Asta Fabiani n. 56 - Montecatini Terme, 12 Novembre 2016 - Arte Moderna e Contemporanea

Asta Fabiani n. 56 – Montecatini Terme, 12 Novembre 2016 – Arte Moderna e Contemporanea

L’Asta n. 56 della Casa d’Aste Fabiani Arte di Arte Moderna e Contemporanea avrà luogo Sabato 12 Novembre 2016 alle ore 16.00 in sessione unica. Approfondiamo alcuni lotti d’interesse.

Mario Pucciarelli, Tempo barocco, olio, collage e applicazione su tela, 100x81, 1964
Mario Pucciarelli, Tempo barocco, olio, collage e applicazione su tela, 100×81, 1964 – Lotto n. 5 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 56

Mario Pucciarelli nasce a Buenos Aires in Argentina nel 1928. Fu il fondatore del ‘Grupo Informalista’ argentino nel 1958. Nello stesso anno tenne la prima personale alla “Galleria Galatea” a Torino.

Risiede in Italia dal 1961 a Roma, dove ha continuato e approfondito le sue ricerche sull’arte astratto-materica.

Al lotto n. 5 “Tempo barocco” un’opera del 1964 in cui Pucciarelli rivela la sua vena naturalistica che espleta in tessiture accompagnate a stratificazioni materiche realizzate con striature e graffiti.

Bitumi, stoffe, oli in scale di grigi ma anche colorati si alternano in costruzioni geometriche e informali che non sono mai eccessive e anzi non mancano di una estrema raffinatezza compositiva. Stima: 5.500€/7.500€.

Mario Ceroli, Pianoforte, assemblaggio in legno dipinto, 120x70x31.5, pre 2001
Mario Ceroli, Pianoforte, assemblaggio in legno dipinto, 120x70x31.5, pre 2001 – Lotto n. 28 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 56

“All’inizio ho scelto il legno perché ero molto povero e il legno mi dava la possibilità di realizzare un’idea immediatamente senza l’intervento di collaboratori, che potrebbero essere un fabbro o una tipografia. Il mio lavoro l’ho sempre fatto io, senza interventi esterni” (intervista in Bolaffiarte, n. 16, 1972).

Mario Ceroli, nato in Abruzzo, nel 1938 e approdato giovanissimo a Roma è un artista che si è sempre mosso fra arte povera, pop art e arte concettuale.

Il legno è prima di tutto uno degli elementi naturali che contiene in sé una purezza del ‘fare’, dell”assemblare.

Ceroli ridisegna, semplifica il mondo, ne cerca l’essenza. L’artista indaga la serialità di questa essenza, indugia pensoso sulla ripetizione delle linee, sui rapporti dei vuoti e dei pieni, sull’invasione dello spazio.

Ma Ceroli fa ancora di più: dà vita a quelle idee che porta nella spazio; le sue opere sono ‘scatole magiche’, testimonianze superstiti dello ‘stampo’ stesso di ogni oggetto che esiste, dell’uomo ‘artefice’ e della sua bellezza.

Bellissimo il “Pianoforte” al lotto n. 28Stima: 20.000€/30.000€.

Gianni Bertini, 4 Juillet, olio su tela, 45x55, 1954
Gianni Bertini, 4 Juillet, olio su tela, 45×55, 1954 – Lotto n. 33 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 56

Opera del 1954 quella di Gianni Bertini al lotto n. 33 “4 Juillet”.

Si tratta di un anno importante il 1954 per l’artista pisano. Conosce infatti a Parigi il critico Pierre Restany insieme al quale nel 1965 firmerà da protagonista il manifesto della Mec-Art.

Dopo una prima adesione ai principi del M.A.C. Movimento Arte Concreta nei primi anni ’50 infatti, Bertini, d’indole provocatoria e animato da un potente vitalismo, manifesta una propensione per l’energia della gestualità informale che però già contiene in nuce una carica propositiva, dissacratoria e futurista di stampo meccanicista.

È infatti nel 1960 che l’artista abbandonerà l’informale e comincerà ad introdurre la realtà, nella forma di ritagli fotografici e giochi combinatori, sulla tela.  Stima: 4.000€/6.000€.

Roberto Crippa, Spirale Blu, olio su tela, 50x70, 1952
Roberto Crippa, Spirale Blu, olio su tela, 50×70, 1952 – Lotto n. 48 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 56

Una “Spirale Blu” del 1952 di Roberto Crippa al lotto n. 48.

Siamo in pieno clima ‘spazialista’ per questa opera in cui la gestualità ellissoidale si dipana in linee che fuoriescono dalla tela.

Crippa firma il terzo “Manifesto dello Spazialismo” (Proposta di un regolamento) del 1950. Poi nel 1951 anche il “Manifesto dell’Arte Spaziale”.

Recita il manifesto del 1950 agli ultimi tre punti: “[…] 7) L’intenzione concepita dall’Artista Spaziale viene proiettata nello Spazio. 8) L’Artista Spaziale non impone più allo spettatore un tema figurativo, ma lo pone nella condizione di crearselo da sé, attraverso la sua fantasia e le emozioni che riceve. 9) Nell’umanità è in formazione una nuova coscienza, tanto che non occorre più rappresentare un uomo, una casa, o la natura, ma creare con la propria fantasia le sensazioni spaziali”. Stima: 19.000€/28.000€.

Emilio Scanavino, Dall’alto, olio su tela, 60x60, 1975
Emilio Scanavino, Dall’alto, olio su tela, 60×60, 1975 – Lotto n. 59 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 56

Emilio Scanavino, “Dall’alto” al lotto n. 59. Opera della metà degli anni ’70 realizzata a tre colori dove c’è tutta la poetica della stagione matura dell’artista ligure.

Composizione elegante in cui il segno informale e tachista di Scanavino degli anni ’50 e ’60 si articola in nodi e tramature definite, quasi costringenti.

Una forma minacciosa, quasi un arto umano scarnificato, pende minacciosamente dall’alto. Potrebbe essere l’inquadratura di un animale ormai stramazzato visto appunto dall’alto, o un artiglio che ancora da lì pende considerato però da un’altra prospettiva.

Ma il nodo appunto in ogni opera di Scanavino è una summa di una visione tragica dell’esistenza, una costrizione a sopravvivere che è anche una resistenza, una sofferenza di sangue sullo sfondo di un nero silenzio universale. Stima: 21.000€/31.000€.

Paolo Scirpa, Senza titolo, acrilico su tela, 60x60, 1984
Paolo Scirpa, Senza titolo, acrilico su tela, 60×60, 1984 – Lotto n. 61 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 56

Siracusano classe 1934 Paolo Scirpa è un artista il cui linguaggio si è principalmente espresso attraverso l’arte ambientale con l’impiego di materiali quali la luce al neon e gli specchi.

Dopo varie esperienze in città europee (a Parigi fu allievo di John Friedlander) si stabilisce a Milano negli anni ’60. Qui inizia la sperimentazione con le luci influenzato dall’arte ottica e da certa scultura di ambito post-futurista (già il “Manifesto Tecnico” di Boccioni prevedeva l’impiego delle luci nella scultura).

Celebri i “Ludoscopi”, inganni ottici, buchi che catturano l’occhio verso una prospettiva senza fondo. L’obiettivo è una riflessione sull’infinito, sulla ragione stessa e il ‘luogo’ dell’essere al mondo.

Efficaci gli esasperati contrasti di colore all’opera lotto n. 61 “Senza titolo”, su tela, che ipnotizzano la vista dello spettatore in un gioco ricorsivo che la avvicina alle sperimentazioni delle opere ambientali. Stima: 5.500€/7.500€.

Giulio Turcato, Superficie lunare, olio e tecnica mista su gommapiuma, 57x79, 1969
Giulio Turcato, Superficie lunare, olio e tecnica mista su gommapiuma, 57×79, 1969 – Lotto n. 92 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 56

Giulio Turcato è un artista mantovano che ha sempre improntato la ricerca pittorica nel solco della libertà espressiva sia per i soggetti che per gli strumenti del dipingere.

Turcato vive l’esperienza di Forma 1, poi del Fronte Nuovo delle Arti e ancora del Gruppo degli Otto. Passa dalla pittura realista e post-cubista all’arte astratta nonostante sia un comunista convinto per il quale è essenziale l’impegno sociale.

Ma il vitalismo di Turcato non lo lascia costringere in certe convinzioni, anzi come afferma l’artista in un intervista nel 1982: “io sperimento per riuscire a spostare un po’ più in là il limite dell’espressione possibile […] per dilatare il linguaggio. Bisogna creare una forma intensamente psicologica, lavorando anche sugli strumenti”.

Ed ecco le serie dei “Tranquillanti” e delle “Superfici lunari” (qui al lotto n. 92) dove la realtà irrompe sulla tela ironicamente decontestualizzata; lo spazio stesso mentale, reale e metaforico si fa oggetto di contemplazione o scherno. Opere che raccontano la condizione e la storia umana. Stima: 40.000€/50.000€.

Davide Nido, Futurismo spaziale, colle siliconiche su tela, 80x80x4, 2006
Davide Nido, Futurismo spaziale, colle siliconiche su tela, 80x80x4, 2006 – Lotto n. 93 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 56

Le colle siliconiche di Davide Nido al lotto n. 93 “Futurismo spaziale”.

Artista milanese, formatosi alla scuola di Aldo Mondino e di Luciano Fabro all’Accademia di Brera, qui si laurea nel 1992. Parteciperà alla Biennale Veneziana nel 2009.

Il mondo della pittura di Davide Nido è fatto di occhi, strisce, coriandoli, stelle filanti, reticoli variopinti, a volte geometricamente disposti altre volte più liberi nello spazio.

Si tratta di strutture che anche nei titoli delle opere rimandano al processo creativo naturale (“Orbitutto”, “Micromacro”, “Semina”). Nido sembra aspirare ad una rappresentazione plastica dei processi organici, dei micro e macro-sistemi del divenire cosmico.

In Nido c’è la serialità dell’arte pop e la fantasia astratta e optical della rappresentazione e scomposizione concretista. Su tutto poi c’è il trionfo del colore di un’artista dall’acuta sensibilità purtroppo prematuramente scomparso.  Stima: 9.000€/15.000€.

George Mathieu, Piscop, olio su tela, 162x97, 1965
George Mathieu, Piscop, olio su tela, 162×97, 1965 – Lotto n. 98 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 56

George Mathieu è il padre dell’astrazione lirica europea. Il suo impiego presso la U.S. Lines gli consentì di essere sempre aggiornato sugli sviluppi artistici della scena newyorkese degli anni ’40 dall’espressionismo astratto all’action painting.

Artista calligrafico per eccellenza Mathieu considera il segno quale una forma antecedente a qualunque significato. La sua è un’arte che fa del soggettivismo e dell’intimismo i cardini da cui si dipana ed attorno a cui ruota il processo creativo.

Le opere di Mathieu della fine degli anni ’60 solitamente portano testimonianza di uno stile più ‘quieto’ e sono caratterizzate da una impostazione geometrica assente in quelle puramente istintive degli anni ’50.

L’opera al lotto n. 98 “Piscop”, di buone dimensioni, è invece un’opera potente in cui l’artista contrappone le ‘evoluzioni’ liriche al tratto forte e violento, la campitura di colore al grigiore di fondo. Sembra che la fantasia del poeta si scontri e allo stesso tempo rifugga da una realtà invadente su cui alla fine però il colore ha la meglio. Stima: 110.000€/150.000€.

Carla Accardi, Piccolo negativo, tempera alla caseina su tela, 33x40, 1955
Carla Accardi, Piccolo negativo, tempera alla caseina su tela, 33×40, 1955 – Lotto n. 105 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 56

Carla Accardi fu il pioniere donna per eccellenza dell’arte astratta italiana negli anni ’50. Partecipò infatti alle attività del Gruppo Forma 1.

La prima produzione originale della Accardi è proprio quella testimoniata al lotto n. 105 “Piccolo negativo”.

Si tratta di un astrattismo geometrico in cui la componente segnica ha ormai la prevalenza, componente realizzata in questi primi anni in bianco e nero.

I grafemi bianchi dell’artista trapanese indagano i vuoti neri della tela con un approccio vicino alle coeve ricerche spazialiste. Ma l’Accardi fa di più: elabora un linguaggio che tenta una umanizzazione dello spazio stesso, una elaborazione di significato.

Per queste opere viene notata da Michel Tapiè e inserita nelle mostre da lui curate. Stima: 35.000€/45.000€.

Gualtiero Nativi, Struttura 2, tempera grassa su tavola, 97x78, 1947
Gualtiero Nativi, Struttura 2, tempera grassa su tavola, 97×78, 1947 – Lotto n. 106 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 56

Opera aniconica astratto-geometrica con qualche influenza neo-cubista del pistoiese Gualtiero Nativi al lotto n. 106 “Struttura 2”.

Il 1947 è l’anno della fondazione del Gruppo e della rivista di ispirazione marxista “Arte d’Oggi” animata anche da Vinicio Berti, Bruno Brunetti, Alvaro Monnini e Mario Nuti.

Nel 1950 formalizzerà la sua appartenenza al gruppo degli astrattisti fiorentini firmando il “Manifesto dell’astrattismo classico”.

In questa opera al lotto n. 106, apprezzabile per dimensioni, composizione e vivacità cromatica, c’è già un superamento sia delle forme neo-cubiste legate al reale sia della pura astrazione concretista. In essa “si può cogliere la fine della volontà di distruzione dell’oggetto e l’inizio di un intervento attivo e costruttivo di una integrazione del reale” come reciterà il punto 5 del Manifesto degli astrattisti classici. Stima: 16.000€/24.000€.

SenzaRiserva è un sito amatoriale a scopo informativo e divulgativo senza finalità di lucro, neppure di carattere indiretto. Le immagini presenti sul sito sono riprodotte in forma iconica a bassissima risoluzione e degradate come previsto dalla legge. É stata inoltre richiesta autorizzazione di riproduzione e pubblicazione per le immagini e la recensione dalle fonti da cui sono state ottenute cui si rimanda con apposito link da ogni immagine e didascalia. Qualora si voglia richiedere la rimozione di una immagine è sufficiente scrivere dalla pagina contatti oppure sottomettere un commento alla recensione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *