Asta Capitolium Art - 20 Luglio 2016 (n. 204) - Brescia, Arte Moderna e Contemporanea - Immagine da capitoliumart.it

Asta Capitolium Art – 20 Luglio 2016 (n. 204) – Brescia, Arte Moderna e Contemporanea

La Casa d’Aste Capitolium Art di Brescia ha in programma per il 20 luglio 2016 l’asta di Arte Moderna e Contemporanea, che si terrà in due sessioni: ore 17.00 (lotti 1-82) e ore 20.00 (lotti 83-147). Segnaliamo alcuni lotti d’interesse.

Antonio Corpora, Il mar dei Sargassi, tecnica mista su tela, 162x130, 1977
Antonio Corpora, Il mar dei Sargassi, tecnica mista su tela, 162×130, 1977 – Lotto n. 47 – Immagine da capitoliumart.it – Asta Capitolium Art n. 204

Opera importante, per dimensioni e qualità, di Antonio Corpora al lotto n. 47 “Il mar dei Sargassi” del 1977.

Alla fine degli anni ’70 la pittura dell’artista di origine tunisina assume una maggiore libertà espressiva rispetto alle opere di impostazione più ‘geometrica’ del decennio precedente.

Tale maggiore libertà viene espressa da un lato attraverso l’impiego di tecniche inesplorate quali il ‘murale’, dall’altra con una gestualità più accentuata che ‘rompe’ e graffia le campiture di colori complementari, sapientemente accostati e ‘contaminati’ attraverso anche l’utilizzo del dripping.

Il paesaggio si fa più introspettivo e la resa visuale è simile a quella di un filtro applicato sulla realtà. Si lasciano passare soltanto le impressioni e le sensazioni dell’artista che raffigura sulla tela, ed il termine figurazione è qui appropriato, l’oggettivazione di una sensazione.

Scrive il critico Lionello Venturi nel suo libro Otto pittori italiani (De Luca Editore, Roma, 1952) in riferimento ai componenti del cosiddetto Gruppo degli Otto, di cui Corpora fece parte, e che aveva come indirizzo generico, nella accentuata individualità dei vari artisti, una conciliazione nel dibattito fra astrattisti e realisti: “se nel loro arabesco l’immagine di una barca o di un qualsiasi altro oggetto della realtà può essere inclusa, non si privano dell’arricchimento che quell’oggetto può dare alla loro espressione. Se essi sentono il piacere di una materia preziosa, di un accordo lirico di colore, di un effetto di tono, non vi rinunziano. Non sono dei puritani in arte, come gli astrattisti: accettano l’ispirazione da qualsiasi occasione e non si sognano di negarla”. Stima: 12.000€/16.000€.

Roberto Crippa, Spirale, olio su tela, 60x120, 1950
Roberto Crippa, Spirale, olio su tela, 60×120, 1950 – Lotto n. 48 – Immagine da capitoliumart.it – Asta Capitolium Art n. 204

Una “Spirale”, 60×120, del 1950 di Roberto Crippa al lotto n. 48.

I “discorsi nello spazio”, le “spirali” di Crippa sono la declinazione italiana dell’action painting astratto americano in chiave prima di tutto astratta, poi spaziale, infine materica.

Vari fattori hanno infatti contribuito all’invenzione di questo bellissimo ed incredibilmente potente soggetto da parte dell’artista di Brera.

Proprio in quegli anni nasce a Milano il M.A.C. Movimento Arte Concreta che spinge verso una espressività razionale della pittura. Jackson Pollock è presente in Italia con varie mostre ed alle Biennali del 1948 e del 1950 suscitando interesse per la gestualità. Ma su tutto importa il fatto che Roberto Crippa è un ‘uomo d’azione’, animato da un vitalismo ed un entusiasmo che lo portano a ‘vivere la materia’. Pilota acrobatico, sportivo, Crippa amava cimentarsi col reale, l’astrazione pura non gli era congeniale.

Le “spirali” sono la sintesi di tutto ciò: l’ellisse è un gesto controllato, una potenza che esplode e deforma il cerchio, come la forza gravitazionale dei pianeti che spesso l’artista rappresenta, e che curvano lo spazio cercando di rompere quelle traiettorie che poi portano il tratto oltre, nella terza dimensione che oltrepassa la tela. Stima: 16.000€/24.000€.

