Asta Meeting Art n. 812 - Sabato 17 e 24 e Domenica 18 e 25 Settembre - Vercelli, Opere dell’Arte Moderna e Contemporanea - Sessioni V-VIII - Immagini da meetingart.it

Asta Meeting Art n. 812 – Sabato 17 e 24 e Domenica 18 e 25 Settembre – Vercelli, Opere dell’Arte Moderna e Contemporanea – Sessioni V-VIII

Le ultime quattro sessioni dell’asta n. 812 “Opere dell’Arte Moderna e Contemporanea” della Casa d’Aste Meeting Art di Vercelli si terranno nei fine settimana del 17-18 e 24-25 settembre 2016 alle ore 14.30. Approfondiamo alcuni lotti d’interesse.

Piero Ruggeri, Nero Roch, olio su tela, 110x130, 1990
Piero Ruggeri, Nero Roch, olio su tela, 110×130, 1990 – Lotto n. 464 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 812

Artista torinese, Piero Ruggeri inizia la carriera artistica nel 1955. L’anno seguente si diploma alla prestigiosa Accademia Albertina di Belle Arti.

Dopo un breve inizio figurativo, con il quale comunque da subito è presente alla Biennale di Venezia, la ricerca dell’artista si orienta verso l’informale.

La pittura di Ruggeri è tuttavia una pittura descrittiva nella quale la libera gestualità è lo strumento per rappresentare espressioni e sensazioni, “paesaggi veri e dell’anima”, come è stata ben intitolata una mostra a lui dedicata.

Roveti, labirinti, stesure di colori sono alcuni dei soggetti di Ruggeri le cui opere, fitte di intertestualità con la letteratura e la pittura, tornano però sempre alla materia con uno sguardo sensibile sulla natura. Sensibilità che si acuisce in particolare dall’inizio degli anni ’70 quando l’artista si ritira nel piccolo borgo natale di Battagliotti al limitare di un bosco.

Cinquant’anni di pittura quelli dell’artista, scanditi da un informale a volte puro (come negli anni ’90, qui al lotto n. 464 “Nero Roch”) altre più vicino alla figurazione. Stima: 18.000€/20.000€.

Roberto Marcello Baldessarri, Dinamismo di forme (forme dinamiche 15), olio su tela, 40.5x56.3, 1915
Roberto Marcello Baldessari, Dinamismo di forme (forme dinamiche 15), olio su tela, 40.5×56.3, 1915 – Lotto n. 503 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 812

Opera strepitosa di Roberto Marcello Baldessari, conosciuto come “Iras” al lotto n. 503 “Dinamismo di forme (forme dinamiche 15)”.

Siamo nel 1915 e il giovane e talentuoso artista nato a Innsbruck si è appena trasferito a Firenze. Qui frequenta il fervente ambiente intellettuale del Caffè Giubbe Rosse, e di lì a poco aderisce al Futurismo.

Siamo in pieno futurismo anche se spesso Baldessari viene fatto appartenere al cosiddetto “secondo futurismo” (secondo la definizione di Enrico Crispolti).

Di più: in quest’opera c’è già una ricerca “astratta” non presente né nel dinamismo ‘oggettivo’ di Boccioni (che muore nel 1916), né nelle coeve opere di Balla che in questi anni sta affrontando le tematiche del movimento nei suoi studi cinetici. Fantastiche le “velature” tipiche dell’artista. Stima: 36.000€/40.000€.

Gianni Dova, Senza titolo, tempera su tavola ovale, 48.3x80, 1950
Gianni Dova, Senza titolo, tempera su tavola ovale, 48.3×80, 1950 – Lotto n. 515 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 812

Opera giovanile dell’artista romano Gianni Dova al lotto n. 515 “Senza titolo”.

Trasferitosi a Milano nel 1939 frequenta l’Accademia di Brera e si avvicina al gruppo di Corrente di Ernesto Treccani. Nel 1946 firma il Manifesto del realismo (Oltre Guernica). Nel 1948 aderisce allo spazialismo di Fontana e si avvicina al contempo alle istanze del M.A.C. Movimento Arte Concreta.

L’elegante opera al lotto in asta è appunto un esempio della ricerca astratto-geometrica dell’artista ed è vicina ad opere dello stesso tipo del grande amico ‘milanese’ Roberto Crippa con cui Dova già da tempo ha instaurato un sodalizio artistico orientato al “concretismo”. Stima: 5.000€/6.000€.

Mario De Luigi, G.N. 102,grattage nero su tela, 80x80, 1957
Mario De Luigi, G.N. 102, grattage nero su tela, 80×80, 1957 – Lotto n. 518 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 812

I grattage del trevigiano Mario De Luigi lo collocano a pieno nel movimento spaziale. De Luigi aderisce al movimento nel 1951 ma inaugura anche un personale percorso nell’arte astratta.

La ricerca sulla luce sarà l’ossessione di De Luigi per il resto della vita: luce vista come segno, spiraglio oltre la figura, una chiave di lettura esistenziale che prova a comprendere i fenomeni.

Come per Fontana dunque la ricerca di De Luigi non è verso uno spazio nuovo ma verso un’idea, uno strappo di consapevolezza che l’artista ha sul mondo, “la cesura improvvisa di questo nostro esistere nello spazio dal quale detta luce proviene e procede”, come l’artista ebbe a dichiarare in una intervista radiofonica del 1962.

Un desiderio di comprensione che l’artista esternava anche nella vita di tutti i giorni.  Visitando lo studio di De Luigi presso Palazzo Fortuny a Venezia negli ultimi anni di vita (1971-1978), per esempio, si potevano notare alle pareti delle riproduzioni di dipinti di Vermeer appesi al contrario. In questo modo l’artista intenzionalmente sottolineava lo svuotamento di significato e la trascurabilità di ogni riferimento figurativo in favore di una percezione solo luministica dell’opera.  Stima: 36.000€/40.000€.

Arturo Vermi, Diario, tecnica mista su carta intelata, 92.8x68.2, 1963
Arturo Vermi, Diario, tecnica mista su carta intelata, 92.8×68.2, 1963 – Lotto n. 673 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 812

Dopo un inizio vicino a certi aspetti dell’espressionismo tedesco negli anni ’50 Arturo Vermi già sul finire del decennio si orienta verso quelle esperienze informali che nella Brera dei primi anni ’60 rinnegherà fondando con Ettore Sordini e Angelo Verga il Gruppo del Cenobio nel 1962 (si aggiungeranno poi Agostino Ferrari e Ugo La Pietra).

Il lotto n. 673, del 1963, è uno dei suoi celebri “Diari”. Si tratta di ‘segni’ con cui l’uomo artista testimonia la propria presenza nello spazio e le sue infinite possibilità. Sono segni primitivi con cui allo stesso tempo si cerca di comunicare una volontà di azzeramento del linguaggio e e di rinascita, ma anche una resistenza: sono le parole ancora da scrivere, un mondo ed una visione del mondo ancora, ma necessariamente, da ricostruire. Stima: 4.000€/5.000€.

Mario Bionda, Immagine Frontale, polimaterico su tela, 73x92, 1962
Mario Bionda, Immagine Frontale, polimaterico su tela, 73×92, 1962 – Lotto n. 693 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 812

Si forma alla scuola di Felice Casorati il torinese Mario Bionda (classe 1912). Contagiato dal neocubismo nel primo dopo guerra, negli anni ’50 abbraccia l’informale.

Firma nel 1956 il Manifesto antiestetico con Ralph Rumney e Costantino Guenzi.

Nei primi anni ’60 crea opere dal sapore informale ma che evocano un sentito organicismo della natura e della luce. L’artista le realizza impiegando colori grigi e ocra, e mescolando sabbie, caolino, argilla. Il lotto n. 693 “Immagine frontale” ne è un bell’esempio.

Negli stessi anni espone in numerose personali: Galleria Schuler, Berlino, 1960; Lucerna, Museo d’Arte, 1960; Biennale Internazionale di San Paolo del Brasile, 1961; Galleria Appel, Francoforte sul Meno 1962. Stima: 6.000€/7.000€.

Riccardo Guarneri, Superficie grafica con costruzione n. 64, acrilici su tela, 80x60, 1963
Riccardo Guarneri, Superficie grafica con costruzione n. 64, acrilici su tela, 80×60, 1963 – Lotto n. 703 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 812

Il lotto n. 703 “Superficie grafica con costruzione n. 64” rientra fra le opere che inaugurano una ricerca personalissima dell’artista fiorentino Riccardo Guarneri.

Pittore informale alla fine degli anni ’50, è dopo un’esperienza in Germania, a Dusseldorf, dove conosce e frequenta artisti del calibro di Otto Piene, Peter Brüning, Hansjorg Glattfelder, che metta a punto il suo linguaggio: “la frequentazione degli amici tedeschi […] mi suggerì delle vie d’uscita dall’informale, mi incoraggiò nella ricerca della pittura. Nelle mie tele c’erano già delle proposte nuove di luce e i primi effetti di trasparenza. Poi i miei quadri informali astratti cominciarono a schiarirsi e la ricerca della luce rinnovò in me l’amore per il paesaggio del Nord […] quella luce cristallina, senza umidità, senza peso. È così che schiarendo i toni sempre di più, sottraendo materia, decantando, arrivai al silenzio del bianco. Ma non fu una scelta improvvisa”.

Pittura minimale, analitica, cinetica ma soprattutto esistenzialista quella di Guarneri, pittura che cerca un senso sfuggendo sia alla rigidità del ‘concretismo’ che al ‘disimpegno’ dell’informale.

Invitato alla XXXIII Biennale di Venezia nel 1966, condivide la sala con Agostino Bonalumi e Paolo Scheggi. Stima: 3.000€/4.000€.

Enzo Cacciola, 7-11-1975, cemento su tela, 20x80, 1975
Enzo Cacciola, 7-11-1975, cemento su tela, 120×80, 1975 – Lotto n. 706 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 812

Enzo Cacciola è uno dei più originali rappresentanti della pittura analitica.

Partecipa alla mostra Analytische Malerei curata da Klaus Honnef e Catherine Millet a Dusseldorf nel 1975 presentando opere in cemento che approfondiscono ed elaborano le problematiche relative ai dati linguistici delle superfici.

L’operazione analitica dell’artista di Arenzano inoltre svela anche la natura concettuale della sua personalità, in particolare nell’analisi del rapporto fra opera e autore, che si manifesterà nei cicli pittorici e nelle performance degli anni successivi.

Buone le dimensioni e l’anno del lotto al n. 706 “7-11-1975” del 1975. Stima: 9.000€/10.000€.

Jorge Eielson, Paesaggio infinito - Serie III-2, cemento e tecnica mista su tela, 100x130, 1960
Jorge Eielson, Paesaggio infinito – Serie III-2, cemento e tecnica mista su tela, 100×130, 1960 – Lotto n. 716 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 812

Pittore, scultore, scrittore e poeta peruviano Jorge Eielson è un artista che si forma in Europa (è a Parigi nel 1948 e dall’inizio degli anni ’50 a Roma in Italia) ma che manterrà nella sua opera un continuo richiamo alle proprie origini ‘andine’.

Le serie dei “labirinti” e dei “nodi” sono sicuramente fra le più celebri della produzione di Eielson, che tuttavia è artista eclettico.

Il lotto n. 716 “Paesaggio infinito – Serie III-2” è un esempio delle opere della fine degli anni ’50: Eielson impiega materiali eterogenei: sabbia, cemento, marmo polverizzato in un paesaggismo d’impressione e meditativo in bilico fra astrattismo e figurazione.

In seguito introdurrà nelle opere l’immagine umana, evocata e simboleggiata attraverso gli indumenti: jeans, camicie, giacche, abiti.

Da questa sperimentazione sui vestiti, strappati, piegati attorcigliati, Eielson scoprirà il nodo, che presenterà nei “quipus” alla Biennale di Venezia del 1964. Nella tradizione Inca i ‘quipus’ erano costituiti da cordicelle annodate legate ad una corda più grande: si pensa che fossero utilizzati anche per calcoli astronomici e formule magiche. Sperimentalismo tipico delle avanguardie europee, ricerca spirituale d’impronta buddista. Stima: 10.000€/12.000€.

Michelangelo Pistoletto, Scimpanzé, serigrafia su lastra d'acciaio, 100x70, esemplare 134/200
Michelangelo Pistoletto, Scimpanzé, serigrafia su lastra d’acciaio, 100×70, esemplare 134/200 – Lotto n. 783 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 812

Le superfici specchianti di Michelangelo Pistoletto (qui al lotto n. 783 “Scimpanzé”) sono una delle creazione più originali e rappresentative dell’arte povera dell’artista di Biella.

“Quando nel 1961, su un fondo nero, verniciato fino a diventare specchiante, ho cominciato a dipingere il mio viso, l’ho visto venirmi incontro, staccandosi nello spazio di un ambiente in cui tutto si muoveva, e ne sono rimasto scioccato. Mi sono anche accorto che non dovevo più guardarmi in un altro specchio, ma che potevo copiarmi guardandomi direttamente nella tela” (da M. Pistoletto, Il Rinascimento dell’arte, 1979).

Opere innovative sotto vari punti di vista. Coinvolgono lo spettatore nella rappresentazione. Sono cangianti rispetto al punto di vista. Includono lo spazio e il tempo, non invecchiando mai. Contengono una forte componente ludica. Sono opere concettuali nel senso che rappresentano concetti del cui relativismo l’artista ha coscienza e che comunica allo spettatore. E molto altro. Stima: 10.000€/12.000€.

Mario Tozzi, Nudo di donna, olio su tela, 110x75, 1923
Mario Tozzi, Nudo di donna, olio su tela, 110×75, 1923 – Lotto n. 804 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 812

Opera giovanile, del periodo parigino, quella di Mario Tozzi al lotto n. 804 “Nudo di donna”.

L’artista ha partecipato alla prima guerra mondiale e, ricevuto il congedo nel 1919, sposa una giovane francese, Marie Therèse Lemaire, trasferendosi a Parigi.

Il lotto in asta mostra l’estrema vicinanza di Tozzi al sentire del gruppo di Novecento, movimento sorto a Milano nel 1922 che si ispirava ai principi di equilibrio e armonia della antichità classica dopo gli eccessi delle avanguardie futuriste ed interventiste.

E tuttavia nel realismo estatico di questa donna, il cui plasticismo delle forme è irrorato di una luce bianca che sembra emanare dal corpo stesso più che da una sorgente esterna, già si coglie quella ‘magia’ metafisica che caratterizzerà anche le successive e caratteristiche figure dell’artista d’Isola di Fano. Opera di buone dimensioni e ottima qualità. Stima: 30.000€/36.000€.

Giovanni Frangi, Oropa, olio su tela, 198x163x6, 2004
Giovanni Frangi, Oropa, olio su tela, 198x163x6, 2004 – Lotto n. 816 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 812

Giovanni Frangi, artista milanese classe 1959 al lotto n. 816 “Oropa”.

Pittore di paesaggio, naturale e industriale, a suo agio sui grandi formati, Frangi parte dalla figurazione per arrivare fin anche all’astrazione.

Il lotto n. 816 si ricollega alle sperimentazioni del ciclo “Il richiamo della foresta” del 1999: nel Palazzo delle Stelline a Milano l’artista colloca su basi poggiate per terra dipinti raffiguranti alberi nelle diverse stagioni. Si tratta di una specie di scenografia che ha l’obiettivo di dare al visitatore la sensazione di trovarsi nel mezzo di una foresta. Nel 2004 inoltre l’artista approfondisce il tema dell’acqua e delle ombre in una mostra a Villa Panza a Biumo, temi evidenti anche in quest’opera dello stesso 2004. Stima: 9.000€/10.000€.

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