Moderna e Contemporanea

L’Asta della Casa d’Aste Cambi di Arte Moderna e Contemporanea n. 263 si terrà presso Palazzo Sorbelloni a Milano il 13 giugno 2016. Segnaliamo e approfondiamo alcuni lotti d’interesse.

Maurice Utrillo, Rue a sannois sous la neige, olio su tela, 46x55, 1937-1938
Maurice Utrillo, Rue a sannois sous la neige, olio su tela, 46×55, 1937-1938 – Lotto n. 10 – Immagine da cambiaste.com – Asta Cambi n. 263

Maurice Utrillo è il famoso pittore delle vedute di Montmartre a Parigi. Figlio della modella e artista Suzanne Valadon, non è noto chi fosse il padre, anche se alcuni hanno ipotizzato possa essere addirittura Renoir, il celebre impressionista.

Alcolista fin da giovanissimo, spesso ricoverato in sanatorio per le sue tendenze autodistruttive, per Utrillo la pittura fu una vera e propria terapia oltre che un mezzo di sussistenza.

La bellezza della pittura di Utrillo è istintiva: negli accostamenti di colore, nell’equilibrio della composizione, nella semplicità degli elementi. Un ‘occhio’ perfetto quello di Utrillo, privo di ogni implicazione concettuale. Stima: 50.000€/60.000€.

Xavier Bueno, Bambina, olio su tavola, 70x50
Xavier Bueno, Bambina, olio su tavola, 70×50 – Lotto n. 28 – Immagine da cambiaste.com – Asta Cambi n. 263

Una bellissima “Bambina” con bambola dello spagnolo Xavier Bueno al lotto n. 28.

Esule nella Spagna franchista, Bueno si trasferisce a Parigi e poi, dal 1940, è a Fiesole, presso Firenze.

Vicino prima ai “pittori moderni della realtà” (De Chirico, Annigoni), poi al gruppo di Nuova Corrente, dal ’60 abbandona ogni sperimentazione. Scrive in Rottura o alienazione: “le aquile hanno fatto il nido. Spento il grido, soffocata la protesta, le avanguardie si sono infilata la vestaglia del conformismo, le pantofole dell’ufficialità”.

Rifugio dell’artista sarà un ritorno ideale alla sua Spagna, una pittura emozionale: la memoria di ragazze e ragazzi visti durante la guerra civile spagnola avvolti in un’aura di solitudine e attesa irraggiungibile, la memoria della veritàStima: 9.000€/12.000€.

Agenore Fabbri, Personaggio lunare I, scultura in ferro stagnato, 60x15, 1965
Agenore Fabbri, Personaggio lunare I, scultura in ferro stagnato, 60×15, 1965 – Lotto n. 29 – Immagine da cambiaste.com – Asta Cambi n. 263

Scultore e pittore di Pistoia (classe 1911) Agenore Fabbri. Abilissimo nella ceramica e nell’uso della terracotta, arti imparate e coltivate ad Albisola per tantissimi anni, dopo la seconda guerra mondiale sperimenta anche il ferro, il bronzo ed il legno.

Il suo stile ha sempre mantenuto una impronta di violento espressionismo, particolarmente evidente nei tipici solchi delle sue figure.

Al lotto n. 29 “Paesaggio lunare I” una scultura in ferro che evidenzia l’influenza dell’informale sull’artista negli anni ’60.

Senza mai abbandonare la figurazione, gli oggetti, la linea; i contorni si fanno più astratti e spigolosi, il segno dell’artista è meno leggibile mentre cresce la ricerca verso la formulazione di un nuovo linguaggio che, in qualche caso, si avverte far fatica ad esprimersi. Stima: 7.000€/8.000€.

Giuseppe Santomaso, Domenica in officina, olio su tela, 113x89, 1953
Giuseppe Santomaso, Domenica in officina, olio su tela, 113×89, 1953 – Lotto n. 32 – Immagine da cambiaste.com – Asta Cambi n. 263

Un Giuseppe Santomaso storico al lotto n. 32 “Domenica in officina” del 1953.

Nato a Venezia nel 1907, Santomaso è a Parigi negli anni ’30, esperienza che lo aiuta ad elaborare un primo linguaggio di tipo espressionista non insensibile all’influenza dei grandi maestri d’oltralpe.

Passato da Corrente al Fronte Nuovo delle Arti per poi aderire al Gruppo degli Otto, la sua ricerca verte principalmente sul rapporto fra luce e colore finalizzata ad un certo lirismo narrativo.

In “Domenica in officina” sembra esemplificarsi uno degli enunciati programmatici proprio del Fronte Nuovo: si fa tesoro dalla lezione cubista nell'”educazione, disciplina e coscienza formale” dell’artista e dell’opera, ma “senza cedere ad astrazioni” che esulino dalla realtà e dall’uomo.

Stima: 55.000€/60.000€.

