Asta Pananti n. 115 – Firenze, Arte Moderna e Contemporanea

Sabato 28 maggio 2016, presso la sede fiorentina della Casa d’aste Pananti, si terrà l’Asta di Arte Moderna e Contemporanea. Asta che presenta alcune opere importanti degli artisti della Scuola di Piazza del Popolo, opere storiche del futurismo ed una bellissima serie di tecniche miste di Pino Pascali. Segnaliamo alcuni fra i lotti a nostro parere interessanti.

Massimo Kaufmann, Senza titolo, olio su tela, 50x50, 2008
Massimo Kaufmann, Senza titolo, olio su tela, 50×50, 2008 – Lotto n. 98 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 115

Massimo Kaufmann è un artista della nuova ‘Scena Emergente’ documentata nella celebre mostra al Museo Pecci di Prato nel 1990.

Artista eclettico, sperimentatore su vari media, ha trovato una particolare declinazione nel riuso della tecnica del puntinismo dove al nuclearismo di base ed al costruttivismo delle forme geometriche (cerchio e quadrato) ha unito una ricerca di movimento sia percettivo, nel colore, che nell’organicismo delle forme (lotto n. 98 “Senza titolo”).

Celebre una sua opera “The Golden Age” acquistata dal MAMbo nel 2008 dove l’artista rilegge il paesaggio urbano newyorkese attraverso l’impiego di questa tecnica: il risultato è un cielo, una nebulosa in movimento che fa riflettere sui concetti di origine ed esistenza, con atmosfere cromatiche che descrivono ed indagano le metamorfosi della natura. Stima: 2.000€/3.000€.

Baccio Maria Bacci, Il tegame giallo, olio su cartoncino riportato su tavola, 33.5x48
Baccio Maria Bacci, Il tegame giallo, olio su cartoncino riportato su tavola, 33.5×48 – Lotto n. 105 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 115

Un bell’esempio della pittura giovanile di Baccio Maria Bacci, artista fiorentino (1888-1974) al lotto n. 105 “Il tegame giallo”.

Insofferente agli insegnamenti accademici fiorentini, ebbe per maestri Giovanni Fattori e Adolfo De Carolis, la sua prima formazione si ispira ai modelli europei picassiani e cézanniani per poi orientarsi al futurismo, interpretato in maniera personale, prima dell’inizio della prima guerra mondiale, a cui partecipa.

Come ha ben evidenziato Ragghianti in un testo del 1967 la sua opera giovanile, di stampo internazionale e futurista, denota un certo “costruttivismo… che accoglie ed elabora nelle sue marcate strutture un empito cromatico di relazione ‘espressionista’”. Stima: 5.000€/7.000€.

Pippo Rizzo, Manifesto (Palermo - Roma, Roma - Palermo), tempera su tela, 130.5x96
Pippo Rizzo, Manifesto (Palermo – Roma, Roma – Palermo), tempera su tela, 130.5×96 – Lotto n. 116 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 115

Capofila del futurismo siciliano il corleonese Pippo Rizzo al lotto n. 116 “Manifesto (Palermo – Roma, Roma – Palermo)”.

Fu tra gli organizzatori insieme a Marinetti dell’Esposizione nazionale futurista a Palermo nel 1927 e sicuramente i primi riferimenti di questa sua produzione sono da individuarsi in Balla e Carrà.

Già sul finire degli anni ’20 però la sua grammatica si avvicina al linguaggio ‘novecentista’, l’artista semplifica le forme e l’immagine si fa celebrativa e monumentale. Ed è la cifra stilistica più genuina di Rizzo, definito “nomade dell’arte” in un testo a lui dedicato curato da Anna Maria Ruta: l’artista adotta il lessico della cultura figurativa del suo tempo, in bilico fra grafica pubblicitaria e manifesto popolare, e spesso, come in questo caso, ottiene un risultato di notevole suggestione. Stima: 12.000€/14.000€.

Giulio D'Anna, Evoluzioni, tempera su carta, 40x28, 1930
Giulio D’Anna, Evoluzioni, tempera su carta, 40×28, 1930 – Lotto n. 117 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 115

Altro artista siciliano, Giulio D’Anna, gravitò intorno al mondo culturale palermitano degli anni ’20 del novecento.

Venuto a contatto con l’ambiente futurista alla Libreria Principato di Messina, dove conobbe Depero, si mantenne fedele per tutta la vita ai principi pittorici del movimento sposandone il culto della modernità, del dinamismo e della velocità. Per questo fu sostenuto e coinvolto in varie iniziative da Marinetti stesso e fu il primo siciliano a partecipare alla Biennale di Venezia del 1934.

Fu soprattutto aeropittore, ed ebbe una predilezione particolare per il soggetto aereo, di cui il lotto n. 117 “Evoluzioni” è un piccolo esempio, che gli consentiva, come ammesso dal pittore stesso, di evadere idealmente dalla realtà della libreria di famiglia cui per gran parte della vita fu costretto dall’attività familiare (si parla della famosa casa editrice D’Anna). Stima: 1.800€/2.500€.

