Asta Minerva n. 123 – Roma, Arte Moderna e Contemporanea

Il prossimo 28 Aprile 2016 si terrà l’Asta di Arte Moderna e Contemporanea della Casa d’Aste Minerva a Roma. Segnaliamo alcuni lotti interessanti:

Lynn Chadwik, Figures, china acquerellata e inchiostro marrone su carta, 29x27, 1955
Lynn Chadwick, Figures, china acquerellata e inchiostro marrone su carta, 29×27, 1955 – Lotto 174 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Uno schizzo del grande scultore britannico Lynn Chadwick al lotto 174 “Figures”.

Si tratta di una piccola china ma che rivela uno dei momenti creativi ed ideativi dell’artista che disegna di getto le sue creature bio e antropomorfe come scaturissero di forza, improvvisamente, dalla mente; già provate a essere domate dalla geometria, dalla razionalità umana nella loro nativa bestialità.

Perchè questo sono le sculture di Chadwick, una lotta, una tensione fra due istanze: cuore e ragione, essere e forma, formale e informale, ordine e caos.

Realizzate in ferro o in acciaio, troveranno poi una collocazione, una ragione d’esistere, una simbiosi totale con lo spazio d’esposizione; e conseguenti saranno non solo nella morfologia ma anche al tatto, nella grana con cui le sculture di Chadwick vengono realizzate e nei colori, realtà fenomenica della stessa sostanza ed energia vitale che ci circonda. Stima: 1.000€/1.500€.

Antonio Corpora, Strutture nello spazio, olio su tela, 92x64, 1958
Antonio Corpora, Strutture nello spazio, olio su tela, 92×64, 1958 – Lotto 201 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Il lotto 201 “Strutture nello spazio” di Antonio Corpora è rappresentativo dell’evoluzione della pittura dell’artista romano di origine tunisina, inquadrabile nella corrente  ‘astratto concreta’, nella seconda metà degli anni ’50.

Si tratta di una pittura stesa con zone più ampie e intense di colore rispetto alla fase precedente. L’artista si avvicina in questo alle pulsioni che vengono dalla materia, indagando il senso intimo e magico della natura con una libertà vitalistica di forme e colori.

In questi anni Corpora rompe i vincoli della costruzione geometrica e si avvicina all’informale europeo. I colori si fanno più scuri, stesi in velature sovrapposte, a suggerire un senso di profondità psicologica ed emozionale dello spazio. Stima: 6.000€/8.000€.

Antonio Corpora, Composizione verde, olio su tela, 100x81, 1968
Antonio Corpora, Composizione verde, olio su tela, 100×81, 1968 – Lotto 205 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Ancora Antonio Corpora al lotto 205 con “Composizione verde”.

100×81 sono dimensioni tipiche per la tela dell’artista e che cominciano a farsi importanti.

L’opera è del 1968 e manifesta a livello stilistico come, a metà degli anni sessanta, i colori di Corpora si schiariscono e assumono forme rettangolari, nettamente bidimensionali, spesso stese con la spatola.

Un esempio, oltre a questo, ne sono le 16 grandi tele della sala a lui riservata alla Biennale del 1966 (una delle quali, Verde Spazio, verrà più tardi acquistata dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma), e altre quali “Giallo Spazio” (al Museo del Novecento di Firenze), “Peinture – Nuova superficie” (1968) e “Il paese della nostra infanzia” (1971). Stima: 6.000€/8.000€.

Franco Angeli, Senza titolo (aerei), tecnica mista su tela, 78x118, 1981
Franco Angeli, Senza titolo (aerei), tecnica mista su tela, 78×118, 198 – Lotto 236 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Uno dei tre “maestri del dolore”, insieme a Tano Festa e Mario Schifano, gli artisti della Scuola di Piazza del Popolo, al lotto 236 Franco Angeli “Senza titolo (Aerei)”.

Nella sua pittura pop riferibile perlopiù ai decenni ’60 e ’70 del novecento Franco Angeli raffigura, decontestualizzandoli o meglio isolandoli, non degli oggetti comuni ma dei simboli che rappresentano il vissuto, il dolore dell’esperienza della guerra, suo personale ma anche di una generazione.

Assieme alle svastiche, alla falce e martello, agli half dollar, ai simboli di una realtà e una cultura insensate Angeli stilizza e fissa sulla tela anche tante scene e sequenze di guerra, dotate di una forza di movimento quasi futurista, nelle quali però non si percepisce alcun intento celebrativo ma come una sospensione che lascia in carico allo spettatore l’immaginazione del suono del dolore.

Cesare Vivaldi dirà di lui che nei suoi quadri Franco Angeli raffigura “non le cose, ma le lacrime delle cose”. Stima: 2.000€/3.000€.

Roberto Sebastian Matta, Eine blumen galaxie, olio e acrilico su carta applicata su tela, 153.5x149, 1994
Roberto Sebastian Matta, Eine blumen galaxie, olio e acrilico su carta applicata su tela, 153.5×149, 1994 – Lotto 248 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Del cileno Sebastian Matta il lotto 248 “Eine blumen galaxie”.

Fu uno dei rappresentanti più in vista dell’espressionismo astratto nella Roma degli anni ’50.

Aderí giovanissimo al surrealismo e suoi maestri furono Andre Bretón e Salvador Dalì; ma la ricerca di Matta è stata sempre più emotiva, espressiva, quasi torbida.

A questo proposito disse in una intervista: “capivo quella  voglia che aveva Breton di infilare il proibito nel realismo. Mi apparteneva. Il proibito è apparso storicamente tardi. In poesia, per esempio, sorge con Rimbaud e Lautréamont. Prima di allora poco o nulla. Baudelaire vi ha girato intorno senza mai entrarvi completamente. Il surrealismo ci ha provato. Ma non può teorizzare il proibito”. Stima: 40.000€/50.000€.

Piero Dorazio, Ombra sola I, olio su tela, 134x97, 2002
Piero Dorazio, Ombra sola I, olio su tela, 134×97, 2002 – Lotto 282 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Opera di grandi dimensioni di Piero Dorazio al lotto 282 “Ombra sola I”.

Si tratta di un’opera tarda, lontano ricordo dei reticoli monocromi degli anni ’50, nella quale attraverso la ricerca sulla scomposizione dei colori ma anche sulla morfologia e pesantezza dei tratti, in questo caso lineari, si indagano gli aspetti percettivi, da op art, dell’opera d’arte.

Opera quindi dell’ultimo periodo della vita dell’artista, realizzata probabilmente nel suo ritiro di Todi.

Opere come queste sono spesso accusate di decorativismo, ma bisogna distinguere caso per caso: in questo, va detto, l’opera è bella, imponente, ben riuscita.  Stima: 25.000€/35.000€.

Achille Perilli, Tota blancha, olio su tela, 150x150, 1997
Achille Perilli, Tota blancha, olio su tela, 150×150, 1997 – Lotto 291 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Achille Perilli, “Tota blancha” al lotto 291: anche in questo caso un’opera di grandi dimensioni, 150×150, per uno dei maestri di Forma 1.

La poetica dell’irrazionale geometrico di Perilli domina questa opera, del 1997, precedente quindi allo spartiacque del 2000 che fa la differenza nelle opere di Perilli.

Il tratto e la firma sono ancora sicuri. L’uso del colore è tipico di questa tarda fase della sua produzione. La stima è ridicola per un’opera di queste dimensioni e qualità. Stima: 8.000€/12.000€.

Antonio Bueno, Natura morta con tavolozza, olio su tavola, 35x45, 1948
Antonio Bueno, Natura morta con tavolozza, olio su tavola, 35×45, 1948 – Lotto 306 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Una “Natura morta con tavolozza” al lotto 306 di Antonio Bueno.

Pittore italiano di origine spagnola, subì nell’immediato dopoguerra l’influenza di Gregorio Sciltian, e a Firenze con Annigoni ed il fratello Xavier Bueno, partecipò al gruppo “Pittori moderni della Realtà”.

