Asta Pananti n. 118 - 15 Ottobre 2016 - Firenze, Autori del XIX e XX sec. - II Sessione - Immagini da pananti.com

Asta Pananti n. 118 – 15 Ottobre 2016 – Firenze, Autori del XIX e XX sec. – II Sessione

L’Asta n. 118 della Casa d’Aste Pananti di Firenze si terrà il giorno 15 ottobre in sessione unica alle ore 16. Approfondiamo alcuni lotti d’interesse della II sessione (Lotti n. 200-436).

Cafiero Filippelli, La Famiglia, olio su tela, 44.5x44.5, 1935
Cafiero Filippelli, La Famiglia, olio su tela, 44.5×44.5, 1935 – Lotto n. 259 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 118

Allievo di Giovanni Fattori e Galileo Chini all’Accademia di Belle Arti di Firenze il livornese Cafiero Filippelli è particolarmente apprezzato per le piccole scene di interni a luce artificiale dove mostra una raffinata capacità di raffigurazione intimista.

Al lotto n. 259 “La famiglia” un’opera davvero ben riuscita della piena maturità (Filippelli nasce nel 1889).

Pochi anni prima d’altra parte, nel 1924 e nel 1926, questo talento gli era valso la partecipazione alla Biennale di Venezia. Dopo gli anni ’50 la sua pittura perde invece smalto e lucentezza.

Filippelli fu abile anche nella pittura en plain air imparata alla scuola dei Macchiaioli, dai quali sentiva profondamente di discendere, ma non raggiunse mai in questa un successo paragonabile a quello procuratogli dalle scene domestiche degli anni ’20 e ’30. Stima: 2.500€/3.500€.

Moses Levy, Bagnanti, olio su faesite, 73x100, 1949
Moses Levy, Bagnanti, olio su faesite, 73×100, 1949 – Lotto n. 349 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 118

Altro allievo della Scuola di Nudo tenuta da Giovanni Fattori all’Accademia di Belle Arti di Firenze per l’opera al lotto n. 349 “Bagnanti”.

Moses Levy nasce a Tunisi ma si trasferisce giovanissimo in Italia. Qui sarà soprattutto il cantore di quella amatissima Versilia in cui trascorrerà frequentissimi soggiorni. Ne rappresenterà gli anni della mondanità, quando fra il 1915 ed il 1935 Viareggio e dintorni erano divenuti fervente centro culturale e teatro di joie de vivre.

Levy elabora uno stile personalissimo sulla scia delle idee degli artisti della secessione romana nei primi anni ’10. Stile dove si guarda ai macchiaioli ma anche agli effetti coloristici e vibranti d’oltralpe, il tutto percorso da una luce che richiama il calore nord africano delle sue origini.

Opera di buone dimensioni, ben realizzata e non troppo tarda. Stima: 8.000€/9.000€.

Giulio Aristide Sartorio, Il cavatore, matita su carta riportata su tavola, 48x65.5, 1902
Giulio Aristide Sartorio, Il cavatore, matita su carta riportata su tavola, 48×65.5, 1902 – Lotto n. 358 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 118

Pittore, scultore, scrittore, regista, Giulio Aristide Sartorio è stato una figura di rilievo nel panorama artistico romano a cavallo fra otto e novecento.

Amico di poeti ed intellettuali (su tutti D’Annunzio e Michetti), fu pittore verista dotato di incredibile talento e capacità nel disegno (evidente al lotto n. 358 “Il cavatore”). Amava anche i soggetti in stile liberty e di derivazione letteraria.

Sartorio fece parte del cosiddetto Gruppo dei Venticinque pittori della campagna romana, costituitosi nel 1904. Nel gruppo coesistevano personalità dagli stili assai diversi ma tutte accomunate dalla passione per la pittura dal vero e contrarie alla pittura di maniera.

Sue opere sono alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Milano. Stima: 3.500€/4.500€.

Antonio Possenti, Autoritratto con imitatori, olio su tavola, 40x30
Antonio Possenti, Autoritratto con imitatori, olio su tavola, 40×30 – Lotto n. 385 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 118

L’inesauribile fantasia dell’artista lucchese Antonio Possenti al lotto n. 385 “Autoritratto con imitatori”.

Artista purtroppo recentemente scomparso Possenti è stato un uomo coltissimo che ha fatto della figurazione il pretesto per un racconto ininterrotto fra fiabesco, umano e metafisico.

Pittura surreale che ha la magia dell’infantile, la profondità della poesia e il fascino dell’elitario. Pittura nella quale ogni opera annulla i confini fra autobiografia, memoria, cultura e sogno.

C’è la sua piazza al lotto n. 385, Piazza dell’Anfiteatro a Lucca. Dietro di lui e al contempo dentro, le maschere di una vita, i fantasmi, reali, sognati delle proprie passioni e paure. Stima: 1.500€/2.500€.

Gianni Bertini, Quai des brumes, acrilico e tecnica mista su tela, 58x50, 1982
Gianni Bertini, Quai des brumes, acrilico e tecnica mista su tela, 58×50, 1982 – Lotto n. 392 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 118

Gianni Bertini è stato uno dei rappresentanti italiani della cosiddetta Mec-Art (assieme a Mimmo Rotella, Aldo Tagliaferro, Elio Mariani, Bruno di Bello), movimento nato in Francia alla metà degli anni ’60, ispirato dal critico Pierre Restany.

Questi artisti svolgono una ricerca sull’uso e la funzione dell’immagine fotografica nella società contemporanea con esiti vicini alla pop art. Da quest’ultima li distingue un maggiore intento ironico e di polemica contro la moderna società dei consumi e al contempo un ‘concettualismo’ che riflette sul valore stesso dell’artista e del messaggio artistico.

L’opera al lotto n. 392 non propone immagini mass-mediali. Si tratta di tele che Bertini realizza spesso dagli anni ’80, abitate da ombre e profili anonimi in situazioni ‘meccaniche’, imprigionate nella realtà. Opera esteticamente piacevole. Stima: 4.500€/6.500€.

Alfredo Chigine, La barca, olio su tela, 45x55, 1960
Alfredo Chigine, La barca, olio su tela, 45×55, 1960 – Lotto n. 393 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 118

Ha 46 anni l’artista milanese Alfredo Chigine quando gli viene assegnata una sala personale alla XXX edizione della Biennale di Venezia.

È proprio l’anno in cui dipinge l’opera al lotto n. 393 “La barca”, il 1960.

Chigine vive come scultore negli anni ’50 la diatriba fra astrattisti e realisti, ma alla metà del decennio abbandona la scultura e si dedica interamente alla pittura con uno stile che presto si avvia all’informale.

L’opera al lotto n. 393 appartiene alla prima serie importante di opere di Chigine dette “masse cromatiche”. In esse un gusto coloristico caldo e pacato d’impronta lombarda s’accompagna ad un evidente spessore plastico. La luce soffonde la tela di una intensa spiritualità che pare trasfigurare la forma in una estatica ricerca del sé.

Seguirà a questa la serie delle “sinopie di forme” dove l’aspetto segnico-gestuale e un certo primitivismo, già in nuce, avranno il sopravvento. Stima: 3.500€/4.500€.

Gualtiero Nativi, Astratto, olio su faesite, 80x64.5, 1958
Gualtiero Nativi, Astratto, olio su faesite, 80×64.5, 1958 – Lotto n. 400 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 118

I primi dipinti aniconici del pistoiese Gualtiero Nativi risalgono al 1947.

Esponente dell’astrattismo classico con Berti, Nuti, Monnini, Saetti dal 1950 caratterizza le opere attraverso l’impiego di una frammentazione di rettangoli a colori contrastanti che imprimono forza ed energia alla materia pittorica. Energia che tuttavia il pittore organizza, pesando l’esplosività del reale e misurandone i rapporti.

Recita il punto 5 del Manifesto dell’Astrattismo Classico: “la logica conseguenza stilistica, maturatasi in una più chiara coscienza morale, dei movimenti interventistici dell’arte moderna è l’astrattismo classico. In esso si può cogliere la fine della volontà di distruzione dell’oggetto e l’inizio di un intervento attivo e costruttivo, di una integrazione del reale. Esso crea un mondo, e i rapporti morali che esso postula sono chiaramente leggibili, la sua funzionalità non è che la volontà di rendere chiari e dominabili i sentimenti, il suo impegno sociale è risolto nell’espressione” (testo di Ermanno Migliorini).

Opera piena d’energia e perfettamente equilibrata, ancora vibrante del fervore di quegli anni e di quelle idee (lotto n. 400 “Astratto”). In seguito l’artista avrà una produzione più ‘curata’ ma in un certo qual modo anche più fredda. Stima: 7.000€/8.000€.

Mario Sironi, Composizione con cavallo e cavaliere, tempera su carta riportata su tela, 34.5x26.5
Mario Sironi, Composizione con cavallo e cavaliere, tempera su carta riportata su tela, 34.5×26.5 – Lotto n. 426 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 118

Due opere di uno degli artisti forse più grandi del nostro Novecento ai lotti n. 426 “Composizione con cavallo e cavaliere” e n. 427 “Composizione”.

Mario Sironi nasce a Sassari nel 1885 in una famiglia di artisti (architetti, musicisti). Studia a Roma all’inizio del secolo dove viene a contatto con i principali esponenti del futurismo, in particolare Boccioni e Severini.

Nel 1920 firma il Manifesto futurista. Contro tutti i ritorni in pittura che contiene già in nuce tutte le istanze del movimento Novecento del critico d’arte Margherita Sarfatti, collaboratrice e amante di Mussolini.

Nel 1924 Sironi espone alla Biennale Veneziana con questo gruppo, nel clima di ritorno all’ordine post-bellico che ha per ispirazione le forme della classicità.

Mario Sironi, Composizione, tempera su carta, 22x28
Mario Sironi, Composizione, tempera su carta, 22×28 – Lotto n. 427 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 118

Seguiranno gli anni della pittura murale, arte “sociale per eccellenza” come affermò l’artista stesso. In essa si è espressa forse al meglio la grammatica originalissima del pittore.

Una “manifestazione artistica illustrativa eccezionalmente originale e potente” come ebbe a dire Boccioni e al contempo “un’arte di sintesi e di semplificazione estrema” come ben ha evidenziato la Sarfatti.

E anche in queste due opere in asta, probabilmente tarde, c’è questa forza di semplificazione primitiva, la percezione simbolica dell’energia di una collettività. Forza sempre sottesa dall’animo tormentato dell’artista che sembra cercare sicurezza, attraverso il bianco e nero del grigiore dell’esistenza, nella metafisica delle cose note, delle mute presenze umane. Stima: 3.000€/4.000€ per il lotto n. 426 e 3.000€/5.000€ per il lotto n. 427.

Ottone Rosai, Quattro figure, olio su tela, 70x49.7, 1947
Ottone Rosai, Quattro figure, olio su tela, 70×49.7, 1947 – Lotto n. 435 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 118

“Quattro figure” di un altro artista tormentato, Ottone Rosai, al lotto n. 435.

Un demone oscuro ha guidato l’animo di questo grande pittore spentosi a Ivrea nel 1957. Demone che probabilmente si origina dal suicidio del padre, morto affogato in Arno a causa di debiti quando Ottone era giovanissimo. Morte per la quale il nostro si sentì sempre responsabile.

Seguirono l’impegno interventista, l’anticlericalismo, le gesta da ‘teppista’ dei bollenti spiriti del suo animo repubblicano, perché Rosai era uomo che si cimentava col reale.

E pur cimentandosi la sua arte è lontanissima dai fasti della retorica futurista, dai voli pindarici degli aeropittori. La pittura di Rosai è prima di tutto pittura esistenziale, di un uomo che parla con se stesso. È la storia di una dedizione in cui si testimonia la semplicità e la pochezza degli uomini e delle cose di fronte all’immane tragedia dell’esistenza. Le vie di Firenze di Rosai sono soffocanti, i personaggi muti e senza parole, i nudi violenti e belli, i vecchi tragici, scuri e brutti, fragili come sono gli uomini, bellissimi come sono gli uomini. Stima: 10.000€/15.000€.

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