Pino Pascali, Moby Dick, tecnica mista su cartoncino, 23x50, 1964
Pino Pascali, Moby Dick, tecnica mista su cartoncino, 23×50, 1964 – Lotto n. 122 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 115

Opera grafica per un soggetto amato da molti “Moby Dick” la tecnica mista di Pino Pascali al lotto n. 122.

Bellissima la serie di opere dell’artista presentata in quest’asta 115 che consente di ricordare come Pino Pascali collaborò dagli anni ’50  a Roma con la RAI come scenografo e poi, dal 1958, con Sandro Lodolo per la Lodolo Film, casa di produzione di film d’animazione, spot pubblicitari, sigle e caroselli per la tv.

Non si tratta dei cicli delle celebri armi da guerra o delle installazioni dei “perfetti simulacri” che collocano l’artista genericamente nell’ambito della pop art, dell’arte povera o della land art ma sono opere che mettono bene in luce la caratteristica principale dell’arte di Pascali: l’ironia, il gusto per l’inganno, la dimensione ludica dell’arte, nella consapevolezza che “sedurre è morire come realtà e riprodursi come gioco illusionistico” (Baudrillard). Stima: 10.000€/15.000€.

Ottone Rosai, Figure al caffè, olio su cartone, 99x70, 1946
Ottone Rosai, Figure al caffè, olio su cartone, 99×70, 1946 – Lotto n. 149 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 115

C’è tutta l’umanità sofferente di Ottone Rosai al lotto n. 149 “Figure al caffè”, olio su cartone.

Dipinto di buone dimensioni, con una resa cromatica che a volte in Rosai risulta meglio riuscita su cartone che su tela, rivela una pennellata abbastanza corposa e curata, tipica degli anni ’40, che tenderà invece a farsi più frettolosa dagli anni ’50 in poi.

Un bel dipinto con le classiche figure di schiena che guardano un vicolo senza vie di fuga per chi ha la sensibilità per apprezzare la pittura di questo grande artista fiorentino, negli ultimi anni penalizzato dal mercato, ma che a pieno titolo fa parte della storia del nostro novecento italiano. Stima: 9.000€/12.000€.

Zoran Music, Suite byzantine, olio su tela, 50x65, 1958
Zoran Music, Suite byzantine, olio su tela, 50×65, 1958 – Lotto n. 152 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 115

Nato nei pressi di Gorizia nel 1909 Zoran Mušič ha espresso una pittura sempre tesa fra formale informale, fortemente influenzata dall’esperienza della deportazione nel campo di concentramento di Dachau durante la seconda guerra mondiale.

Non insensibile alle influenze astratte nella formulazione di un linguaggio che gli consentisse di descrivere il mondo, la sensibilità dell’artista mira però sempre alla rappresentazione di un’essenza, al richiamo di una memoria, a un contatto col reale, talvolta semplicemente descritto in un paesaggio del Carso e della Dalmazia o nei suoi celebri cavallini.

Dopo la guerra elesse a propria residenza Venezia dove fu fortemente influenzato dalla cultura bizantina, e rimase impressionato dalla visione dei mosaici e delle icone, tracce per Mušič di una presenza divina.

È questa luce sacra, quasi emanata da un’ordine sacro, che sembra intuirsi al lotto n. 152 “Suite byzantine”: “una luce che assorbe l’ossatura e la fonde in una struttura nuova; asilo di cristalli moventisi, di liquidi, di fiamme, dove si agita indefinitamente, raddoppiata dai riflessi dell’acqua, la bilancia dei pesi e delle sostanze”. Stima: 20.000€/25.000€.

Gianni Dova, Madre e figlio, olio su tela, 40x50
Gianni Dova, Madre e figlio, olio su tela, 40×50 – Lotto n. 168 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 115

Passato dallo spazialismo al movimento nucleare nel corso degli anni ’50 del novecento Gianni Dova trova un suo linguaggio personale negli anni ’60.

Si tratta di uno stile che non rinuncia alla figurazione, con influssi surrealisti ed espressionisti, che popola la tela di esseri zoomorfi, soprattutto uccelli, dei quali l’artista indaga e stravolge la morfologia in un tentativo di catturare il dinamismo ed il divenire organicistico della materia vivente in una metafora che genera e suggerisce corrispondenze nel rapporto fra creazione artistica, generazione e fisicità, come in questa dolcissima opera “Madre e figlio” al lotto n. 168Stima: 7.000€/8.000€.

Franco Angeli, Marionette, olio e smalto su tela, 90x90
Franco Angeli, Marionette, olio e smalto su tela, 90×90 – Lotto n. 187 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 115

Uno degli artisti ‘maledetti’ della scuola di Piazza del Popolo al lotto n. 187 “Marionette”.

Dopo un’inizio di carriera improntato all’astrattismo materico alla Burri con l’utilizzo di calce, garze, smalti e impronte; il suo linguaggio si formalizza negli anni ’60 in una interpretazione ‘italiana’ della pop art americana. Angeli utilizza nelle sue opere simboli decontestualizzati quali la lupa capitolina, il dollaro americano, la svastica e la falce e martello, simboli che carica di valenze e messaggi spesso multiformi e pregni di emotività.

Negli anni ’80 lo stile tende ad una maggiore figuratività ed anche il numero dei soggetti si amplia: marionette, aerei, obelischi, piramidi assorti a metafore esistenziali di concetti astratti, eventi della memoria o simboli ironici dell’esistenza e dell’artista stesso, come nel caso delle marionette. Stima: 4.000€/6.000€.

