Asta Minerva Auctions n. 142 - 16 Novembre 2017 - Roma, Arte Moderna e Contemporanea - Immagini Courtesy minervaauctions.com

Asta Minerva Auctions n. 142 – 16 Novembre 2017 – Roma, Arte Moderna e Contemporanea

L’Asta n. 142 della Casa d’Aste Minerva Auctions di Roma si terrà in due tornate il 16 novembre, ore 11 (lotti 1-101) e ore 17 (lotti 102-300). La TopTen di SenzaRiserva.

Guglielmo Janni, Atleti in palestra, olio su tela, 76×35.5, 1937 – Lotto n. 134 – da minervaauctions.com
Guglielmo Janni, Atleti in palestra, olio su tela, 76x35.5, 1937
Guglielmo Janni, Atleti in palestra, olio su tela, 76×35.5, 1937 – Lotto n. 134 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva Auctions n. 142

Giuseppe Gioacchino Belli fu il bisnonno dell’artista romano Guglielmo Janni, nato nel 1892. Compiuti gli studi in giurisprudenza Janni frequentò l’Accademia di Belle Arti, in particolare il corso di decorazione.

Negli anni ’20 l’artista è presente alla I ed alla II Biennale Romana con opere di ispirazione religiosa, mitica ed evocativa particolarmente centrate sulla contemplazione della bellezza virile. In esse Janni unisce alla sublimazione della figura in senso metafisico, anche mediante l’uso di elementi architettonici (con evidenti richiami ad artisti rinascimentali e a De Chirico) un contrastante intimismo nostalgico che indugia sull’anatomia dei corpi.

La prima personale è del 1935 alla Galleria della Cometa di Roma con presentazione di Giuseppe Ungaretti, dove esporrà ancora l’anno seguente quando realizza l’opera al lotto n. 134 “Atleti in palestra”.

Nel 1936 l’artista romano partecipa alla Biennale di Venezia ed espone con i protagonist del tonalismo romano, su tutti Mario Mafai e Gino Bonichi. Nel 1938, dopo una crisi esistenziale, Janni abbandonò la pittura per dedicarsi allo studio e alla riorganizzazione dell’opera del bisnonno.

Scrive Ungaretti nella presentazione del 1935: “Nella pittura dei più giovani, e nella pittura di Guglielmo Janni, […] c’è un impeto sorvegliato da tanta grazia che fa pensare a quel Quattrocento il cui mito fu David” (da G. Ungaretti, Caratteri dell’arte moderna, in Galleria della Cometa. I cataloghi dal 1935 al 1938, p. 36). Stima: 10.000€/15.000€.

Lorenzo Viani, Le parigine, olio su cartone, 74×54, 1908 – Lotto n. 147 – da minervaauctions.com
Lorenzo Viani, Le parigine, olio su cartone, 74x54, 1908
Lorenzo Viani, Le parigine, olio su cartone, 74×54, 1908 – Lotto n. 147 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva Auctions n. 142

Il 1908 per l’artista anarchico toscano Lorenzo Viani (classe 1882), cresciuto fra la ‘canaglia’ dei servitori dei Borboni, per i quali il padre era a servizio, nella Villa reale della pineta di Viareggio e i poveri della darsena; insofferente studente all’Accademia di Belle Arti di Lucca e di Firenze, allievo e amico del pittore Plinio Nomellini e di Giacomo Puccini prima e durante la frequentazione della bohème di Torre del Lago, fu un anno cruciale di formazione.

Per quasi l’intero anno (fino almeno all’estate quando torna a Viareggio), in cui dipinge questa bellissima opera al lotto n. 147 “Le parigine”, Viani fu infatti a Parigi dove ebbe occasione di fare fecondi incontri, fra cui quello con Picasso (“un giovane bruno, col cappello a torero, vanerello di se stesso”) e di visitare la grande retrospettiva di Van Gogh.

Il viaggio, seppur raccontato in seguito come deludente, gli dette modo di familiarizzare con certi modi della pittura impressionista e istantanea, di liberare il colore secondo gli insegnamenti dei fauves, di conoscere di prima mano l’espressionismo.

Tutte tensioni, come si nota in questa opera, interpretate secondo una originale unità compositiva dal grande equilibrio, soprattutto nei toni, che sono i suoi: cupi e pastosi, quelli con cui dipinse i lavoratori, i poveri ed i diseredati, i “dispersi”, gli “ossessi” presentati e male accolti alla Biennale l’anno precedente; colori qui quasi sdrammatizzati nell’ironia del soggetto: la belle époque parigina. Stima: 30.000€/40.000€.