Artista eclettico fu verista, neometafisico, informale, neodadaista; un’artista d’avanguardia fino alla fine degli anni ’60 per poi tornare alla figurazione con le sue celebri serie dei bambini.

Il lotto 306, storico, è un bell’esempio della sua pittura del vero anche se in quella pipa appoggiata sul tavolo e nella generale aura iperrealista si intuisce già una ricerca neometafisicaStima: 6.000€/8.000€.

Franco Gentilini, Natura morta, olio su tela sabbiata, 50x71, 1962
Franco Gentilini, Natura morta, olio su tela sabbiata, 50×71, 1962 – Lotto 351 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Un’opera classica, con un fondo preparatorio in sabbia di fiume, del faentino Franco Gentilini al lotto 351.

Gentilini si colloca nel panorama della cultura romana del dopoguerra. La sua è una pittura figurativa che reca una forte impronta grafica (fu studente di Disegno Industriale) e che celebra la quotidianità e la gioia delle piccole cose.

Dalla metà degli anni ’50 le sue composizioni acquisiscono un’impronta di essenzialità geometrica, e le forme una bidimensionalità che accentua gli effetti ritmici e cromatici del colore. Stima: 4.000€/6.000€.

Tano Festa, Da Michelangelo, smalto su tela, 80x60, 1978
Tano Festa, Da Michelangelo, smalto su tela, 80×60, 1978 – Lotto 394 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Tano Festa e Michelangelo Buonarroti hanno intrattenuto una lunga conversazione che si colloca all’interno della ricerca pop dell’artista romano.

Oltre a recuperare oggetti come persiane o armadi e decontestualizzandoli farli diventare opera per la sola volontà dell’artista, Tano Festa dialoga con il Michelangelo della Cappella Sistina e gioca con quell’iconografia banalizzandola concettualmente a livello di immagine pubblicitaria, e ne fa messaggio subliminale alla cultura massificata condivisa.

In questo modo la bellezza michelangiolesca, spesso incomprensibile ai più, trova nuova vita come allo smalto su tela lotto 394 “Da Michelangelo”. Stima: 4.000€/6.000€.

Gino Severini, Danseuse, china su carta, 33x23, 1961
Gino Severini, Danseuse, china su carta, 33×23, 1961 – Lotto 414 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Il lotto 414 “Danseuse” porta la firma di Gino Severini, uno dei firmatari nel 1909 del Manifesto del futurismo scritto da Filippo Tommaso Marinetti.

Dopo la prima guerra mondiale, nel clima del “ritorno all’ordine” Severini si orienterà verso il neoclassicismo metafisico.

Ma negli anni ’50 l’artista torna al futurismo rielaborandolo e accentuandone l’astrazione decorativa.

In questa danseuse c’è il prototipo di tutte le sue ballerine del secondo decennio del Novecento dove prendono vita quelle ‘analogie plastiche’ che scompongono i piani percettivi della figura in movimento confondendoli con lo spazio e restituendo un’immagine metaforica della realtà. Stima: 2.000€/3.000€.

Italo Ferro, Paesaggio con ciminiere, 48x39.5, olio su tavola, anni 30
Italo Ferro, Paesaggio con ciminiere, 48×39.5, olio su tavola, anni 30 – Lotto 431 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Si sa pochissimo di questo esponente dell’aeropittura, il torinese Italo Ferro la cui esistenza si suole collocare fra il 1880 ed il 1934, anche se per alcuni fu attivo ancora negli anni ’40 a Milano e per altri non fu mai esistito.

Sulla scia del mito della macchina e della velocità esaltato dal Futurismo, l’aeropittura fu un movimento nato dopo il primo dopoguerra che celebrava l’entusiasmo per il volo, il dinamismo e la velocità dell’aeroplano.

Fra i firmatari del Manifesto dell’aeropittura del 1929 si ricordano fra gli altri Marinetti, Enrico Prampolini, Gerardo Dottori e Fillia.

Artista poco noto ma ma dotato di ottima tecnica pittorica e organizzativa della composizione. Da rivalutare. Stima: 2.000€/3.000€.