Tano Festa, Un cielo solo per Anna, smalti su tela, 49x60, 1971
Tano Festa, Un cielo solo per Anna, smalti su tela, 49×60, 1971 – Lotto n. 200 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 115

Bell’esempio, anche se non molto grande, facente parte del ‘ciclo dei cieli’ di Tano Festa, un’altro degli artisti romani di Piazza del Popolo, al lotto n. 200 “Un cielo solo per Anna”.

Ciclo iniziato da Festa a New York nel 1966, che allo stesso tempo manifesta la necessità dell’artista di ridurre una distanza che l’utilizzo di ‘legni’ quali soglie e ante di finestre interponeva al raggiungimento di un’essenza metafisica, e lo porta a riavvicinarsi ad un aldiquà puramente terreno con l’introduzione di citazioni e riferimenti personali, come in questo caso la lettera “A” di questo “cielo solo per Anna”. Stima: 10.000€/15.000€.

Emilio Scanavino, Senza titolo, olio su cartone riportato su tela, 35x50, 1960
Emilio Scanavino, Senza titolo, olio su cartone riportato su tela, 35×50, 1960 – Lotto n. 253 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 115

Un Emilio Scanavino del 1960 al lotto n. 253 “Senza titolo”.

Olio riportato su tela, di dimensioni medio-piccole, non è forse un’opera esteticamente riuscita come in altri casi ma ben rappresenta la fase evolutiva e la sensibilità dell’artista all’epoca.

Si tratta inoltre delle opere maggiormente ricercate dal mercato per datazione, opere in cui il linguaggio, pur già molto personale, ha caratteristiche che lo avvicinano al gesto tachista, al nuclearismo e genericamente all’informale europeo. Stima: 7.000€/8.000€.

Victor Vasarely, Gestalt-Emer, acrilico e smalto su tavola, 63x58.5, 1970-1988
Victor Vasarely, Gestalt-Emer, acrilico e smalto su tavola, 63×58.5, 1970-1988 – Lotto n. 282 – Immagine da pananti.com – Asta Pananti n. 115

“Gestalt-Emer” lotto n. 282 è un soggetto tipico del grande artista ungherese Victor Vasarely, caposcuola della op art.

Consacrato internazionalmente nella mostra “Responsive Eye” al Museum of Modern Art di New York nel 1965, l’artista ha prodotto vari cicli nel corso della sua attività, cicli che indagano molteplici aspetti della percezione dello spettatore rispetto all’opera d’arte, dal colore, alla scomposizione delle forme geometriche fino alla tridimensionalità, come è ben evidente in questo lotto.

Dagli anni ’70 le strutture spaziali e geometriche si fanno inoltre più rigide pur nell’ampliamento della varietà delle figure impiegate.

L’obiettivo è il raggiungimento di una unità plastica che l’artista ha spiegato nel modo seguente in un testo del 1955 e che ben si adatta al lotto n. 282: “due forme-colori formano l’unità plastica, vale a dire l’unità di quella creazione artistica: e la persistente, onnipresente dualità viene finalmente riconosciuta inscindibile”. Stima: 35.000€/40.000€.

Asta Farsetti n. 176 – Prato, Arte Moderna e Contemporanea

Venerdì 27 e sabato 28 maggio 2016 nella sede storica Farsetti di Prato si terranno la prima e la seconda sessione dell’Asta di Arte Moderna e Contemporanea della Casa d’Aste Farsettiarte.

Le due sessioni sono ricchissime di lotti (in totale 601), con opere anche importantissime (De Chirico, Savinio, Manzoni, Castellani, Bonalumi solo per citarne alcuni). La recensione è dunque necessariamente non esaustiva e non tratta molti dei top lots. Segnaliamo e approfondiamo alcuni lotti di nostro interesse considerati, per forza soggettivamente, bellezza, anno, artista e stima.

Vinicio Berti, Guardare in alto (Solidamente), acrilico su tela, 120x80, 1990
Vinicio Berti, Guardare in alto (Solidamente), acrilico su tela, 120×80, 1990 – Lotto n. 126 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Tra i fondatori e i rappresentanti principali dell’astrattismo classico il fiorentino Vinicio Berti ne firma il manifesto nel 1950.

Coevo ai movimenti astratti dell’epoca, Forma 1 a Roma e M.A.C. (Movimento Arte Concreta) a Milano, diversamente da questi il gruppo fiorentino rivendica la necessità dell’impegno sociale dell’artista e dell’opera d’arte e sostiene che l’arte non è teoria ma prassi.

Berti porterà avanti questa convinzione lungo tutto lo svolgersi della sua attività che negli ultimi anni di vita verte intorno al ciclo dei “Guardare in alto”, di cui il lotto n. 126 “Guardare in alto (Solidamente)” è un bell’esempio; ciclo caratterizzato da forme e blocchi di natura costruttivista, seppur delineati con tratto energico e istintivo, a suggerire il senso di una volontà ideologica che guarda al futuro in modo al contempo pragmatico ed idealista. Stima: 1.500€/2.000€.