Mario Bionda, Azzurro profondo, olio su carta intelata, 65x94, 1959
Mario Bionda, Azzurro profondo, olio su carta intelata, 65×94, 1959 – Lotto n. 35 – Immagine da cambiaste.com – Asta Cambi n. 263

Artista piuttosto trascurato dal mercato il torinese Mario Bionda, allievo di Felice Casorati.

Dopo una prima produzione neo-cubista nel 1956 pubblica il Manifesto antiestetico insieme a Ralph Rumney e Costantino Guenzi in cui l’artista aderisce precocemente, per il panorama italiano, all’informale, aprendo la strada a tanti altri artisti, anche del calibro di Piero Manzoni con il quale Bionda ebbe una lunga frequentazione.

In forte polemica con lo Spazialismo, scrivono i tre nel Manifesto: “un quadro è generato da forze che coinvolgono, non è composto di forme che sconvolgono. Viviamo oggi in un mondo di rinascita. È quindi inutile cercare valori nuovi: dobbiamo invece capire che non esiste un distacco tra la pittura di oggi e quella di ieri. I valori fondamentali pittorici sono immutabili: un quadro di qualsiasi periodo deve essere apprezzato rispetto a ciò che dice a noi oggi, in quanto l’unico metro che abbiamo è dentro noi stessi ed è calibrato su ciò che ci circonda”.

Non un programma distruttivo dunque: e infatti la pittura di Bionda, al lotto n. 35 “Azzurro profondo” mostra una volontà organizzativa, pur nella dispersione delle forme, di segni e accensioni; rappresenta un caos che cerca l’ordine. Stima: 1.000€/1.200€.

Antonio Corpora, Riflessi la mattina, olio su tela, 100x81, 1988
Antonio Corpora, Riflessi la mattina, olio su tela, 100×81, 1988 – Lotto n. 205 – Immagine da cambiaste.com – Asta Cambi n. 263

“Riflessi la mattina” al lotto n. 205 di Antonio Corpora è un’opera del 1988, dunque non tardissima, ma riuscitissima dal punto di vista della resa cromatica. Stima davvero bassa per un artista storico protagonista del Fronte Nuovo delle Arti e poi del Gruppo degli Otto.

Gli anni ’80 dell’artista sono caratterizzati da una grande libertà espressiva, dove le forme e i colori stessi si sfaldano e si rarefanno; ed anche le tele ad olio si avvicinano all’acquosità della tempera.

Il lotto 205 è la rappresentazione riuscitissima di un momento lirico, dove l’astrazione è più figlia dell’emotività che dell’analisi e del gioco, e l’informale tende ad una forma del reale, poetica, confusa, annebbiata, ma sentita e vista con gli occhi. Stima: 1.800€/2.000€.

Ibrahim Kodra, Paesaggio, olio su tela, 50x70, anni ’60
Ibrahim Kodra, Paesaggio, olio su tela, 50×70, anni ’60 – Lotto n. 265 – Immagine da cambiaste.com – Asta Cambi n. 263

Il lotto n. 265 “Paesaggio” rappresenta il momento ‘informale’ dell’artista di origine albanese Ibrahim Kodra, formatosi all’Accademia di Brera e vissuto prevalentemente a Milano nel corso del secondo dopoguerra.

Paul Eluard lo aveva definito “il primitivo di una nuova civiltà” per la storia personale e leggendaria dell’artista e quel gusto per il fiabesco, soprattutto nell’uso del colore, che in Kodra ha una impronta veneta, islamica, bizantina.

E anche nel “Paesaggio” al lotto 265, nella generale atmosfera informale delle tonalità e della composizione si intuisce una luce, un paesaggio; perché questo interesserà sempre Kodra: l’uomo e il suo mondo, la vita. Stima: 500€/600€.

Franco Rognoni, Luna e città, olio su tela, 100x81, 1966
Franco Rognoni, Luna e città, olio su tela, 100×81, 1966 – Lotto n. 272 – Immagine da cambiaste.com – Asta Cambi n. 263

Milanese, formatosi da autodidatta nella biblioteca del critico Raffaello Giolli dove conosce l’arte d’oltralpe, Franco Rognoni sarà attratto nel suo percorso artistico sia da pulsioni che lo spingono verso un’arte impegnata nel reale, sia verso l’informale, più consono al pessimismo ed esistenzialismo di fondo dell’artista.

Troverà una sua particolare vocazione nella pittura murale, che gli darà modo di amplificare il suo segno, il graffio espressionista del disegno, e formalizzarlo su una superficie che lasci spazio ad una riflessione ed ideazione più ‘elaborata’.

La sua pittura degli anni ’60 appare più sofferta, per certi versi più soffocantesovraccarica (lotto n. 262 “Luna e città”) che in seguito, quando l’artista acquisisce una maggiore vena narrativa e impiega forme più libere e fantastiche caratterizzate dalla giocosità e dall’ironia della storia e del disegno. Stima: 4.000€/5.000€.

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