Piero Dorazio, Composizione, tecnica mista su carta grigia, 45x30.5, 1952
Piero Dorazio, Composizione, tecnica mista su carta grigia, 45×30.5, 1952 – Lotto 442 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Una tecnica mista su carta grigia di Piero Dorazio del 1952 al lotto 442 “Composizione”.

Il 1952 è l’anno in cui Dorazio partecipa alla Fondazione Origine con Alberto Burri ed Ettore Colla.

Dorazio non ha ancora creato quel linguaggio che poi lo renderà uno dei più grandi astrattisti italiani e internazionali, ma l’idea è quella di innovare ripartendo da una nuova grammatica, verso una riscoperta della “ingenua, libera, primordiale natura”.

E questo sembra emergere da questa opera: delle forme e dei colori primitivi e un tentativo nuovo di organizzazione. Stima: 4.000€/6.000€.

Mauro Reggiani, Composizione geometrica IP2R, olio su tavola, 44.5x65.5
Mauro Reggiani, Composizione geometrica IP2R, olio su tavola, 44.5×65.5 – Lotto 445 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Mauro Reggiani, “Composizione geometrica IP2R” al lotto 445.

Fu fra i firmatari del manifesto dell’astrattismo a Milano nel 1934 e probabilmente fu fra i primi a introdurre l’arte d’avanguardia d’oltralpe in Italia.

La sua è stata fin dagli anni ’30 una scelta che non ha accettato compromessi e mai ha declinato alla ricerca di una razionalità anti-naturalistica sia nell’equilibrio delle forme che nella purezza dei colori, indagati per i loro contrasti cromatici come inseguendo una perfezione che nasce da una esigenza assoluta, metafisica, quasi spirituale. Stima: 10.000€/15.000€.

Ettore Colla, Rilievo rosso con asta verticale, pannello a muro in 4 esemplari, 1968
Ettore Colla, Rilievo rosso con asta verticale, pannello a muro in 4 esemplari, lamiera e ferro colorato, 57×45, 1968 – Lotto 454 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Per rimanere in tema di astrattismo al lotto 454 un “Rilievo rosso con asta verticale” di Ettore Colla, scultore parmense.

La figura di Colla nel panorama artistico dagli anni ’50 in poi è singolare: se infatti può essere riferito alla corrente del nuovo dadaismo per l’utilizzo di object trouvé negli assemblaggi delle sue opere, l’artista sembra più essere interessato alle forme e come queste si collocano nello spazio che al messaggio o alla provocazione. Stima: 18.000€/24.000€.

Alighiero Boetti, Alternando da uno a cento e viceversa, china e matita su carta, 150x100, 1978
Alighiero Boetti, Alternando da uno a cento e viceversa, china e matita su carta, 150×100, 1978 – Lotto 458 – Immagine da minervaauctions.com – Asta Minerva n. 123

Il gioco, la matematica, la geometria, gli indovinelli, i servizi postali, così Alighiero Boetti, torinese ed esponente sui generis dell’arte povera, concepiva il suo essere artista: un’artista che deve saper essere nel mondo semplicemente con un foglio di carta e una matita.

Si tratta di un gioco in cui l’artista si interroga ma si mette anche in discussione.

I lavori degli anni ’70  “Autodisporsi” e appunto “Da uno a cento e Alternando da uno a cento e viceversa” proseguono i lavori realizzati con tecniche in cui geometria e matematica si auto-organizzano in composizione.

Si tratta di strutture di pensiero che Boetti metteva a punto e che se applicate generano l’opera come fosse prodotto non dell’artista ma della natura stessa. Stima: 80.000€/100.000€.

Asta Fabiani n. 53 – Montecatini Terme, Dipinti, Disegni, Sculture e Grafica di Artisti dell’800 del ‘900, Moderni e Contemporanei

L’asta di aprile della Casa d’Aste Fabiani Arte dedicata a Dipinti, Disegni, Sculture e Grafica di Artisti dell’‘800 del ‘900, Moderni e Contemporanei si terrà in due sessioni (sessione Isessione IIsabato 23 e domenica 24 Aprile 2016. Nella rassegna segnaliamo e approfondiamo i nostri lotti preferiti.

Giovanni Campus, Senza titolo, acrilico su cartone, 68.5x48,
Giovanni Campus, Senza titolo, acrilico su cartone, 68.5×48 – Lotto 37 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Giovanni Campus è un artista di origine sarda, pittore ma soprattutto scultore, la cui attività è stata sempre autonoma ed in continua evoluzione.

Famoso per le installazioni in situ che lo collocano nell’ambito della land art, la ricerca di Campus si muove in continua tensione fra recupero della materia, indagata nella consapevolezza dell’espressività innata delle sue forme, e il contesto nel quale queste si collocano che fa scaturire la dialettica e il dinamismo che sono alla base della vita e dell’opera stessa. Stima: 1.500€/2.000€.

Il lotto 37 “Senza titolo” è esemplificativo al riguardo nella ripetizione di forme colorate piene e concave che animano la tela e danno una sensazione di movimento.

Eugenio Carmi, Cubo trasgressivo, acrilico su tela di juta, 1998
Eugenio Carmi, Cubo trasgressivo, acrilico su tela di juta, 1998 – Lotto 54 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Un’opera di Eugenio Carmi antecedente l’anno 2000 il lotto 54 “Cubo trasgressivo”.

L’artista, recentemente scomparso, è fra i principali rappresentanti dell’astrattismo italiano.

Approda all’astrattismo geometrico negli anni ’70 dopo un primo periodo figurativo sotto la guida del suo maestro Felice Casorati, poi seguono due decenni di pura arte informale.

La tela di juta fa la comparsa nelle sue opere negli anni ’80 quando l’artista recupera una dimensione materica e coloristica e la sua ricerca si orienta ad indagare le leggi che regolano la natura, la percezione e il linguaggio in una forma di sinestesia totale e spirituale. Unica pecca dell’opera: manca l’autentica dell’artista. Stima: 2.200€/4.000€.

Mario Schifano, Paesaggio anemico, smalto su tela, 80x100, 1973-1974
Mario Schifano, Paesaggio anemico, smalto su tela, 80×100, 1973-1974 – Lotto 64 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Ha affermato il critico e collezionista d’arte italiano Maurizio Fagiolo Dell’Arco in merito ai “paesaggi anemici” di Mario Schifano: “niente cielo, niente tramonto, niente panorama; o meglio, il fantasma del panorama, del tramonto, del cielo”.

Il lotto 64 è uno di questi paesaggi dallo spettro cromatico scarno, esaurito, dove gli elementi figurativi si semplificano come nel disegno di un bambino.

Ma non sono visioni d’innocenza piuttosto d’inquietudine disillusa e post-moderna, in cui, anche nell’importanza data alla firma, si trasmette un messaggio forte di denuncia ed autorialità. Stima: 7.500€/12.000€.

Carlo Nangeroni, Percorso composto 1, olio su tela, 40x50, 1967
Carlo Nangeroni, Percorso composto 1, olio su tela, 40×50, 1967 – Lotto 65 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Nato a New York nel 1922 e poi vissuto fra gli Stati Uniti e  l’Italia l’evoluzione artistica di Carlo Nangeroni si colloca negli anni ’60 nell’ambito dell’arte cinetica allora incipiente e di moda.

L’artista la elabora però in modo personale, come ben si vede al lotto 65 “Percorso composto 1”.

La figurazione di Nangeroni è basata sull’elemento primario del semicerchio che crea effetti ottici tipici della op art da cui però si distingue per una forte impronta espressionista, soprattutto nell’uso del colore e di alcune forme che animano le opere. L’influsso espressionista è da ricercarsi nella sua formazione newyorkese e nell’action painting di De Kooning e Kline. Stima: 5.000€/8.000€.

Roberto Crippa, Geometrico, olio su tavola, 70x49.5, 1950
Roberto Crippa, Geometrico, olio su tavola, 70×49.5, 1950 – Lotto 68 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Firmato Roberto Crippa il lotto 68 “Geometrico”: siamo negli anni ’50 e Crippa dopo le prime esperienze di matrice picassiana, aderisce all’astrattismo geometrico sotto l’influenza delle contemporanee ricerche del M.A.C. (Movimento Arte Concreta).