Antonio Corpora, Senza titolo, olio su tela, 50.5x61, 1951
Antonio Corpora, Senza titolo, olio su tela, 50.5×61, 1951 – Lotto n. 144 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Un Antonio Corpora, olio su tela, “Senza titolo” del 1951 al lotto n. 144.

Si tratta della prima pittura astratta di Corpora, che all’epoca si muove fra Roma e Parigi. È una pittura che Lionello Venturi definisce “astratto concreta” e che non si riduce né a un puro astrattismo né a un lontano realismo.

Solo nella seconda metà degli anni ’50 Corpora si libererà dall’influenza cubista, in questa opera ancora evidente, pur nella libertà di trattamento, per acquisire un linguaggio puramente personale dalle forme e dalle immagini più soffuse e sognanti create con una splendida, fin dalle origini, resa coloristica. Stima: 3.500€/5.500€.

Antonio Possenti, Öland und Gotland, tecnica mista su carta nautica, 85x100, 1997
Antonio Possenti, Öland und Gotland, tecnica mista su carta nautica, 85×100, 1997 – Lotto n. 192 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Miti e leggende si confanno all’immaginario poetico del pittore lucchese Antonio Possenti come i suoi personaggi e animali fantastici, letterari e del mito trovano naturale collocazione nelle carte nautiche su cui spesso l’artista sbizzarrisce la sua fantasia.

“Öland und Gotland” al lotto n. 192 oltre a essere un’opera bella e di buone dimensioni, è una opportunità per il collezionista che ama le sfide culturali, per chi ama leggere riferimenti ed ascoltare storie.

E questa volta la storia parla di balene e uragani, di miti e leggende di due isole della Svezia, Öland e Gotland, luoghi che rimandano alla nostra storia, agli albori della civiltà europea, in particolare ai luoghi d’origine di coloro che saranno i protagonisti delle invasioni barbariche. Stima: 3.000€/5.000€.

Emilio Scanavino, Alfabeto senza fine 9, tecnica mista su cartoncino, 50x50, 1974
Emilio Scanavino, Alfabeto senza fine 9, tecnica mista su cartoncino, 50×50, 1974 – Lotto n. 204 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Il lotto n. 204 “Alfabeto senza fine 9” del ligure Emilio Scanavino si colloca nella tipica produzione dell’artista degli anni ’70.

Nel ‘rifugio’ di Calice Ligure la sua pittura si semplifica e introduce sempre più frequentemente strutture a griglia e/o geometrie, in un tentativo d’oggettivazione formale e concettuale della pittura e del mondo stesso oggetto di rappresentazione.

I colori tendono ormai alla monocromia, al bianco e al nero. La sofferenza insita nei suoi tipici graffi e nelle sue tramature si ancora alle geometrie o ne viene inquadrata: c’è come la consapevolezza di una pacificata sconfitta, un’accettazione d’annegamento e d’afasia che rende un unicum interiorità, metafisica e paesaggio. Stima: 1.500€/2.500€.

Davide Nido, Fuoriorbita, colle siliconiche su tela, 60x60, 2005
Davide Nido, Fuoriorbita, colle siliconiche su tela, 60×60, 2005 – Lotto n. 278 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Un “pittore scultore” si definiva, ne parliamo purtroppo al passato di lui giovanissimo (classe 1966), Davide Nido. Formatosi alla scuola di Luciano Fabro e soprattutto Aldo Mondino, Nido è difficilmente ascrivibile a una corrente artistica.

Il suo è un linguaggio molto personale, che ha trovato la sua massima espressione nell’uso delle colle a caldo.

Non del tutto informale con richiami alla op art e sconfinamenti nel new pop Nido sembra piuttosto scoprire e sperimentare continuamente configurazioni di forme e colore che derivano allo stesso tempo sia dall’osservazione del mondo naturale sia dall’indagine del subconscio e della percezione. Stima: 6.000€/9.000€.

Luca Pignatelli, Treno, acrilico su telone di copertura di vagone ferroviario, 105x170, 2011
Luca Pignatelli, Treno, acrilico su telone di copertura di vagone ferroviario, 105×170, 2011 – Lotto n. 310 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Luca Pignatelli vive e lavora a Milano dove è nato nel 1962. ‘Scoperto’ alla Galleria Poggiali e Forconi di Firenze nel 2003 viene chiamato a rappresentare “La nuova scena artistica italiana” alla la Biennale di Venezia.

Le sue opere più caratteristiche rappresentano bombardieri B52, vedute di New York e Pompei, Afroditi e appunto treni (lotto n. 310 “Treno”) dipinti su caratteristici teloni usati una volta nei depositi ferroviari.

La pittura di Pignatelli è una pittura della memoria, di resistenza, evocativa, dove il tempo è annullato ed il passato e il presente si compenetrano vicendevolmente. Sembra quasi che ogni telone, consumato dal tempo, a volte rammendato dall’artista, contenga già in sé un vissuto che l’artista ha solo aiutato ad emergere. Opera di dimensioni importanti ma non eccessivamente grande come usuale per Pignatelli. Stima: 20.000€/30.000€.

Emilio Scanavino, Tramature, olio su tela applicata su tavola, 60x60
Emilio Scanavino, Tramature, olio su tela applicata su tavola, 60×60, 1979 – Lotto n. 326 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

“Tramature” di Emilio Scanavino al lotto n. 326.

Si tratta di un importante olio su tela applicata su tavola del 1979.

Opera tarda, ma di grande qualità, con il tipico fondo rosso in alcuni cicli degli anni ’70 ed ’80 che spesso  si ispirano e rappresentano elementi zoomorfi e del mondo naturale quali larve, insetti ed in generale ‘bestiari’.

In quest’opera tramature come ragnatele scendono dall’alto su un monocromo rosso, in una metafora allo stesso tempo esistenziale e probabilmente personale (nel 1971 Scanavino ebbe una grave emorragia cerebrale). Stima: 14.000€/20.000€.

Gualtiero Nativi, Incastri, Olio su carta applicata su tela, 39x68, 1948
Gualtiero Nativi, Incastri, Olio su carta applicata su tela, 39×68, 1948 – Lotto n. 354 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Un altro dei firmatari del manifesto dell’astrattismo classico del 1950, il pistoiese Gualtiero Nativi (lotto n. 354 “Incastri”).

Opera storica del 1948, quando Nativi era impegnato nelle attività del gruppo fiorentino “Arte d’Oggi” comprendente anche Vinicio Berti, Mario Nuti, Alvaro Monnini e Bruno Brunetti, ancora la rappresentazione non reca evidente l’impronta ideologica marxista (con le tipiche chiavi e i caratteristici blocchi) ma già esemplifica il rigore astratto che ben descriverà Enrico Crispolti a proposito dell’opera dell’artista: “una declinazione in filtro mentale, una ricerca di estrema contenutezza nella costruzione dei rapporti, degli equilibri, delle forme e degli elementi negli spazi. Una volontà e capacità estrema (‘capacità critica’ la chiamava Migliorini) di controllo, che nella perfezione delle connessioni delle forme e delle valenze cromatiche esprime un rigore di razionalità, una concentrazione, una moralità che esce dai confini dell’opera”. Stima: 4.500€/6.500€.

Getulio Alviani, Senza titolo, alluminio su tavola, 88x88 diagonale, 1975/1976
Getulio Alviani, Senza titolo, alluminio su tavola, 88×88 diagonale, 1975/1976 – Lotto n. 365 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Una delle superfici a testura vibratile realizzate fin dagli anni ’60 di Getulio Alviani al lotto n. 365.

Rappresentante e protagonista della scena italiana ed internazionale dell’arte programmata e gestaltica ottenne riconoscimento proprio con opere come questa in cui l’accostamento dei piani in alluminio ed acciaio genera strutture di immagini cangianti a seconda del punto di vista e della rifrazione della luce.

Derivando dal Bauhaus la lezione concretista, Alviani crea l’opera secondo rapporti di geometria elementare, in un tentativo di organizzazione razionale che vuole essere anche una mimesi desiderata della conformazione della realtà sociale. Stima: 55.000€/75.000€.

Antonio Sanfilippo, Senza titolo, tempera su tela,65x80, 1955
Antonio Sanfilippo, Senza titolo, tempera su tela, 65×80, 1955 – Lotto n. 372 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Maestro dell’astrattismo informale il siciliano Antonio Sanfilippo diverrà negli anni ’60 uno degli artisti più conosciuti dell’astrattismo italiano nel panorama internazionale.

Se è vero che il suo segno distintivo fatto di nuvole di segni dai timbri coloratissimi si svilupperà al meglio solo nel corso di quegli anni, già in questo lotto n. 372 “Senza titolo” si può notare un processo di agglomerazione del segno nello spazio molto personale pur nelle soluzioni formali tipiche delle esperienze di Forma 1 e del movimento nucleare. Stima: 28.000€/36.000€.

Michelangelo Pistoletto, Mollette, Serigrafia su acciaio inossidabile lucidato a specchio, es. 134/200, 100x70
Michelangelo Pistoletto, Mollette, Serigrafia su acciaio inossidabile lucidato a specchio, es. 134/200, 100×70 – Lotto n. 381 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Una serigrafia tirata a 200 esemplari il lotto n. 381 di Michelengelo Pistoletto “Mollette”.

Per noi una delle serie più poetiche dell’arte povera e concettuale dell’artista biellese, sul caratteristico supporto di acciaio inossidabile lucidato a specchio.

Le mollette se ne stanno appese come anime, singole esistenze che resistono flebilmente su un filo riflesse in uno specchio che consente anche allo spettatore di entrare a far parte dello spazio/tempo dell’opera.

Perché il cronotopo qui è appunto uno spazio/tempo senza spazio e tempo, universale, quello che sempre dovrebbe essere l’arte.

Opera forse dalla stima un po’ alta vista la tiratura ma comunque bellissima. Stima: 15.000€/22.000€.

Achille Perilli, Lo sguardo nel vuoto, olio su tela, 50x40, 1971
Achille Perilli, Lo sguardo nel vuoto, olio su tela, 50×40, 1971 – Lotto n. 393 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Opera storicamente significativa di Achille Perilli al lotto n. 393 “Lo sguardo nel vuoto”, del 1971.

Propio alla fine degli anni ’60 Perilli elabora il proprio particolare linguaggio pittorico: il suo stile ‘informale’ si fa più rigido, l’artista utilizza forme geometriche (trapezi e parallelepipedi) che dispone nello spazio e sul piano articolandole in configurazioni irregolari, in un certo qual modo irrisolte.

Immagini caleidoscopiche che invitano chi guarda a decifrare se stesso e il mondo, ad analizzare, ragionare, intuire, dare spazio alle proprie sensazioni e alle proprie contraddizioni.

Forse la migliore definizione, o meglio etichetta, data all’opera di Achille Perilli è quella di “irrazionale geometrico”. Stima: 8.000€/14.000€.

Valerio Adami, Senza titolo, acrilico su carta applicata su tela, 53x68
Valerio Adami, Senza titolo, acrilico su carta applicata su tela, 53×68 – Lotto n. 398 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Artista di caratura internazionale il bolognese Valerio Adami (classe 1935) al lotto n. 398 “Senza titolo”. Lo stile dell’artista non rientra esattamente nelle nostre corde (anche noi abbiamo delle preferenze) ma in questo caso la composizione è ben bilanciata ed il soggetto piacevole.

E lo stile è quello caratteristico di Adami, fumettistico, con chiaro riferimento agli stilemi della Pop Art americana e in particolare a Roy Lichtenstein: non solo nella esecuzione a campiture piatte e forme dai contorni neri ma anche nei soggetti, spazi banali e oggetti comuni della modernità (televisore, vasca), che comunque Adami dissacra in modo originale con inserimenti inaspettati, come in questo caso, probabilmente degli indiani con evidente riferimento ironico alla storia americana. Stima: 14.000€/22.000€.

Achille Perilli, L'amore nel girotondo, tecnica mista su carta, 57x76, 1969
Achille Perilli, L’amore nel girotondo, tecnica mista su carta, 57×76, 1969 – Lotto n. 400 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

“L’amore nel girotondo” (lotto n. 400) di Achille Perilli è una delle opere che potrebbe riassumere la produzione ed il linguaggio dell’artista negli anni ’60.

In queste opere Perilli riesce a conciliare spazio, tempo ed energia. Lo spazio sono i riquadri in cui suddivide la tela, contraddistinti da colori scintillanti; il tempo è una declinazione di forme e colori nella linearità degli stessi riquadri. L’energia invece sono tratti, già irrazionalmente geometrici, che graffiano le campiture e si definiscono in gesti e segni d’immaginazione pittorica.

C’è insomma una volontà demiurgica dell’artista, una furia di stampo ‘tachista’ ma che già cerca di organizzarsi. E la linea racconta storie universali. Stima: 4.000€/7.000€.

Tano Festa, La voce del vento, smalto su tavola, 162x130, 1972
Tano Festa, La voce del vento, smalto su tavola, 162×130, 1972 – Lotto n. 423 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Bellissimo cielo di Tano Festa al lotto n. 423 “La voce del vento”.

Festa inizia la serie dei ‘cieli’ nel 1966 quando si trova a New York, ciclo che di lì a poco presenterà alla galleria Schwarz a Milano.

I lotto 423 è un po’ più tardo ma ben comunica l’esigenza dell’artista manifestato nei primi anni ’70 verso una maggiore libertà espressiva, un desiderio di contatto puro col reale che non fosse mediato da finestre e cornici, una rappresentazione insomma del noumeno stesso dell’idea, dell’idolo che aveva precedentemente parafrasato nelle sue stanze, finestre e armadi ciechi.

Il pittore ormai intuisce e basta, non formalizza e ascolta la voce del vento. Stima: 22.000€/30.000€.

Emilio Vedova, Oltre, Pittura su cartone applicato su tela, 81.5x59.6, 1988
Emilio Vedova, Oltre, Pittura su cartone applicato su tela, 81.5×59.6, 1988 – Lotto n. 437 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Emilio Vedova è sicuramente il più noto rappresentante italiano della gestualità informale, presente in Musei di tutto il mondo.

Formatosi alla scuola dell’action painting insieme a Jackson Pollock, Franz Kline, Sam Francis, De Kooning; Vedova fu uno sperimentatore: dipinse su vari supporti anche realizzando costruzioni in legno, ferro, cartone, vetro e veri e propri ambienti. Da questo punto di vista il suo fu un gesto anche spaziale e d’azione sulla realtà.

Il lotto n. 437, pur un po’ tardo (1988), è ben riuscito e trasmette con una semplice monocromia la forza d’azione dell’artista e una incisiva, distorta prospettiva spaziale, come una spirale che avvolga e risucchi  lo spettatore nella potenza del suo vortice. Stima: 35.000€/45.000€.

Alberto Biasi, Dinamica circolare (Scudo), rilievo in pvc su tavola dipinta ad acrilico, 1962-1978
Alberto Biasi, Dinamica circolare (Scudo), rilievo in pvc su tavola dipinta ad acrilico, 1962-1978 – Lotto n. 441 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Uno dei fondatori del Gruppo N, Alberto Biasi è autore di una delle sue “Dinamiche circolari” al lotto n. 441 “Dinamica circolare (Scudo)”.