Mario De Luigi, Senza titolo, grattare su tavola, 30x20
Mario De Luigi, Senza titolo, grattage su tavola, 30×20 – Lotto n. 54 – Immagine da capitoliumart.it – Asta Capitolium Art n. 204

Il trevigiano Mario De Luigi (1901-1978) fu firmatario del “Manifesto dello Spazialismo” di Lucio Fontana nel 1951.

Celebri i suoi “motivi sui vuoti”, di cui un piccolo esemplare qui al lotto n. 54, serie che l’artista inaugurò ‘ufficialmente’ alla Biennale del 1954 e che poi continuerà anche nei decenni successivi.

L’indagine sullo spazio e la luce è il tema principale di De Luigi. Luce che si genera direttamente dal supporto, effetto che l’artista ottiene scavando via il colore e dando vita ad una apparizione che sembra emergere chiara dal fondo, che invece s’abbuia in un ricettacolo di spazio. Contrasti d’essere e non essere, d’umanità e spiritualità. Si avverte in queste opere di De Luigi una vibrante emozione d’incertezza e fragilità.

Ne parla l’artista stesso scrivendo nel 1975: “a volte ho talmente paura di cavare tutto dal quadro che lascio delle ombre, che hanno l’ unico scopo di chiarire il concetto della mia luce. Sono le ombre della mia paura. La paura che non rimanga nulla se non il deserto”. Stima: 2.500€/3.500€.

Emilio Scanavino, Congiunzione, acrilico su tela tamburata, 100x100, 1972
Emilio Scanavino, Congiunzione, acrilico su tela tamburata, 100×100, 1972 – Lotto n. 58 – Immagine da capitoliumart.it – Asta Capitolium Art n. 204

Elegante opera del ligure Emilio Scanavino al lotto n. 58 “Congiunzione”.

Opera rappresentative della produzione dell’artista dai primi anni ’70, quando dopo l’emorragia cerebrale che lo colpisce nel 1971 l’artista si ritira nel locus amoenus del suo studio di Calice Ligure.

È un momento di riflessione in cui Scanavino lascia la sperimentazione. La composizione si definisce in strutture geometriche mentre il linguaggio tipico ‘della tessitura’ dell’artista si fa più marcato e preciso.

Scanavino indaga la struttura del mondo, cerca di svelarne gl’intimi ingranaggi, precisi e crudeli. Descrive processi meccanicistici fatti di tessuti muscolari, di precisioni bioniche, ma, allo stesso tempo ci offre rappresentazioni dell’eterna lotta e conciliazione fra razionale e irrazionale, coscienza e percezione della realtà. Il tutto, sempre, segnato dal rosso sangue della nostra umanità. Stima: 20.000€/30.000€.

Carla Accardi, Rossonero, vinilico su tela, 50x70, 1985
Carla Accardi, Rossonero, vinilico su tela, 50×70, 1985 – Lotto n. 60 – Immagine da capitoliumart.it – Asta Capitolium Art n. 204

Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Palermo, Carla Accardi si trasferisce a Roma nel 1947 e immediatamente firma il manifesto del gruppo Forma 1 con Dorazio, Perilli, Sanfilippo, Turcato, Guerrini, Attardi e Consagra. 

Donna di grande creatività si mosse fra l’arte minimale e l’arte ottica e spaziale.

Il suo contributo più importante all’arte del secondo dopoguerra fu senza dubbio la messa a punto di una calligrafia personale costituita da segni bianchi, poi anche colorati come qui al lotto n. 60 “Rossonero”, su fondo nero. Lei stessa li definì “lavori autorigenerativi” mettendo in risalto da una parte la loro potenzialità di elaborazione di un nuovo linguaggio, dall’altra il loro carattere ‘mobile’ dal punto di vista percettivo e interpretativo, multiverso e multiforma.

Opere importanti anche per l’accenno e la ricerca della spazialità, nella dinamica fra vuoto e pieno, tela grezza e colorata, background e foreground, evidenza e possibilità. Stima: 16.000€/24.000€.

Emilio Vedova, Il pittore e la sua famiglia, olio su cartone, 65x35, 1944
Emilio Vedova, Il pittore e la sua famiglia, olio su cartone, 65×35, 1944 – Lotto n. 64 – Immagine da capitoliumart.it – Asta Capitolium Art n. 204

Opera storica di Emilio Vedova al lotto n. 64 “Il pittore e la sua famiglia”. Ha infatti solo 25 anni l’artista veneziano quando realizza questa opera.

Le opere fra il 1935 ed il 1940 ne testimoniano la fase figurativa caratterizzata però già dal segno espressionista così naturale all’artista.

Ribelle, attivista politico, Vedova partecipa in questi anni alla Resistenza, e nel campo artistico aderisce prima al gruppo di Corrente, poi al Fronte Nuovo delle Arti e infine al Manifesto Oltre Guernica nel 1946.

Perché nell’arte dell’espressionista astratto Emilio Vedova la realtà e la figurazione non vengono mai meno. La sua è una pittura viscerale che cattura l’energia che scaturisce dalla materia e che cerca di rappresentarne tutti gli aspetti dinamici.

Futurismo e cubismo sono infatti negli anni ’40 le correnti che influenzano di più Vedova, e su tutti il tanto amato Picasso. L’opera in asta “Il pittore e la sua famiglia” testimonia proprio questo legame con la tipica scomposizione sintetica delle figure in triangoli e rettangoli ma eseguita con quella pennellata sensuale e grassa che poi negli anni ’60 farà ‘esplodere’ la realtà nei celebri “plurimi” del “Pollock delle barricate”. Stima: 30.000€/40.000€.

Giulio Turcato, Superficie lunare, tecnica mista su tavola, 57x80, 1969
Giulio Turcato, Superficie lunare, tecnica mista su tavola, 57×80, 1969 – Lotto n. 65 – Immagine da capitoliumart.it – Asta Capitolium Art n. 204

Nato a Mantova, veneziano d’adozione e poi artista astratto e attivista politico nella Roma del dopoguerra, Giulio Turcato produce le sue prime “superfici lunari”, come questa al lotto n. 65, nel 1964.

Prima eseguite su strisce di gommapiuma “perché il suo crostone scabroso è pieno di avvertimenti nuovi e di meraviglia”, in seguito con schiuma di poliuretano, le “superfici lunari” ben rappresentano il carattere ironico e la visione artistica di Turcato.

Sensibile alla ricerche spaziali e sul colore tipiche dell’esperienza di Forma 1, uomo schierato del PC del tempo e nelle questioni politiche ma insofferente alla regolamentazione del partito anche in materia di ‘arte’, Turcato, attraverso gli avvallamenti, i crateri delle ‘superfici’ rappresenta il mondo ‘reale’ della conquista dello spazio della cronaca del suo tempo, suggerisce un mondo altro e un’altra dimensione a cui si apre la pittura nelle coeve ‘ricerche spaziali’ di Fontana, ma soprattutto segna la nascita del suo particolare linguaggio poetico. Isole e pozze di colore affiorano sulla bidimensionalità della tela; ricordi, macchie e ritmi sull’epidermide della coscienza. Stima: 30.000€/40.000€.

Mario Schifano, Senza titolo, smalto su tela, 84x103, 1972-1976
Mario Schifano, Senza titolo, smalto su tela, 84×103, 1972-1976 – Lotto n. 75 – Immagine da capitoliumart.it – Asta Capitolium Art n. 204

Un “paesaggio anemico” di Mario Schifano degli anni ’70 al lotto n. 75 “Senza titolo”.

Pittura frettolosa, gestuale, dinamica quella del maggior esponente della Pop Art italiana. Paesaggi ‘anemici’ perché ridotti all’osso, insieme anti-naturalistici ed incompiuti, quasi immagini footage universali su cui sovrapporre l’esperienza umana.