Agostino Bonalumi, Senza titolo, smalto su tela estroflessa, 50×50, 1979 – Lotto n. 152 – da minervaauctions.com
Agostino Bonalumi, Senza titolo, smalto su tela estroflessa, 50x50, 1979
Agostino Bonalumi, Senza titolo, smalto su tela estroflessa, 50×50, 1979 – Lotto n. 152 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva Auctions n. 142

La ricerca sulla profondità oltre che sugli effetti di luce e quindi sulla percezione nell’ambito dell’arte cinetica e programmata hanno caratterizzato la ricerca dell’artista brianzolo Agostino Bonalumi sin dalla fine degli anni ’50.

Le prime estroflessioni di Bonalumi, collaboratore con Piero Manzoni, Enrico Castellani e Vincenzo Agnetti della rivista Azimuth, risalgono infatti al biennio 1959/1960.

Quella dell’artista di Vimercate è un’arte che rinasce con razionalità dall’azzeramento che il monocromo fa dell’informale. Ciò avviene prendendo possesso della realtà attraverso presupposti scientifici di analisi che non prescindono dal considerare l’aspetto tattile dell’opera e la sua invasione corporale della realtà. Pittura e scultura si confondono fino a divenire struttura, oggetto d’arredamento, shaped canvas come avrebbero detto gli americani.

Nel corso degli anni ’70 si perde una certa concettualità evidente invece nelle opere con i cerchi e gli ovali degli anni ’60; le geometrie e i materiali catturano sempre più l’interesse di Bonalumi (lotto n. 152 “Senza titolo”), come sarà evidente nel Ciclo delle carte e delle sete negli anni ’80.

“Bonalumi: gioioso mago della forma che ha fatto della tela una scultura e della scultura una tela: della superficie un basso rilievo e dell’alto rilievo un percorso ritmico e ondulato di piani e di luci. Bonalumi: indiscusso protagonista di una nuova stagione dell’arte, dove alla macerazione delle cose che sono state si contrappone la felice visione delle cose che sono” scrivono in modo esemplare Paolo e Carlo Repetto nell’introduzione al catalogo della mostra Agostino Bonalumi dal colore la forma 24 settembre – 26 novembre 2011, tenutasi presso la Galleria Repetto Arte Moderna e Contemporanea di Alessandria.

Nel 1970 Bonalumi espone in sala personale alla Biennale di Venezia dove aveva già esposto nel 1966 e dove tornerà nel 1986. Stima: 35.000€/50.000€.

Mario Schifano, Something else, smalto su carta applicata su tela, 40×40, 1961 – Lotto n. 158 – da minervaauctions.com
Mario Schifano, Something else, smalto su carta applicata su tela, 40x40, 1961
Mario Schifano, Something else, smalto su carta applicata su tela, 40×40, 1961 – Lotto n. 158 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva Auctions n. 142

È al Caffè Rosati ed alla Galleria La Tartaruga di Plinio de Martiis che nei primi anni ’60 si ritrovano i protagonisti della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo: Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Giosetta Fioroni cui si uniranno in seguito Cesare Tacchi, Renato Mambor, Jannis Kounellis, Pino Pascali, Umberto Bignardi.

E proprio al 1961, anno di esecuzione dell’opera al lotto n. 158 “Something else”, risalgono le prime immagini pop di Schifano, quelle “Coca-Cola” che l’artista romano titola usando solo il monocromo rosso della famosa bibita, prima ancora di riportarne l’etichetta; un rosso dipinto come su uno schermo, un finestrino, un qualcos’altro cioè che è l’inganno di un nuovo inizio o comunque un velo che rende stereotipa qualsiasi nuova interpretazione della realtà.

Si tratta di un combine-painting come lo avrebbe definito l’amato Rauschenberg, dove la sgocciolatura unisce pittura e realtà e allo stesso tempo ne segna una distanza critica autorale che pare voler incrinare la serialità del messaggio. Piccolo smalto ma storico per tutto quanto, da quel canale, Mario Schifano trasmetterà negli anni ’70 ed ’80 trasformando l’idea del segnale in oggetto, l’emblematico in emblema. Stima: 40.000€/60.000€.