Queste lo conducono formalmente ad una pittura bidimensionale, incentrata su una geometria precisa di tasselli dai colori primari stesi su la tela bianca in una ricerca di ordine e armonia assoluti.

Per i collezionisti: opera storica, buone le dimensioni, ottimo l’anno, artista che ancora costa davvero poco rispetto al suo valore. Stima: 8.500€/13.500€.

Giorgia Zanuso, Mezzocerchio, assemblaggio di fili e led su tela, 100x100, 2015
Giorgia Zanuso, Mezzocerchio, assemblaggio di fili e led su tela, 100×100, 2015 – Lotto 160 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Giorgia Zanuso è una giovane artista (classe 1985), riconducibile al filone del neo-costruttivismo, che utilizza led e fili innestandoli sulla tela.

E sulla tela dunque prendono vita vere e proprie lacerazioni o cuciture di luce cariche di messaggi simbolici e spirituali per il fruitore dell’opera.

Questa in particolare, lotto 160 “Mezzocerchio” è ascrivibile a un particolare ciclo ‘pittorico’ della Zanuso in cui le opere sembrano richiamare i mandala tibetani nella loro circolarità, con un messaggio allo stesso tempo cosmico e di ricerca individuale. Stima: 1.000€/2.000€.

Roberto Crippa, Paesaggio con sole, collage e amiantite su tavola, 1965
Roberto Crippa, Paesaggio con sole, collage e amiantite su tavola, 1965 – Lotto 195 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Ancora un’opera di Roberto Crippa al lotto 195 “Paesaggio con sole”.

A partire dal 1965 Crippa inaugura una stagione pittorica dove affianca al collage l’uso dell’amiantite: si tratta di opere realizzate con fogli sottili di amianto applicati su una tavola incisa, spesso colorate vivacemente.

Le amiantiti’ rappresentano una visione del cosmo ludica ed essenziale per la ricchezza cromatica e la semplicità formale con cui Crippa applica il suo linguaggio astratto ed informale all’esigenza mai abbandonata di un contatto dell’opera con la realtà del mondo e con le sue passioni, in particolare il volo (era pilota d’aereo). Stima: 3.800€/7.000€.

Lucio Del Pezzo, La sirena del grande fiume, collage polimaterico, acrilico e foglia oro su cartoncino, 57x76
Lucio Del Pezzo, La sirena del grande fiume, collage polimaterico, acrilico e foglia oro su cartoncino, 57×76 – Lotto 256 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Tra i fondatori del “Gruppo 58” di Napoli, Lucio Del Pezzo ci presenta, al lotto 256, una storia: “La sirena del grande fiume”.

Lo fa in modo dissacrante e leggero, tipicamente napoletano oltre che neo-surrealista e neo-dadaista.

Organizza infatti il suo collage con la struttura tipica della rappresentazione iconica, in 12 riquadri, ciascuno dei quali è una piccola nicchia che decontestualizza un oggetto, ora comune ora ‘metafisico’, lasciando allo spettatore la suggestione di un percorso vitale, quello del grande fiume, dove tutto si genera e si distrugge; una storia di formazione mitica che mutua i simboli della nostra cultura. Stima: 2.800€/4.500€.

Walter Valentini, Dal cielo, tecnica mista su tela, 50x50, 1975
Walter Valentini, Dal cielo, tecnica mista su tela, 50×50, 1975 – Lotto 260 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Il lotto 260 “Dal cielo” di Walter Valentini del 1975 appartiene alla prima produzione dell’artista.

Negli anni settanta lo stile di Walter Valentini si basa sull’uso di forme di tante gradazioni di grigio e nero che fanno da contesto all’epifania di forme di colori, perlopiù primari, in veri e propri ‘paesaggi’ geometrici.

In questo periodo i materiali più usati sono tempera, polvere di grafite e carbone, e come supporto la tela. Stima: 4.000€/7.000€.

 

Salvatore Emblema, Senza titolo, terra colorata su tela di juta, 80x100, 2002
Salvatore Emblema, Senza titolo, terra colorata su tela di juta, 80×100, 2002 – Lotto 265 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Le prime tele di juta di Salvatore Emblema risalgono già agli anni ’50.

Al lotto 265 “Senza titolo” una delle sue opere astratte dove evidente è uno degli aspetti che caratterizza il lavoro dell’artista: l’importanza del ritorno alla materia, all’essenzialità del segno nello spazio.

Guardando questa opera non possono non venire in mente le opere di Rothko, cui l’artista si è ispirato costantemente durante la sua carriera soprattutto con riguardo all’uso del colore e delle trasparenze. Stima: 3.500€/5.500€.

Marina Apollonio, Dinamica circolare 7/1, acrilico su tela, 45x45, 1971
Marina Apollonio, Dinamica circolare 7/1, acrilico su tela, 45×45, 1971 – Lotto 289 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Marina Apollonio è una delle rappresentanti italiane dell’arte cinetica più affermate internazionalmente.

Partecipa negli anni 60 al “Gruppo N” di Padova e al “Gruppo T” di Milano ed è in questi anni che realizza le sue prime “Dinamiche circolari” che ben manifestano la ricerca di un’arte depersonalizzata contrapposta all’astrazione espressiva dell’artista.

Il lotto 289 “Dinamica circolare 7/1” è una di queste opere dove l’interpretazione visuale ed il movimento sono delegate alla percezione dello spettatore. Stima: 18.000€/30.000€.

Alberto Biasi, Variabile (Round Image), rilievo ottico cinetico su tavola, diam. 25, 1984 - Lotto 290
Alberto Biasi, Variabile (Round Image), rilievo ottico cinetico su tavola, diam. 25, 1984 – Lotto 290 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Altro esponente del “Gruppo N” al lotto 290 “Variabile (Round Image)”, Alberto Biasi ne è forse anche il più autorevole. Ha partecipato a due mostre fondamentali dell’arte cinetica quali “Nove Tendencije” a Zagabria e “The Responsive Eye” al MoMa di New York.

Uno dei grandi maestri dell’indagine percettiva, che ha prodotto cicli di lavori che elaborano non senza poesia e cognizione scientifica aspetti della visione umana.

Già realizzati negli anni ’60 i “rilievi ottico-cinetici” sono costituiti da sovrapposizioni di strutture lamellari di vario colore su vari livelli che originano effetti contrastanti e variabili conseguentemente al movimento dello spettatore che diventa in questo modo attore dell’evento visivo. Stima: 15.000€/25.000€.

Andrea Raccagni, Senza titolo. olio su tela, 60x80, 1955
Andrea Raccagni, Senza titolo. olio su tela, 60×80, 1955 – Lotto 485 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Un’opera del 1955 dell’imolese Andrea Raccagni (classe 1921) al lotto 485. L'”ultimo naturalista” come amava definirsi è stato artista eclettico oltre che uno dei pionieri dell’astrattismo italiano.

La sua prima produzione, a cui questo lotto può essere ricondotto, è caratterizzata da uno spiccato geometrismo caratterizzato dal tratto deciso, che nell’eredità di forme picassiane lascia in qualche modo presagire l’attrazione che eserciteranno su di lui il futurismo ed il concetto di velocità nella rappresentazione della città e del paesaggio tecnologico. Stima: 2.500€/4.500€.

Renato Natali, Scorcio di città con figure, 70x99
Renato Natali, Scorcio di città con figure, 70×99 – Lotto 607 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Un bello “Scorcio di città con figure” al lotto 607 di Renato Natali, pittore labronico e post-macchiaiolo.

Opera di buone dimensioni, non troppo tarda anche se non datata, con la luce del vespro colta così com’è quando si fa sera a Livorno, ritratta come una nuova Parigi, città che l’artista amava e che ha dipinto fino alla morte con tenore vernacolare, fra risse e serenate, vicoli decadenti, popolane e marinai, notturni urbani e bettole malfamate. Stima: 7.500€/12.000€.