Artista dell’arte cinetica, apprezzato in tutto il mondo, appena reduce da una riuscitissima mostra newyorkese, Biasi, attraverso l’utilizzo di materiali non tradizionali quali le strisce in PVC crea opere che lui definisce ‘dinamiche’ in grado di creare un effetto di vertigine ed ‘ubriacare’ i sensi dello spettatore.

Dinamiche che, si pensi per valutarne giustamente l’operazione innovativa sul piano percettivo, risalgono agli anni ’60.

Inoltre, va detto, forse le opere in bianco e nero sono, a nostro giudizio, le più riuscite dal punto di vista estetico. Stima: 40.000€/50.000€.

Marina Apollonio, Dinamica circolare 8M, nitro su perspex, diam. 40, 1966
Marina Apollonio, Dinamica circolare 8M, nitro su perspex, diam. 40, 1966 – Lotto n. 453 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Triestina, classe 1940, Marina Apollonio, dopo una formazione parigina nell’industrial e nel graphic design, oltre che nell’architettura, torna in Italia negli anni ’60 e produce e i suoi primi “Rilievi metallici” e le prime “Dinamiche circolari”.

Incoraggiata da Getulio Alviani si afferma presto anche internazionalmente nell’ambito della optical art.

Famosa la sua installazione di una dinamica circolare di dieci metri alla Schirn Kunsthalle di Francoforte, in occasione della mostra Op Art, nel 2007.

La dinamica al lotto n. 453 “Dinamica circolare 8M” non utilizza ancora i celebri andamenti spiraliformi dal chiaro significato simbolico esistenziale ed intra-uterino, ma è comunque basata sulla forma del cerchio e su geometrie che costringono lo spettatore in una sorta di panopticon, un abisso ipnotico in ogni direzione. Stima: 40.000€/60.000€.

Piero Dorazio, Reticolo, olio su tela, 81x65, 1960
Piero Dorazio, Reticolo, olio su tela, 81×65, 1960 – Lotto n. 459 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Forse sotto un certo punto di vista il vero top lot di quest’asta n. 176 il Piero Dorazio lotto n. 459 “Reticolo”.

Buone dimensioni, ottimo anno, splendida qualità, i ‘reticoli’ monocromatici sono ottenuti attraverso l’uso di strisce cromatiche sovrapposte su diversi livelli di trasparenza che ottengono l’illusione della tridimensionalità sfruttando la vibrazione del riverbero della luce.

Di fatto dunque anche queste sono opere ‘dinamiche’ che si inseriscono a pieno titolo nelle prime sperimentazioni dell’arte cinetica italiana ed internazionale.

Si tratta però anche di opere che comunque mantengono anche una certa matericità, che non riducono l’opera a puro meccanismo di stimolo per la percezione di chi guarda ma soddisfano l’occhio con un organicismo delle forme che rimanda in un certo qual modo al nuclearismo. Stima: 100.000€/160.000€.

Arnaldo Pomodoro, Spirale aperta, scultura in bronzo dorato, es 1/9, h. 53.5, 1990
Arnaldo Pomodoro, Spirale aperta, scultura in bronzo dorato, es 1/9, h. 53.5, 1990 – Lotto n. 519 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Romagnolo, Arnaldo Pomodoro è considerato uno dei più grandi scultori italiani contemporanei. Conosciuto soprattutto per le sue sfere, levigatissime all’esterno, con spaccature che invitano a scoprirne i complicatissimi meccanismi interni, al lotto n. 519 viene proposta una sua “Spirale aperta”.

L’opera ha la forma di una spirale avvolgente, che si avvita sempre più intorno a un cono appuntito, generando un senso di progresso continuo. La fascia della spirale è scolpita in rilievo con forme e motivi astratti che ricordano congegni tecnologici o comunque di fattura umana.

L’artista vuole comunicare l’idea del progresso e della storia. La spirale rappresenta lo scorrere inesorabile del tempo e direzionarla verso l’alto con una solida base sulla terra significa volerle dare un significato simbolico di fiducia nella civiltà e nella razionalità umana. Stima: 40.000€/60.000€.

Tullio Crali, I naufraghi, olio su cartone pressato, 80x69.5, 1936
Tullio Crali, I naufraghi, olio su cartone pressato, 80×69.5, 1936 – Lotto n. 539 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Nato in Dalmazia, Tullio Crali ricevette la prima educazione a Gorizia dove conobbe il futurismo negli anni ’30. Fu pilota ed aeropittore.

Pittore autodidatta raggiunse comunque notevoli traguardi partecipando a varie Quadriennali di Roma ed alla Biennale di Venezia nel 1940. Fu amico di Filippo Tommaso Marinetti.

La sua opera più conosciuta “Incuneandosi nell’abitato del 1939 rappresenta un tuffo aereo dal punto di vista del pilota, con gli edifici sottostanti in una pronunciata prospettiva, e celebra il culto del pericolo e della velocità.

Il lotto n. 539 “I naufraghi”, pur non avendo un tema ‘aereo’, mette in luce il grande talento espressivo di Crali capace di trasfigurare liricamente le sensazioni di questi naufraghi rendendo le stesse onde del mare e chi guarda partecipi di un’esperienza. Autore che non passa spessissimo nelle aste. Stima: 20.000€/30.000€.

Bruno Cassinari, Giardino a San Salvatore (Ritmi), olio su tela, 90x115, 1957
Bruno Cassinari, Giardino a San Salvatore (Ritmi), olio su tela, 90×115, 1957 – Lotto n. 558 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Un’opera del piacentino Bruno Cassinari al lotto n. 558 “Giardino a San Salvatore (Ritmi)”, di buone dimensioni (90×115 cm).

Artista del gruppo di “Corrente” e poi del Fronte Nuovo delle Arti, portavoce di una sua personale rilettura del secondo post-cubismo in chiave espressionista, nella seconda metà degli anni ’50 moltiplica la frammentazione del campo cromatico ed accentua l’aspetto informale della composizione che organizza in ritmi, come in questo lotto, incastri e topografie.

Ottenne numerosi riconoscimenti in vita, in Italia ed all’estero; consacrato alla Biennale di Venezia del 1950, vi parteciperà molte altre volte (1952, 1954, 1956, 1962, 1964, 1966). Stima: 12.000€/20.000€.

Renato Birolli, Folgore sulla collina, olio su tela, 116x89, 1955
Renato Birolli, Folgore sulla collina, olio su tela, 116×89, 1955 – Lotto n. 570 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

“Folgore sulla collina” (lotto n. 570) è una bellissima opera di Renato Birolli. Nato nel 1905 a Verona fece parte del Gruppo degli Otto promosso da Lionello Venturi a seguito della rottura del “Fronte nuovo delle arti” per il dissidio fra realisti e astrattisti.

L’esperienza è già conclusa nel 1954 ma in questo lotto se ne sente ancora il sapore assieme alla forte personalità dell’artista.

Quello di Birolli è un lirismo astratto che non rinuncia del tutto alla figurazione, marcata ed interpretata in maniera espressionista con la forza del tratto e del colore. Le figure si scompongono e compenetrano in tonalità complementari di grande impatto emotivo. Stima: 40.000€/55.000€.

Lucio Fontana, Concetto spaziale. Attese, idropittura su tela, rosso, 92x73, 1961
Lucio Fontana, Concetto spaziale. Attese, idropittura su tela, rosso, 92×73, 1961 – Lotto n. 581 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

I ‘tagli’ di Lucio Fontana sono un ciclo collocabile fra il 1958 ed il 1968 in cui il grande artista di origine argentina esegue uno o più tagli netti sulla tela, effettuati con l’intento di oltrepassare la superficie del supporto.

Inizialmente le superfici venivano ricoperte dall’artista con l’anilina ed i tagli erano piccoli e fitti, successivamente tendono a diminuire in numero e ad isolarsi su un supporto colorato ad idropittura.

Il retro della tela veniva coperto da Fontana con una garza nera per non far trapassare la luce.

“È l’infinito. E allora buco questa tela, che era alla base di tutte le arti, ed ecco che ho creato una dimensione infinita, un buco che per me è la base di tutta l’arte contemporanea, per chi la vuol capire. Sennò continua a dire che l’è un büs, e ciao”.

Il lotto n. 581 “Concetto spaziale. Attese” è il concetto di ogni possibilità, della modernità di un’arte che deve ancora accadere. Stima: 1.800.000€/2.400.000€.

Alberto Savinio, Monument, olio su tela, 133x101, 1929
Alberto Savinio, Monument, olio su tela, 133×101, 1929 – Lotto n. 597 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Che dire di Alberto Savinio, fratello più giovane di Giorgio.

Musicista, drammaturgo, pittore, filosofo. Personalità eclettica, la sua arte fa genericamente riferimento al surrealismo, ma declinato in modo ‘mediterraneo’ con un continuo citazionismo dei valori della grecità classica.

Il lotto n. 597 “Monument”, opera museale, è inquadrabile nel clima del ritorno all’ordine e dei “valori plastici” dell’immediato dopoguerra di cui Savinio fu fervido sostenitore.

Caratteristico del suo stile il raffinato gusto per il fantastico. Stima: 600.000€/750.000€.

Ottone Rosai, Partita a briscola, olio su tela, 70x50, 1920
Ottone Rosai, Partita a briscola, olio su tela, 70×50, 1920 – Lotto n. 601 – Immagine da farsettiarte.it – Asta Farsetti n. 176

Un ricercatissimo Ottone Rosai degli anni ’20 al lotto n. 601 “Partita a briscola”.

Dopo una prima fase futurista, il lavoro di Rosai si sviluppa a pieno titolo nel clima del ritorno all’ordine degli anni ’20. La sua pittura si rivolge alla descrizione di scene di vita quotidiana, ed è venata di populismo toscano.

I volumi son ben definiti, i contorni nitidi e la stesura del colore corposa diversamente da come sarà dagli anni ’40 in poi.

Il trattamento dei volumi e del contrasto ricorda Cézanne e, più lontano, continua la tradizione di Masaccio; ma la vera cifra della sua opera è l’inquietudine esistenziale che traspare da ogni sua opera: tipici i personaggi di schiena e le espressioni cupe.

“Gli uomini furono sempre i miei bersagli preferiti  e fino a quando non ho potuto dimostrare la tragedia della loro presenza sulla terra per mezzo di un pezzo di matita, mi sono divertito a pigliarli a sassate”. Stima: 120.000€/160.000€.