In questo senso si tratta di dipinti simbolici di una realtà che ci passa continuamente sotto gli occhi ma che non siamo capaci di osservare più, sfocata dalla miriade di impulsi distrattivi della società dei consumi, ma anche di un mondo archetipico e sognato fatto di nuvole e colori dei sogni di bambino. Dipinti poetici per quanto distrattati dal mercato che spesso li associa a opere d’atelier. Nella loro riproducibilità cangiante sta secondo noi il vero e originale messaggio dell’artista di Homs. Stima: 8.000€/12.000€.

Franco Angeli, Senza titolo, smalti su tela, 100x100, anni ’70
Franco Angeli, Senza titolo, smalti su tela, 100×100, anni ’70 – Lotto n. 77 – Immagine da capitoliumart.it – Asta Capitolium Art n. 204

Uno dei tre rappresentanti di punta della Scuola romana di Piazza del Popolo al lotto n. 77, Franco Angeli, “Senza titolo”.

Ricerca tesa al superamento dell’informale quella di Angeli nel dopoguerra, l’artista dal 1964 utilizza una serie di simboli, svastiche, falce e martello, lupa capitolina, dollaro americano che, decontestualizzati in chiave pop, innescano nello spettatore un processo di constatazione ed elaborazione del reale.

Tale rapporto avviene nella chiusa biunivocità della comunicazione opera-spettatore che costringe quest’ultimo a ‘caricare’ emotivamente il simbolo.

I ‘simboli’ di Angeli tradiscono da un lato la sua ideologia sociale e politica dall’altro assumono (attraverso velature realizzate con calze di nylon, sfumature ottenute con maschere e colore spray, effetti cromatici e compositivi) valenze personali venate, a seconda del caso, di ironia, delusione, speranza, sconfitta.

La lupa capitolina al lotto n. 77, realizzata in negativo, sul frame di una città solo ‘ombra’ della grandezza perduta, comunica tutta la nostalgia di Angeli per un mondo d’ordine, per quella “città d’oro” che non c’è più. Stima: 4.000€/5.000€.

Antonio Bueno, Impronta. Monocromo nero, olio su faesite, 70x50, 1960
Antonio Bueno, Impronta. Monocromo nero, olio su faesite, 70×50, 1960 – Lotto n. 78 – Immagine da capitoliumart.it – Asta Capitolium Art n. 204

Una delle opere ‘monocromatiche’ realizzate con la tecnica dell’impronta del periodo più sperimentale dell’artista spagnolo Antonio Bueno al lotto n. 78 “Impronta. Monocromo nero”.

Periodo che si colloca fra il 1959 ed il 1963 nel quale Bueno realizzò anche opere in bassorilievo di ispirazione metafisica.

Le opere furono presentate da Bueno la prima volta alla Galleria Il Fiore di Firenze dove espose insieme a Piero Manzoni e Paolo Scheggi. Poi nella mostra “Nuova figurazione” a Palazzo Strozzi nel 1962 dove le stesse non furono ben accolte dall’ambiente fiorentino che accusò l’artista di ‘provocazione’.

Sono le ricerche che allontaneranno Bueno dal fratello e che portarono poi l’artista ad aderire al Gruppo 70, gruppo interdisciplinare sostenitore della poesia visiva e dell’arte tecnologica realizzata con materiale d’origine commerciale e consumistico. Critico verso i processi di massificazione e mercificazione dell’arte ‘decorativa’ in questo periodo Bueno ritiene compito dell’arte una stimolazione attiva per uno spettatore ‘pensante’.

Le impronte come questa al lotto n. 78 venivano realizzate da Bueno utilizzando tamponi di spugnaStima: 2.500€/3.500€.

Cesare Berlingeri, Ombra su argento segnato, tecnica mista su tela, 124x168, 2012
Cesare Berlingeri, Ombra su argento segnato, tecnica mista su tela, 124×168, 2012 – Lotto n. 122 – Immagine da capitoliumart.it – Asta Capitolium Art n. 204

Artista calabrese, classe 1948, Cesare Berlingeri ha sviluppato un particolare linguaggio pittorico che si è mosso dal concettuale negli anni ’60 per approdare poi ad un esito maggiormente materico e ‘spaziale’ di cui è testimonianza quest’opera al lotto n. 122 “Ombra su argento segnato”, di grandi dimensioni.

Partito da una ricerca sulle “trasparenze” realizzate con tele di lino piegate su se stesse nel tentativo di rappresentazione del concetto di ‘forma pura’, dagli anni ’90 l’artista utilizza la piegatura della tela dipinta conferendole un valore sospensivo e di occultamento.

Scrive Berlingeri: “la piega è una zona di confine tra due mondi opposti e complementari, tra un visibile e un invisibile, tra una luce e un’oscurità”.

Opere che si possono collocare ovunque, che si liberano dalla parete e che nascondono o fanno intravedere dei segreti; stimoli di possibilità e d’immaginazione, una delle funzioni principali dell’arte. Stima: 8.000€/10.000€.

Maria Lai, Tela del fuoco n. 3, tecnica mista e collage su tela, 69x49, 1976
Maria Lai, Tela del fuoco n. 3, tecnica mista e collage su tela, 69×49, 1976 – Lotto n. 131 – Immagine da capitoliumart.it – Asta Capitolium Art n. 204

Artista sarda presente al MART di Rovereto, al Centro Georges Pompidou di Parigi e perfino al MoMA di New York Maria Lai, qui con il lotto n. 131 “Tela del fuoco n. 3”.

Non facilmente classificabile la sua produzione artistica va dalla scultura in gesso, alla ceramica, al disegno, alla tessitura, all’installazione, fino alla performance. Sono opere accomunate dalla tensione verso il superamento dell’informale attraverso una riscoperta e una testimonianza del valore della cultura, delle tradizioni sarde ed in generale dell’attività umana.

I telai e le opere che vertono sul tema della tessitura (lavagne, libri cuciti, mappe) fanno la loro comparsa già negli anni ’40 ma sono poi presenti durante tutto il corso della sua opera.

Il tema dell’importanza della tessitura nella vita delle comunità sarde le fu probabilmente suggerito da Salvatore Cambosu, suo professore di Lettere e Latino a Cagliari. Alla tessitura vengono associati valori profondi, quali l’appartenenza territoriale e il senso della famiglia, che la Lai evoca in quest’opera dal sapore più astratto che in altre composizioni. Stima: 10.000€/14.000€.

Igor Mitoraj, Fenza, bronzo, 68x57, es. 6/8
Igor Mitoraj, Fenza, bronzo, 68×57, es. 6/8 – Lotto n. 135 – Immagine da capitoliumart.it – Asta Capitolium Art n. 204

Lo scultore polacco Igor Mitoraj si forma a Cracovia sotto la guida del grande pittore, regista teatrale e scenografo Tadeusz Kantor, e poi a Parigi dove si appassiona alla cultura americana e alla modernità.

La classicità è il referente principale della scultura dell’artista che frammenta, mutila, disarticola la perfezione delle statue di tradizione greca e romana.

Coniuga però le sue opere al presente rappresentando con nostalgia, distacco e incomprensione un mondo mitico che appartiene alla nostra tradizione e ‘umanità’. Si tratta di un mondo di mito ma anche di realtà e pienezza, rappresentazione di un tempo in cui il divino aveva le caratteristiche dell’umano e l’eroe aveva le stesse passioni del dio.

La scultura di Mitoraj parla appunto con malinconia degli eroi che non riusciamo più ad essere nella civiltà contemporanea, ma anche degli uomini che nascevano e vivevano come eroi nella loro città, in quelle polis in cui trovavano la loro esatta collocazione e funzione ed il loro scopo, motivi solo desiderata nella società contemporanea. Lotto n. 135 “Fenza”. Stima: 60.000€/80.000€.

SenzaRiserva è un sito amatoriale a scopo informativo e divulgativo senza finalità di lucro, neppure di carattere indiretto. Le immagini presenti sul sito sono riprodotte in forma iconica a bassissima risoluzione e degradate come previsto dalla legge. É stata inoltre richiesta autorizzazione di riproduzione e pubblicazione per le immagini e la recensione dalle fonti da cui sono state ottenute cui si rimanda con apposito link da ogni immagine e didascalia. Qualora si voglia richiedere la rimozione di una immagine è sufficiente scrivere dalla pagina contatti oppure sottomettere un commento alla recensione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *