Asta Finarte 11 Maggio 2016 - Milano, Arte Moderna e Contemporanea - Immagini da finarte.it

Asta Finarte 11 Maggio 2016 – Milano, Arte Moderna e Contemporanea

L’11 Maggio 2016, in sessione unica, si terrà l’asta di Arte Moderna e Contemporanea della Casa d’Aste Finarte. Segnaliamo alcuni lotti d’interesse:

Giacomo Balla, Bandiere in movimento, acquerello su cartone, 22x28.5, 1918/1919
Giacomo Balla, Bandiere in movimento, acquerello su cartone, 22×28.5, 1918/1919 – Lotto n. 1 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

Una delle caratteristiche dell’arte del torinese Giacomo Balla emerge immediata da lotto n. 1 “Bandiere in movimento”: lo studio e la resa della simultaneità del movimento.

Interessato alla fotografia ed al dinamismo, oltre che all’indagine sulla luce, tematiche che lo avvicinarono al futurismo di cui firmò il Manifesto del 1910; Balla però fu sempre abbastanza lontano dalla pura celebrazione della macchina e del progresso.

Nella simultaneità di questi drappeggi tricolori c’è tutta la sua originale poetica e ricerca. Stima: 20.000€/30.000€.

Gino Severini, Natura morta (tenda e mandolino), olio su tela, 65x50, 1929
Gino Severini, Natura morta (tenda e mandolino), olio su tela, 65×50, 1929 – Lotto n. 6 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

I soggetti sono quelli del periodo del cubismo sintetico per il lotto n. 6 “Natura morta (tenda e mandolino)” di Gino Severini.

Siamo nel 1929, anno della grande crisi, e dopo il primo conflitto mondiale c’è stato un ritorno al neoclassicismo ed alla figurazione, con istanze metafisiche.

E in questo clima Severini interpreta le sue classiche figure: uno strumento musicale e le maschere della commedia dell’arte.

Dipinto di buone dimensioni dalle linee eleganti e i colori caldi, suggerisce la ricerca di una pace perduta. Stima: 60.000€/80.000€.

Mario Tozzi, Hommage à une humaine, olio su tela, 92x73, 1933
Mario Tozzi, Hommage à une humaine, olio su tela, 92×73, 1933 – Lotto n. 8 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

Les Italiens de Paris Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Massimo Campigli, Filippo De Pisis, René Paresce, Gino Severini e Mario Tozzi  (lotto n. 8 “Hommage à une humaine”) rappresentarono nella Parigi a cavallo degli anni ’20 e ’30 il baluardo di un’arte italiana ancorata alla tradizione di fronte alle nuove avanguardie.

Fra le vari anime di questo gruppo Mario Tozzi fu forse il più vicino al cosiddetto realismo magico con la sua straniante e minuziosa rappresentazione del reale e dei volumi nel solco del ritorno all’ordine e della nuova oggettualità di Novecento di Margherita Sarfatti.

Opera bellissima della piena maturità per un artista che ancora non ha avuto, come tutti gli altri componenti del gruppo parigino, il giusto riconoscimento del mercato. Da comprare. Stima: 40.000€/50.000€.

Achille Perilli, L'amour asolu, tecnica mista su tela, 130x195, 1959
Achille Perilli, L’amour absolu, tecnica mista su tela, 130×195, 1959 – Lotto n. 11 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

“L’amour absolu” di Achille Perilli al lotto n. 11 è un’opera importante, di grandissime dimensioni; una delle prime forse in cui Perilli comincia ad elaborare il proprio personale linguaggio pittorico caratterizzato negli anni ’60 da particolarissimi glifi su campiture piatte (che ricordano Paul Klee che tanto ha influenzato Perilli), qui non ancora geometriche, che sembrano raccontare una storia surreale ma dominata da un filo conduttore.

L’artista di Forma 1 non rinuncia anche in questa opera alla rappresentazione: esiste uno spazio dove il segno prende forma e si fa poesia, concreta, umana, e non rinuncia al colore.

Stima: 30.000€/40.000€.

Gianni Dova, Senza titolo, smalto su tela, 70x60, 1960/1961
Gianni Dova, Senza titolo, smalto su tela, 70×60, 1960/1961 – Lotto n. 23 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

Uno smalto su tela degli anni 1960/1961 “Senza titolo” di Gianni Dova al lotto n. 23.

Già dai primi anni ’50 Dova ha trovato un linguaggio che riesce a stabilire una possibilità di relazione fra figurazione ed arte informale.

In particolare sono l’esperienza parigina, i contatti e la conseguente influenza esercitata in particolare da Max Ernst e Wilfredo Lam che lo conducono ad una figurazione zoomorfa declinata in senso surrealista.

Nei primi anni ’60 inoltre la pittura di Dova si fa più gioiosa nella libertà di disposizione delle forme e del segno oltre che nell’uso del colore, come si può ben notare in questa opera. Stima: 4.000€/6.000€.

Luigi Veronesi, Spazio (Variazione n. 5), olio su tela applicata su tavola, 60x50, 1969
Luigi Veronesi, Spazio (Variazione n. 5), olio su tela applicata su tavola, 60×50, 1969 – Lotto n. 36 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

Rappresentativo dell’evoluzione del percorso artistico di Luigi Veronesi (Milano, 1908-1998) alla fine degli anni ’60 il lotto n. 36 “Spazio (Variazione n. 5)”.

Afferma l’artista nel 1983 riassumendo la sua visione dell’arte: “Posto che il problema centrale è organizzare una visione in movimento, uno spazio dinamico, concreto e sensibile, ogni esperienza in diversi campi può contribuire a dare maggiore chiarezza e complessità a questo fine”.

Proprio in questi anni Veronesi anima le opere sfruttando la tensione dinamica generata da parabole e iperboli. La parabola diventa l’elemento generatore del moto attraverso le concavità e le convessità che sono la rappresentazione musicale delle forme e dello spazio a sua volta sollecitato da linee geometriche cariche di forza ortogonale. Stima: 8.000€/10.000€.

Mario Schifano, Sogno per quattro stagioni, smalto e grafite su carta, 1966
Mario Schifano, Sogno per quattro stagioni, smalto e grafite su carta, 67×197, 1966 – Lotto n. 58 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

Se c’è una cosa che sempre colpisce in ogni opera di Mario Schifano è l’incredibile vitalismo che si genera dai segni pittorici tracciati in libertà dall’artista e dai pochissimi colori, perlopiù primari o analoghi, usati nei suoi vari cicli.

Al lotto n. 58 troviamo uno smalto e grafite su carta di grandi dimensioni con un soggetto non scontato o che almeno non rientra nella produzione seriale dell’artista. L’opera “Sogno per quattro stagioni”, già collezione Furio Colombo, cita sullo sfondo i classici, negli anni ’70, alberi della vita e si anima al contempo in foreground in un onda di pellicola che sembra recare messaggi di intertestualità con il mondo del cinema e la cultura musicale.

Da ricordare che Schifano collaborò con vari registi per sceneggiature e scenografie; e fu inoltre anche autore di alcuni lungometraggiStima: 16.000€/18.000€.

Mario Schifano, Gigli d'acqua, smalto e acrilico su tela, 150x247.5, 1982
Mario Schifano, Gigli d’acqua, smalto e acrilico su tela, 150×247.5, 1982- Lotto n. 59 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

Altra opera di Mario Schifano al lotto n. 59 “Gigli d’acqua”: forse non saranno i meglio riusciti ma comunque rappresentativi delle opere di grande formato degli anni ’80 quando Schifano concentra la sua ricerca sulla natura: fiori, prati, campi, onde, paesaggi sono tracciati sulla tela con un gesto carico di passione e sensazioni.

Sono di questo periodo autentici capolavori con tematiche già affrontate e proposte negli anni ’70 ,come alcune versioni dell’Orto Botanico e dei Gigli d’acqua, opere in cui traspare una sensazione liquida di divenire e di vaga non finitezza.

Dominano i toni del bianco, del verde e del celeste. Il bianco poi ha la prevalenza, sporcato da velature di grigio e tocchi di fucsia e crea per magia lo spazio in cui qualcosa accade, la rivelazione della natura nella natura; e l’uomo Schifano che per un attimo ne scopre l’essenza. Stima: 10.000€/15.000€.

Tano Festa, La camera rossa, tecnica mista su tavola, 81x100, 1963
Tano Festa, La camera rossa, tecnica mista su tavola, 81×100, 1963 – Lotto n. 62 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

Altra opera Collezione Furio Colombo, archiviata, dedicata a Mario Mafai, “La camera rossa” di Tano Festa, lotto n. 62.

Probabilmente si tratta di una delle opere che furono oggetto di una mostra organizzata da Arturo Schwartz nel 1963 in Via del Gesù a Roma.

“Nel maggio del ’63, gli allestii una personale con una decina di pannelli di legno di grande formato. L’iconografia era del tutto innovativa, s’ispirava alla morfologia di persiane, armadi, porte, pianoforti, specchi e lapidi” (cit. Arturo Schwartz).  Non si trattava della rivolta degli objets trouves ma si presentavano per la prima volta decontestualizzate icone visuali e metafisiche, oggetti di contemplazione oggettiva e soggettivaStima: 10.000€/15.000€.

Tano Festa, Michelangelo according to Tano Festa, tecnica mista su due tele unite insieme da cardini, 1967
Tano Festa, Michelangelo according to Tano Festa, tecnica mista su due tele unite da cerniere, 61×102, 1967 – Lotto n. 64 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

Firmato, datato e intitolato sul retro “Tano Festa New York City, ottobre 1967 Michelangelo according to Tano Festa” il lotto n. 64 di Tano Festa, ancora Collezione Furio Colombo.

Forse l’opera più bella di questa asta, riportata infatti in copertina.

Si tratta della originale interpretazione della pop art americana nella chiave interpretativa del nostro passato culturale rinascimentale: “(…) viviamo in un mondo dove, invece di consumare cibo in scatola, consumiamo l’immagine della Monnalisa sui cioccolatini” (Dal catalogo della mostra alla Galleria La Salita, 1967).

Come nel Rinascimento Festa rimette al centro l’uomo con tutte le sue idiosincrasie; l’uomo della modernità, reso immortale, come qualsiasi altra cosa, dal gesto creativo. Stima: 4.000€/6.000€.

Claudio Rotta Loria, Superfici a intermittenza luminosa, 2x17, abcd - ddcd si giallo, tecnica mista su tela, 1973
Claudio Rotta Loria, Superfici a intermittenza luminosa, 2×17, abcd – ddcd si giallo, tecnica mista su tela, 1973 – Lotto n. 100 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

Tipiche della interessante produzione del torinese Claudio Rotta Loria, classe 1949, agli inizi degli anni ’70 le “Superfici a interferenza luminosa” (lotto n. 100) mirano all’azzeramento percettivo attraverso la sensibilizzazione della superficie monocroma della carta ottenuta con la ripetizione a intervalli regolari di brevi linee incise ugualmente inclinate.

Artista riconducibile all’arte cinetica la sua sperimentazione ruota attorno al valore riconosciuto alla strutturalità visuale e all’armonia geometrica, generate entrambe da stimuli sensoriali. Stima: 2.500€/3.000€.

Agostino Bonalumi, Rosso, tela estroflessa e tempera vinilica, 73x57, 1971
Agostino Bonalumi, Rosso, tela estroflessa e tempera vinilica, 73×57, 1971 – Lotto n. 104 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

Al lotto n. 104 “Rosso” c’è tutta la storia di Azimuth e del contributo dato da Piero Manzoni, Enrico Castellani e Agostino Bonalumi all’arte italiana e internazionale.

L’intenzione era quella di azzerare la tradizione pittorica precedente, persino le avanguardie, con un arte che stesse al passo dei tempi e della tecnologia.

I tre utilizzarono tele monocrome, estroflesse in vari modi (usando chiodi, ferri, supporti in legno) al fine di creare effetti di luci ed ombre cangianti con l’inclinazione della sorgente luminosa vanificando di fatto qualunque realismo prospettico. Opera storica dei primissimi anni ’70 di buone dimensioni. Stima: 100.000€/150.000€.

Pino Pinelli, Pittura BI.R., tecnica mista, 60x80, 1993
Pino Pinelli, Pittura BL.R., tecnica mista, 60×80, 1993 – Lotto n. 110 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

Disseminazione di due forme “Pittura BL. R.” del catanese Pino Pinelli al lotto n. 110.

Opera un po’ tarda ma ben riuscita, si concretizza in due consistenze grumose tridimensionali in cui si rapprendono un monocromo blue ed un monocromo rosso.

Opera che esemplifica il passaggio ed il superamento della pittura analitica che però ancora qui ricorda nella geometria delle forme, nell’immaginaria cornice che lo spettatore idealmente può delineare e nella linearità precisa dei solchi sui due elementi. Stima: 13.000€/17.000€.

Carlo Nangeroni, Percorso composto, acrilico su tela, 40x50, 1967
Carlo Nangeroni, Percorso composto, acrilico su tela, 40×50, 1967 – Lotto n. 119 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

L’espressionismo astratto di Carlo Nangeroni (New York, 1922) ha una storia semplice e singolare; e ce la spiega l’artista stesso, amico di Pollock e di Kline: il suo semicerchio non deriva nient’altro che dal movimento rotatorio del gomito, su cui, come un compasso, fa perno la mano dell’artista.

Per questo Carlo Nangeroni viene fatto rientrare idealmente nella corrente dell’espressionismo astratto: alla base della sua pittura, a prima vista inquadrabile nella optical art, c’è un gesto base dell’attività umana che dà vita ad un linguaggio di ‘mattoni’ con i quali l’artista compone una struttura che non è mai casuale.

Nangeroni infatti non ha mai rinunciato allo studio ed alla ricerca della proporzione che è il seme e l’impronta della razionalità umana. Stima: 3.000€/4.000€.

Marco Gastini, Acrilico n. 12, acrilico su tela, 1973/1974
Marco Gastini, Acrilico n. 12, acrilico su tela, 1973/1974 – Lotto n. 124 – Immagine da finarte.it – Asta Finarte 11 Maggio 2016

La ricerca di Marco Gastini (Torini, 1938) si è mossa fin dai primi anni ’70 nell’ambito della pittura analitica e concettuale senza però mai rinunciare al fare pittorico ed alla materia.

Gli acrilici su tela come l'”Acrilico n. 12″ riferibile agli anni 1973/1974 sono riconducibili alle precedenti sperimentazioni dell’artista con la pittura su parete, a partire dalle celebri “macchie”.

I segni, i punti che Gastini traccia sulla tela servono a contestualizzare lo spazio, a generare significato a partire da un significante fatto di geometrie semplici, primitive, d’immediata lettura. Stima: 20.000€/25.000€.

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