Leoncillo Leonardi, Taglio rosso, grès smaltato, 21x11x5.5, 1961 – Lotto n. 159 – da minervaauctions.com
Leoncillo Leonardi, Taglio rosso, grès smaltato, 21x11x5.5, 1961
Leoncillo Leonardi, Taglio rosso, grès smaltato, 21x11x5.5, 1961 – Lotto n. 159 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva Auctions n. 142

Nato a Spoleto nel 1915 lo scultore e ceramista Leoncillo Leonardi si forma nell’ambiente della scuola romana degli anni ’30 dove, dopo aver compiuto gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, stringe rapporti con Mario Mafai, Scipione, Mirko Basaldella, Afro e Corrado Cagli.

La sua arte di impianto figurativo e naturalistico, nel corso e dopo la guerra si connota di una carica espressionista dai temi più impegnati nel sociale con già alcuni accenni aniconici. Alla fine degli anni ’40 partecipa al Fronte Nuovo delle Arti.

Sono gli anni di una fervente attività espositiva e di successo di critica che porta Leonardi alla Biennale Veneziana del 1948, 1950, 1952, 1954 con sala personale assieme a Lucio Fontana, e poi nel 1960 e nel 1968, ancora con sala personale.

Al 1957 risale il brusco cambiamento della sua arte in senso informale, dopo l’abbandono del realismo di ispirazione sociale in seguito ai fatti d’Ungheria e il distacco dal Partito Comunista, ben evidente nella personale di quell’anno alla Galleria La Tartaruga dove Leonardi presenta opere puramente materiche di ispirazione vagamente naturalistica.

I “Tagli” come questo al lotto n. 159 e le “Fratture” sono esposti per la prima volta alla Galleria Blu di Milano nel 1960 con presentazione di Enrico Crispolti. Si tratta di colate di grès o terracotta, poi sezionate dall’artista che in questo modo racconta non solo la vita stessa della materia nel suo formarsi ma ne svela anche il processo produttivo, allo stesso tempo tradendo uno scavare introspettivo esistenziale e particolare, ma fino ad allora non ancora completamente espresso, della acuta sensibilità del Leonardi.

In occasione della mostra Fontana – Leoncillo tenutasi presso la Fondazione Carriero di Milano nel 2016, in uno dei testi introduttivi contenuti nel catalogo della mostra, ha scritto benissimo Enrico Crispolti come entrambi gli artisti, al vertice più alto della loro produzione scultorea e ceramica siano approdati “a un’espressività materica elementare […] matrice espressiva di gesti primari”. Stima: 12.000€/18.000€.

Achille Perilli, Il filo del labirinto, olio su tela, 40×50, 1961 – Lotto n. 162 – da minervaauctions.com
Achille Perilli, Il filo del labirinto, olio su tela, 40x50, 1961
Achille Perilli, Il filo del labirinto, olio su tela, 40×50, 1961 – Lotto n. 162 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva Auctions n. 142

Artista romano, classe 1927, Achille Perilli è stato figura fondamentale per lo sviluppo dell’arte astratta italiana del dopoguerra non solo dal punto di vista pittorico ma anche da quello teorico con numerosi contributi in riviste dagli anni ’50 ai ’70.

Nel 1947 partecipa alla redazione del Manifesto del Gruppo Forma 1, l’avanguardia aniconica romana, che accompagnò i vari componenti (Carla Accardi, Ugo Attardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Antonio Sanfilippo, Giulio Turcato) a diverse e originali esperienze artistiche.

Nel 1957 Perilli espone in una importante personale alla Galleria La Tartaruga a Roma, mentre nel 1962, l’anno cioè successivo all’esecuzione dell’opera al lotto n. 162 “Il filo del labirinto”, partecipa con sala personale alla Biennale di Venezia, con Catalogo di presentazione di Umbro Apollonio.

Il critico notava nel testo come il linguaggio di Perilli si fosse ormai distaccato da quello di matrice prettamente astratto-espressionistica, per una nuova ‘rivelazione’ in cui i segni assumevano un significato semantico più forte: il tutto all’interno di un impianto narrativo che andava verso una qualificazione formale sempre più accentuata, come ben testimoniato dal lotto in asta. Stima: 10.000€/15.000€.

Renato Birolli, La macchina rossa, olio su tela, 46.5×64.5, 1955 – Lotto n. 167 – da minervaauctions.com
Renato Birolli, La macchina rossa, olio su tela, 46.5x64.5, 1955
Renato Birolli, La macchina rossa, olio su tela, 46.5×64.5, 1955 – Lotto n. 167 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva Auctions n. 142

Bellissimo questo lotto di Renato Birolli, del 1955, al lotto n. 167 “La Macchina rossa”.

Un lungo percorso artistico quello dell’artista veronese (classe 1905) che muove i primi passi nella Milano degli anni ’30 nel raggio di influenza del critico Edoardo Persico, quando la sua pittura figurativa si accende di un vibrante espressionismo fauves; per proseguire nella lunga esperienza realista di Corrente, fino alle sperimentazioni più astratte e informali, ma sempre legate al reale, degli anni ’50, di cui questa in asta è esemplare testimonianza.

Una ricerca, quella di Birolli, comunque sempre caratterizzata dall’interesse verso le “lancinanti proprietà del colore” poiché, come afferma nei Taccuini nel 1936, per l’artista “il colore non è materia, è nucleo emozionale”.

Fra la seconda metà degli anni ’40 e i primi anni ’50 in particolare il linguaggio di Birolli risente dell’influenza degli incontri maturati nel contesto del rientro dal soggiorno parigino. L’artista approfondisce una ricerca di scomposizione geometrica elementare della forma che ha il suo apice nel famoso “Pescatore” del 1950. Forti in questi anni i rapporti con il cubismo e con l’action painting: espone a New York nel 1951, nel 1955 e nel 1958. Stima: 10.000€/15.000€.

Franco Angeli, Of America, smalto, velo e pittura argento su tela, 60×70, 1968 – Lotto n. 168 – da minervaauctions.com
Franco Angeli, Of America, smalto, velo e pittura argento su tela, 60x70, 1968
Franco Angeli, Of America, smalto, velo e pittura argento su tela, 60×70, 1968 – Lotto n. 168 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva Auctions n. 142

Un’altro dei protagonisti della Scuola romana di Piazza del Popolo con Mario Schifano e Tano Festa, Franco Angeli (1935-1988) al lotto n. 168 “Of America”.

Franco Angeli ha saputo coniugare in modo originale le idee della pop art americana inserendo passione per l’ideologia, sofferenze di storia personale e significati universali nelle proprie opere.

Nel lotto in asta Angeli rappresenta uno di quei simboli (fra gli altri la lupa, la svastica, la falce e il martello, il dollaro): l’aquila, simbolo e stemma nazionale americano, dalla testa bianca. L’artista ruota l’uccello, inquadrandolo di profilo, ponendolo quasi in posizione soccombente e difensiva. La sua arma diviene il tralcio d’ulivo che tiene nell’artiglio destro, in un ironico ‘straniamento’ del quasi etimologico significato di pace; le frecce invece, che l’animale tiene nello stemma nell’artiglio sinistro e che simboleggiano la guerra, gli vengono rivolte potentemente contro mentre l’aquila sembra essere finita intrappolata in una rete.

Un simbolo dunque decontestualizzato, stereotipato dalla garza che l’artista applica sulla tela e dalla vernice argento, ma dal forte messaggio politico e sociale. Si ricordi che nel 1968 Angeli partecipò attivamente alle contestazioni verso la guerra del Vietnam. Stima: 20.000€/30.000€.

Mimmo Rotella, Senza titolo, tecnica mista, 35×30, 1956 ca. – Lotto n. 169 – da minervaauctions.com
Mimmo Rotella, Senza titolo, tecnica mista, 35x30, 1956 ca.
Mimmo Rotella, Senza titolo, tecnica mista, 35×30, 1956 ca. – Lotto n. 169 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva Auctions n. 142

Piccola ma importante opera databile circa al 1956 di Mimmo Rotella, artista nato a Catanzaro nel 1918 e protagonista delle stagioni del nouveau réalisme e della pop art internazionale.

Rotella, dopo gli studi e la guerra, nel 1945 si stabilisce a Roma dove frequenta l’élite artistica che ruota attorno al Gruppo dell’avanguardia astratta Forma 1. Intanto crea opere di impronta astratto-geometrica ispirate a Mondrian e Kandinskij.

Nel 1949 Rotella ha intanto scritto il “Manifesto della poesia epistaltica”. I primi tre punti dei dieci in cui è articolato il manifesto recitano: “1. il linguaggio epistaltico che si situa al termine della tradizione astratta nella espressione glossica, fonde le valenze formali insite nel linguaggio, con tutte le possibilità tonali ed armoniche. 2. il termine ‘epistaltico’ è stato scelto per ragioni puramente formali: ogni riferimento alle sue passate, presenti e future possibili suggestioni semantiche è puramente casuale. Ci è parso che il termine epistaltico contenesse in sé elementi ritmici e melodici di rara potenza evocatrice. 3 l’inclusione nelle composizioni epistaltiche di effetti sonori tratti dal vero corrisponde a ciò che sul piano della scultura è l’arte polimaterica e su quello della pittura collage”.

Ed è quasi seguendo e interpretando pittoricamente queste enunciazioni sul linguaggio che nel 1953 l’artista, di ritorno dall’America, dà vita ai celebri décollage: opere realizzate strappando manifesti pubblicitari dalle strade cittadine, rielaborandoli e sovrapponendoli in studio.

In questo modo l’artista evolve dall’informale e codifica un linguaggio nuovo che non solo decontestualizza ma anche ricontestualizza il significato in un nuovo alfabeto traghettando la pop art al nuovo realismo. Bello, nero e dal sapore ancora informale il décollage al lotto n. 169 “Senza titolo”. Stima: 10.000€/15.000€.

Toti Scialoja, Tre agnelli o terzo agnello, olio e tecnica mista su tela, 100×81.5,1958 – Lotto n. 171 – da minervaauctions.com
Toti Scialoja, Tre agnelli o terzo agnello, olio e tecnica mista su tela, 100x81.5,1958
Toti Scialoja, Tre agnelli o terzo agnello, olio e tecnica mista su tela, 100×81.5,1958 – Lotto n. 171 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva Auctions n. 142

Pittore e poeta romano Toti Scialoja, nato nel 1914, è stato un artista poliedrico. La prima personale risale al 1940 a Genova.

Dopo un decennio in cui la sua pittura è ispirata soprattutto ai modi espressionisti e cubisti in voga, negli anni ’50 l’artista assurge ad un linguaggio originale di matrice astratto-informale di cui il lotto n. 171 “Tre agnelli o terzo agnello” rappresenta un bellissimo esempio, e che Scialoja espone alle Biennale Veneziane del 1950, 1952, 1954 e 1964.

Scialoja soggiorna a New York nel biennio 1956 e 1957 dove avrà modo di entrare in contatto con l’action painting ed i processi automatici di derivazione surrealista; ma il ‘gesto’ totalmente libero non sarà mai proprio della sua personalità introspettiva e mai adatto a un bisogno di forma che gli è connaturato. In questo contesto nascono le “impronte”, di cui il lotto in asta è una prima lirica testominianza.

Scrive nel 1957 Scialoja: “lavoravo a Procida, in una casa di campagna, e quell’estate attraversai una serissima crisi di identità pittorica. Ogni mio intervento sulla tela inchiodata al suolo mi appariva ingiustificato e arbitrario. Così copersi la tela di nero e attesi. Per giorni e giorni mi ‘sfogavo’ spalmando colore sulle cento carte di giornale che ingombravano lo studio, finché un giorno, forse un colpo di vento, rovesciò un foglio sulla tela. Può essere che l’abbia sognato”. (da Toti Scialoja. Opere dal 1940 al 1991, catalogo della mostra alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 31 maggio-30 settembre 1991, p. 53).

“[…] la ripetizione di elementi identici (anzi: analoghi) [nelle “impronte” di Scialoja] a distanze topo-cronologiche discontinue suscita, inevitabilmente un ritmo: e codesto ritmo trae con sé la nascita, magica e impreveduta, difficilmente catalogabile ma pur sempre controllabile, perché simbolica d’un tempo emotivo: un particolare e universale tempo spazializzato” (da Gillo Dorfles, Presentazione, in Toti Scialoja, catalogo della mostra alla Galleria La Tartaruga, De Luca Editore, Roma, 16 giugno-luglio 1959, p. 167)”. Stima: 25.000€/35.000€.

SenzaRiserva è un sito amatoriale a scopo informativo e divulgativo senza finalità di lucro, neppure di carattere indiretto. Le immagini presenti sul sito sono riprodotte in forma iconica a bassissima risoluzione e degradate come previsto dalla legge. É stata inoltre richiesta autorizzazione di riproduzione e pubblicazione per le immagini e la recensione dalle fonti da cui sono state ottenute cui si rimanda con apposito link da ogni immagine e didascalia. Qualora si voglia richiedere la rimozione di una immagine è sufficiente scrivere dalla pagina contatti oppure sottomettere un commento alla recensione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *