Asta Fabiani n. 55 - 17 e 18 settembre 2016 - Montecatini Terme, Dipinti, Disegni, Sculture e Grafica di Artisti dell'800, del 900, Moderni e Contemporanei - Immagini da fabianiarte.com

Asta Fabiani n. 55 – 17 e 18 settembre 2016 – Montecatini Terme, Dipinti, Disegni, Sculture e Grafica di Artisti dell’800, del 900, Moderni e Contemporanei

L’asta della Fabianiarte n. 55, Dipinti, Disegni, Sculture e Grafica di Artisti dell’800, del ’900, Moderni e Contemporanei, avrà luogo i giorni 17 e 18 settembre 2016, ore 15.30 in due sessioni (Sessione I: lotti 1-300 e Sessione II: lotti 301-596) presso la sede di Montecatini Terme, Hotel Miramonti. Approfondiamo alcuni lotti d’interesse.

Emilio Isgrò, Arco di vita di Sandro Botticelli, collage su carta, 50x65, 1994
Emilio Isgrò, Arco di vita di Sandro Botticelli, collage su carta, 50×65, 1994 – Lotto n. 59 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Opera concettuale anni ’90 del messinese Emilio Isgrò al lotto n. 59 “Arco di vita di Sandro Botticelli”.

Poeta, romanziere, autore teatrale, regista e sceneggiatore Emilio Isgrò è un artista a tutto tondo, rappresentante della poesia visiva e dell’arte concettuale, la cui ricerca si è sempre articolata verso la comprensione del valore del linguaggio e della realtà.

Più volte alla Biennale di Venezia, nonché candidato al Premio Strega, è stato definito da Paolo Volponi “il vero erede di Pirandello”.

Famoso per le ‘cancellature’, l’artista è costantemente alla ricerca di una realtà che cerca di ottenere per sottrazione, scetticamente ben consapevole che l’unica cosa che veramente possiamo conoscere sono le declinazioni del ‘segno’.

E di ‘apparenze’ ironicamente si parla all’opera al lotto 59 dove forme, segni e colore sono usati in sinergia per raccontare la parabola esistenziale, una fra le possibili, dell’esistenza di uno dei più grandi artisti del Rinascimento. Stima: €6.000/€8.000.

Gualtiero Nativi, Costruzione, olio su carta riportata su cartone, 23x30, 1947
Gualtiero Nativi, Costruzione, olio su carta riportata su cartone, 23×30, 1947 – Lotto n. 63 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Gualtiero Nativi nasce a Pistoia nel 1921 ed è tra i fondatori dell’astrattismo classico fiorentino insieme a Vinicio Berti, Bruno Brunetti, Alvaro Monnini e Mario Nuti.

Redatto dal filosofo Ermanno Migliorini nel 1950 il manifesto del gruppo proponeva un’etica secondo la quale il pittore doveva intervenire nella realtà attraverso la prassi pittorica.

Il lotto n. 63 “Costruzione” risale ad un periodo leggermente precedente (1947): Nativi è attivo all’interno del gruppo Arte d’Oggi, d’ispirazione neorealista ma sensibile alle esperienze internazionali dell’arte astratta ed in contatto con il gruppo romano di Forma 1. Forti ed evidenti da questo punto di vista l’influsso cubista nella rappresentazione di una realtà che sembra ancora oggettivarsi. Stima: €5.000/€7.000.

Gianfranco Zappettini, Luce bianca su linea orizzontale, acrilico su tela, 100x100, 1973
Gianfranco Zappettini, Luce bianca su linea orizzontale, acrilico su tela, 100×100, 1973 – Lotto n. 65 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Genovese classe 1939, formatosi alla Accademia di Belle Arti di Carrara, Gianfranco Zappettini é stato un importante esponente della pittura analitica negli anni ’70 con i cosiddetti “quadri bianchi” che inizia ad esporre proprio nel 1973, anno di realizzazione dell’opera al lotto n. 65 “Luce bianca su linea orizzontale”.

L’artista eseguiva queste opere con un rullo da imbianchino (spesso con una miscela di acrilico mista a polvere di quarzo) su tele preparate al nero, prefissando un numero di mani da stendere sulla tela.

L’artista indaga in questo modo gli elementi minimi della pittura, in particolare i materiali ed il processo mostrando una particolare sensibilità per gli aspetti percettivi e luministici. Serie importante per la nostra storia dell’arte contemporanea di quegli anni. Stima: €10.000/€20.000.

Davide Nido, Fuori orbita, Colle siliconiche su tela, 80x80x4, 2007
Davide Nido, Fuori orbita, Colle siliconiche su tela, 80x80x4, 2007 – Lotto n. 76 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Bella opera di Davide Nido, artista purtroppo morto prematuramente nel 2014 al lotto n. 76 “Fuori orbita”.

Assistente di Aldo Mondino, frequenta l’Accademia di Brera (in particolare il corso di pittura di Luciano Fabro) dove poi diventerà anche docente.

Nido fa parte di quella generazioni di artisti degli anni ’90 (Pignatelli, Kaufmann, Cingolani, Clemente etc.) che non si riconosceva né nel concettuale né nella Transavanguardia ma che sentivano l’esigenza di una “nuova pittura”.

Anche all’interno del gruppo Nido rimane comunque un outsider che ha messo a punto un linguaggio originale le cui radici possono essere trovate nel puntinismo impressionista e nell’optical art. La tecnica originale di Nido inoltre, basata sull’uso di colle siliconiche lavorate a caldo, combinata alla sapiente e intuitiva stesura di colori contrastanti e analoghi, dà vita a rappresentazioni liriche che non si limitano ad una pura astrazione, ma riescono a comunicare veri e propri ‘concetti visuali’. Stima: €9.500/€15.000.

Massimo Kaufmann, 4 p.m., olio su tela, 40x60, 2006
Massimo Kaufmann, 4 p.m., olio su tela, 40×60, 2006 – Lotto n. 136 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Altro artista emerso sulla scena italiana ed internazionale negli anni anni ’80 e ’90 è Massimo Kaufmann, al lotto n. 136 “4 pm”.

La pittura di Kaufmann si articola attorno al colore e al ritmo ma non si risolve in pura astrazione. I suoi sono paesaggi dell’anima attraversati da sensazioni e variazioni quasi ‘meteorologiche’ dalla forte valenza lirica, che qui e sovente fa uso del puntinismo.

Attivo a Milano, ha esposto in importanti gallerie nazionali (Studio Marconi a Milano, Lia Rumma a Napoli, Gianenzo Sperone a Roma) ed internazionali (Fondation Cartie a Parigi, De Appel a Amsterdam, Sperone-Westwater a New York), solo per citarne alcune, ed alle Quadriennali di Roma del 1996 e del 2005. Stima: €2.500/€3.500.

Tino Stefanoni, I bicchieri, olio su tela, 200x150, 1974
Tino Stefanoni, I bicchieri, olio su tela, 200×150, 1974 – Lotto n. 162 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Tino Stefanoni (Lecco, 1937) è un pittore delle cose. I suoi lavori degli anni ’70 in particolare (probabilmente i migliori), come questo olio su tela di grandi dimensioni al lotto n. 162 “I bicchieri”, rivelano una vicinanza alla pop art, all’arte minimale e concettuale.

Ha studiato alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e questa formazione è evidente nel periodo iniziale della carriera dell’artista, soprattutto nella presentazione precisa ed asettica delle forme delle sue composizioni.

I soggetti inoltre nel tempo hanno acquisito sempre più una valenza metafisica derivante dalla decontestualizzazione e semplicità degli oggetti rappresentati, nella constatazione immediata e lampante del loro sussistere in presenza. Mercato ancora prevalentemente nazionale.  Stima: €10.000/€18.000.

Edoardo Landi, Struttura visuale, filo elastico su pannello di legno più cartoncino, 100x100 (lato 70), 1960
Edoardo Landi, Struttura visuale, filo elastico su pannello di legno più cartoncino, 100×100 (lato 70), 1960 – Lotto n. 167 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Anno importante il 1960 per l’opera di Edoardo Landi, artista del Gruppo N di Padova, al lotto n. 167 “Struttura visuale”.

Tra i promotori di “Nuova Tendenza” a livello internazionale vi partecipa a Zagabria nel 1961, 1963 e nel 1969, approfondendo le tematiche sulla percezione ed il cinetismo provocato nello spettatore.

Dagli anni ’70 si interessa assiduamente di design industriale e grafica. Ha insegnato per diversi anni al corso di Comunicazione Visiva del Politecnico di Milano.

Annullato il valore estetico dell’oggetto artistico autonomo Landi ha dato vita nel tempo a diverse serie di opere il cui valore sta nella ricerca di una immagine risultante dall’interazione dello spettatore con le stesse: rotazioni di triangoli con due lati aperti, figure geometriche rifratte in semisfere d’acciaio, intersezioni di quadrati su vari livelli, per finire (o meglio per cominciare visto che siamo negli anni ’60) con le sperimentazioni con filo elastico dei primi anni, come questa in asta al lotto n. 167, fra le più eleganti. Stima: €18.000/€25.000.

Gualtiero Nativi, Costruzione verticale in giallo, olio su carta intelata, 141x70, 1949
Gualtiero Nativi, Costruzione verticale in giallo, olio su carta intelata, 141×70, 1949 – Lotto n. 168 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Il 1949 è un anno importante nell’evoluzione del linguaggio artistico del pistoiese Gualtiero Nativi. L’anno successivo infatti aderirà ai principi esposti nel Manifesto dell’Astrattismo Classico Fiorentino.

Le prime opere dell’artista nel 1947 mostrano ancora una forte impronta neo-cubista. Nel 1948 con Berti, Brunetti e Monnini forma il Gruppo Arte d’Oggi.

Nel 1949 Nativi espone prima alla Libreria Salto di Milano con il Gruppo e poi alla mostra internazionale “Arte d’Oggi” alla Strozzina di Firenze con rappresentanti del Gruppo romano Forma 1 e artisti appartenenti al M.A.C. Movimento Arte Concreta.

L’opera al lotto n. 168 “Costruzione verticale” mostra già una prima formalizzazione degli stilemi aniconici dell’artista, che, se non ancora formalizzati, presentano in nuce una ricerca ed una tensione ‘costruttiva’ evidente nel razionalismo e nel verticalismo della composizione. Stima: €17.000/€24.000.

Pablo Atchugarry, Senza titolo, scultura in marmo grigio bardiglio, 44x14x12, stima €20.000/€30.000
Pablo Atchugarry, Senza titolo, scultura in marmo grigio bardiglio, 44x14x12, 2005 – Lotto n. 167 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Pablo Atchugarry è uno scultore uruguaiano nato a Montevideo nel 1954. Le sue opere sono presenti ormai in Musei e luoghi pubblici di tutto il mondo.

Dalla fine degli anni ’70 frequenta assiduamente l’Italia dove ha vissuto per lunghi periodi e dove adesso vive, a Lecco. Qui ha scoperto il marmo che ha iniziato ad usare nel 1979 e che ha indirizzato l’artista verso la scultura dopo un primo inizio nella pittura.

Le opere di Atchugarry nel tempo hanno assunto sempre più forme astratte. Solitamente le sue sculture si sviluppano verso l’alto, e come l’artista ha affermato rappresentano l’essenza di una interrogazione “sul futuro, sullo spazio, sul tempo in cui si trovano ad esistere”. Una ricerca di tipo Michelangiolesco alla ricerca del senso delle cose imprigionate nella materia e dell’esistenza stessa dell’uomo. Scultura non grande ma di buone dimensioni al lotto n. 167 “Senza titolo”. Stima: €20.000/€30.000.

Vinicio Berti, Avventuroso astrale, tempera su tela, 150x100, 1974-1975
Vinicio Berti, Avventuroso astrale, tempera su tela, 150×100, 1974-1975 – Lotto n. 167 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Vinicio Berti é senza dubbio stato l’anima del movimento fiorentino dell’astrattismo classico.

Fondatore del quindicinale “Torrente” nel 1945 con Aldo Caverni e Bruno Brunetti, già in uno scritto programmatico nel primo numero enunciava la tematica centrale della sua arte, che ben esemplifica l’opera al lotto n. 167 “Avventuroso astrale”: “Amiamo la società non per quello che è, ma per quello che deve essere; l’arte per noi ha valore di ricerca. Essa è essenzialmente un modo di sentire la vita, non limitata da un problema estetico […] ma costruzione di un linguaggio meno superficiale e più umano che parli dell’essere moderno in bilico fra credere per convenzione stipulata con i padri, e il non credere per amore di ricerca. Così […] dobbiamo, se si vuole costruire questo linguaggio, scendere nella strada e liberarsi dai pregiudizi di un’arte troppo ‘pura’ per essere umana”

Nato in una famiglia proletaria fiorentina d’ideologia marxista l’intervento nella prassi della società contemporanea sarà la missione dell’arte di Vinicio Berti: il segno graffiante della pennellata, i colori primari, i messaggi tipografici usati insieme mettono in secondo piano l’aspetto estetico ed elitario dell’arte affinché essa assuma una valenza esortativa e didatticaStima: €4.000/€6.500.

Piero Ruggeri, Rosso vermiglio, olio su tela, 20x25, 1990
Piero Ruggeri, Rosso vermiglio, olio su tela, 20×25, 1990 – Lotto n. 240 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Una piccola tela di Piero Ruggeri, un grande dell’informale italiano, al lotto n. 240 “Rosso vermiglio”.

L’artista ha partecipato a numerose edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma. Ha vinto importanti premi internazionali fra i quali il “Solomon Guggenheim New York” ed il “Premio Morgan’s e Paint”.

Colore e luce sono le caratteristiche principali della pittura dell’artista torinese.  Colori e luci che si accendono nei celebri ‘rossi’ e ‘neri’, attraversati da vibrazioni, luminescenze e riflessi dove Ruggeri raffigura le proprie percezioni e sensazioni. Quest’ultime sono trattate con segno espressionista, ma sempre però riportate ad una regola compositiva che trova ragione nella nostra tradizione culturale. Citava infatti Rembrandt, Tintoretto e i Manieristi come suoi modelli. Stima: €2.000/€3.000.

Enzo Cacciola, Senza titolo, cemento asbesto su tela, 69.5x105, 1974
Enzo Cacciola, Senza titolo, cemento asbesto su tela, 69.5×105, 1974 – Lotto n. 260 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Un cemento asbesto su tela del 1974 di Enzo Cacciola al lotto n. 260.

Si tratta di una delle opere storiche dell’artista di Arenzano, che dopo il primo ciclo pittorico delle “Superfici integrative” che lo collocano nell’ambito della ‘pittura percettiva’, lo battezzano uno degli artisti italiani più importanti della pittura analitica.

Il 1974 è l’anno in cui Cacciola origina la serie, quindi particolarmente significativo. Le opere sono realizzate impastando polvere di cemento o asbesto a materiali vinilici. Oltre ad una evidente operazione meta-pittorica e concettuale  le opere in questione rivelano anche una certa sensibilità lirica nei passaggi tenui delle gradazioni del colore e nella resa delle forme dell’aspetto sensibile della materia. Asbesto rosa un po’ più comune di asbesto bianco ma opera di grande spessore. Stima: €15.000/€25.000.

Pier Paolo Calzolari, Studio piombo, piombo e juta, 31.5x42.5x3.5, 1992
Pier Paolo Calzolari, Studio piombo, piombo e juta, 31.5×42.5×3.5, 1992 – Lotto n. 268 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Le opere di Pier Paolo Calzolari comunicano sempre vari livelli semantici di interpretazione che derivano dal modo stesso con cui l’artista raggiunge una sintesi lasciando sedimentare assieme materiali e oggetti usati.

Le opere dell’artista bolognese infatti sono il frutto di un’idea ma allo stesso tempo, una volta realizzate, crescono in imprevedibile trasformazione, di forma e significato.

La sua è arte povera e concettuale: Calzolari usa ghiaccio, scritte al neon, materiali organici, fuoco, gli oggetti più disparati. Le sue opere possono essere statiche o dinamiche, indagano lo spazio-tempo, utilizzano la danza, la pittura, la scultura, la musica. E anche qui, al piccolo lotto n. 268 “Studio piombo” l’artista mette al centro una spaccatura, come una crosta terrestre in movimento, uno spiraglio per un’altra dimensione, un simbolo materico di possibilità. Stima: €35.000/€50.000.

Cristoforo De Amicis, Natura morta, olio su tavola, 39x52, 1928
Cristoforo De Amicis, Natura morta, olio su tavola, 39×52, 1928 – Lotto n. 431 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 55

Vincitore del premio Hayez come miglior allievo dell’Accademia di Brera nel 1924 Cristoforo De Amicis al lotto n. 431 “Natura morta”.

L’opera rientra nella prima produzione dell’artista, vicina al linguaggio di Novecento di Margherita Sarfatti sostenitrice di un “ritorno all’ordine” dopo le esperienze della guerra e le avanguardie del Futurismo. Riuscitissima la ricerca plastica di De Amicis in una notevole ed equilibrata disposizione geometrica della composizione. L’artista attraverso luce, colore e geometria della forma sembra cogliere l’essenza delle cose, evidentemente influenzato dal linguaggio cezanniano.

Nei primi anni ’30 attraverserà anche un breve periodo astratto per poi subire l’influsso francese ed elaborare una pittura figurativa espressione del chiarismo lombardoStima: €6.000/€9.500.

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