Asta Farsetti n. 175 – II – Prato, Dipinti e Sculture del XIX e XX secolo

Sabato 16 Aprile nella sede di Prato si terrà la seconda sessione dell’asta n. 175 della Casa d’Aste Farsettiarte “Dipinti e sculture del XIX e XX secolo”. Segnaliamo e approfondiamo alcuni lotti a nostro parere interessanti.

Primo Conti, Nudo in ambiente, olio su tela, 64.8x100, 1945
Primo Conti, Nudo in ambiente, olio su tela, 64.8×100, 1945 – Lotto 309 – Immagine da farsetti.it – Asta Farsetti n. 175

Opera del 1945 di Primo Conti al lotto 309, “Nudo in ambiente”. Reca l’etichetta della mostra itinerante “196 pittori al Giro d’Italia della pittura contemporanea”, organizzata dal rinomato mercante d’arte e gallerista senese Stefano Cairola, nel contesto della quale furono esposte, in numerose tappe del giro, opere di De Chirico, Campigli, Carena, Carrà, Soffici e molti altri artisti (1950-1951).

La tela è di grandi dimensioni, ben dipinta, e allo stesso tempo ben rappresenta lo stile dell’artista negli anni ’40 e nell’immediato dopoguerra quando i suoi sforzi si indirizzano verso il recupero della forma e delle tecniche espressive, anche in netta polemica con tendenze astratte e informali di matrice europea. Non il Primo Conti delle prime sperimentazioni futuriste e fauve insomma. Stima: 5.000€/7.000€.

Bruno Innocenti, Madre col bambino, scultura in cemento con effetti cromatici, cm 52
Bruno Innocenti, Madre col bambino, scultura in cemento con effetti cromatici, cm. 52 – Lotto 317 – Immagine da farsetti.it – Asta Farsetti n. 175

Allievo e assistente di Libero Andreotti, Bruno Innocenti al lotto 317 con una scultura con soggetto “Madre col bambino” che risente dell’insegnamento del maestro.

Uno dei soggetti preferiti di Innocenti nel corso della sua attività artistica è stata infatti la figura femminile, trattata sempre con grande delicatezza.

La scultura di Innocenti è contrassegnata da un delicato lirismo e da una continua ricerca psicologica nella postura e nelle espressioni dei soggetti, resi con realismo e cura del dettaglio.

Come ha scritto Silvia Pegoraro nel 2004, la scultura di Bruno Innocenti “è tra le più raffinate testimonianze dell’arte italiana del Novecento, e si nutre di una cultura internazionale che va da Medardo Rosso e Vincenzo Gemito a Rodin, Bourdelle e Despiau, sino alla plastica indiana. Innocenti assimila queste influenze trasponendole immediatamente, grazie alla sua rara perizia tecnica, in un linguaggio personale di profondo lirismo, fortemente emozionale”. Stima: 2.500€/3.000€.

Achille Lega, Natura morta, 1926, olio su tela, 50x50, 1926
Achille Lega, Natura morta, 1926, olio su tela, 50×50, 1926 – Lotto 321 – Immagine da farsetti.it –  Asta Farsetti n. 175

Una natura morta del 1926 di Achille Lega al lotto 321. Sono gli anni in cui Lega partecipa alla rivista di regime “Il Selvaggio” e soprattutto il 1926 è l’anno dell’articolo del direttore della rivista e intellettuale Mino Maccari “Addio al passato” in cui si annuncia il disimpegno, in certo qual modo qualunquista e conservatore, della rivista, dall’attività ‘militante’ per dedicarsi esclusivamente alla letteratura e all’arte.

Un’arte insomma disimpegnata, di maniera, come ben rappresentata da quest’opera di Lega, dal punto di vista del disegno ottimamente eseguita, cézanniana nei volumi e nel panneggio. Stima: 2.000€/3.000€.

Renato Natali, Gondole in laguna, olio su tela, 75x57.3
Renato Natali, Gondole in laguna, olio su tela, 75×57.3 – Lotto 333 – Immagine da farsetti.it – Asta Farsetti n. 175

Renato Natali o, come lo definì Ugo Ojetti “Renato delle notti” ci presenta delle gondole in laguna al lotto 333.

Siamo poco prima che cali la sera ed il pittore labronico (come si definiscono i postmacchiaioli della costa Toscana) riesce a cogliere il momento, forse osservando lo scorcio del canale da un vicolo buio come faceva per studiare colori e luci che riverberavano dai locali a tarda notte, in preparazione di dipingere una delle sue tipiche ‘baruffe’. Stima: 5.000€/7.000€.

Giovanni Bartolena, Vaso di fiori, 59.6x40
Giovanni Bartolena, Vaso di fiori, olio su tavola, 59.6×40 – Lotto 344 – Immagine da farsetti.it – Asta Farsetti n. 175

Un altro livornese, Giovanni Bartolena al lotto 344, “Vaso di fiori”.

Le nature morte d’altro canto furono uno dei soggetti preferiti di questo autore. In questa tavola risaltano le sue caratteristiche di colorista.

Infatti, allievo del Fattori, oltre ad essere un ottimo disegnatore ebbe una accentuata sensibilità cromatica di stampo espressionista.

Spesso nei suoi garafoni, carciofi, frutti di mare, mimose c’è un colore dominante che dà carattere al quadro, qui dominato dai tocchi di rosso e dalla particolarità dei fregi nella decorazione del vaso. Stendeva il colore direttamente sulla tavolozza, modo di procedere che rafforzava questa componente espressionista che lo allontana un po’ dal suo essere pienamente pur sotto tanti aspetti un postmacchiaioloStima: 1.500€/2.000€.

Giovanni Bartolena, Soldati a cavallo, 23.2x52
Giovanni Bartolena, Soldati a cavallo, 23.2×52 – Lotto 360 – Immagine da farsetti.it – Asta Farsetti n. 175

Un altro aspetto della pittura di Giovanni Bartolena si può apprezzare al lotto 360, “Soldati a cavallo”.

L’artista divenne infatti abbastanza popolare per i soggetti militari nell’Italia postrisorgimentale.

La tavola ha la pennellata di un dipinto tardo, con tocchi veloci e parti non dipinte, a catturare l’impressione del momento, ed è fissata quasi con un campo medio cinematografico; si tratta di un tipo di inquadratura formale che utilizza spesso nel tardo ‘800: si dice che dal suo studio fosse solito usare un cannocchiale da marina per individuare una porzione di paesaggio da riprodurre poi a memoria; diceria compatibile con il tipo di vista che Bartolena propone sulla campagna, anche in quest’opera. Stima: 3.000€/4.000€.

Francesco Gioli, Primavera nel bosco, olio su tela, 83x118, 1891
Francesco Gioli, Primavera nel bosco, olio su tela, 83×118, 1891 – Lotto 366 – Immagine da farsetti.it – Asta Farsetti n. 175

Ancora un frequentatore del Caffè Michelangelo nella Firenze di fine ottocento al lotto 366, Francesco Gioli, “Primavera nel bosco”.

Tela di notevoli dimensioni questo lotto, del 1891, quando Gioli, concluse le esperienze parigine, e abbandonata ogni scuola compresa quella macchiaiola dei maestri Giovanni Fattori e Telemaco Signorini, è vicino alle posizioni della secessione mitteleuropea.

L’atmosfera si fa più rarefatta e luminosa ed i soggetti più liberi e vari. Sembra che l’artista si conceda uno spazio per sé, lontano dalle correnti, e lasci correre il pennello e la fantasia, alla ricerca di un luogo isolato e un momento di pace come questo bosco in primavera. Stima: 4.500€/6.000€.

Mario Puccini, Natura morta con pesci, olio su tavola, 22.5x40.3
Mario Puccini, Natura morta con pesci, olio su tavola, 22.5×40.3 – Lotto 367 – Immagine da farsetti.it – Asta Farsetti n. 175

Si intravedono, in particolare nello sfondo, al lotto 367, le tipiche pennellate del “Van Gogh livornese”, Mario Puccini, forse il più grande fra i pittori postmacchiaioli, assiduo frequentatore del Caffè Bardi.

“Natura morta con pesci” potrebbe essere un’opera del primo decennio del ‘900 quando si trasferisce in Francia e rilegge in maniera personale la pittura di Paul CézanneStima: 7.000€/9.000€.

Oscar Ghiglia, La mela, olio su cartone, 25x17.2, 1922-1925 ca.
Oscar Ghiglia, La mela, olio su cartone, 25×17.2, 1922-1925 ca. – Lotto 376 – Immagine da farsetti.it – Asta Farsetti n. 175

Due oli su cartone di Oscar Ghiglia al lotto 376 lotto 380.

“La mela” del 1925 ca. è un’opera pendant di un’altra della quale rappresenta verosimilmente la parte destra.

L’opera è comunque in sé del tutto compiuta e rivela un ottimo rigore formale e un equilibrio di composizione tutt’altro che naturalistico con la mela disposta al centro delle diagonali.

Di Oscar Ghiglia non si può dire di meglio di come descrive Ugo Ojetti la sua pittura, niente fra l’altro di più appropriato per queste tre nature morte: “pittura d’un sensuale sano e consapevole, che non vuole saperne d’astrazione e di fantasia e cerca un suo rapimento ideale nel possesso, anzi dominio, di quel che tocca e vede.

Toccare. Pare che Oscar Ghiglia tocchi le cose prima di vederle, e quando si mette a guardarle, a studiarle, a definirne forme, luci, riflessi, lo faccia per moltiplicare la tattilità delle sue dita come fanno gli adoratori della scultura che a un certo punto socchiudono gli occhi e passano la mano sopra una spalla, una gola, una tempia di marmo per sentirne meglio, toccandoli, tutti i dolcissimi piani e da quelli giudicare la finezza dell’arte”.

Oscar Ghiglia, Rose rosa, olio su cartone, 35.8x31.4, 1936
Oscar Ghiglia, Rose rosa, olio su cartone, 35.8×31.4, 1936 – Lotto 380 – Immagine da farsetti.it – Asta Farsetti n. 175

Non sfugga anche l’influenza sicuramente esercitata in queste opere dallo studio e l’interesse mostrato da Ghiglia per la pittura di Cèzanne che lo avvicinò a uno stile più libero e sintetico di rappresentazione della realtà.

È evidente in queste tre opere un certo primitivismo, mischiato con una tecnica prettamente macchiaiola nella stesura dei colori e nella definizione delle forme ma anche un indulgere a una ricerca percettiva nei toni e nella luminosità di stampo francese che conferisce a Ghiglia uno stile del tutto unico e personale.

“La mela”, stima: 5.000€/7.000€;  “Rose rosa”, stima: 22.000€/26.000€.

Giuseppe Palizzi, L'abbeverata, olio su tela,79x104
Giuseppe Palizzi, L’abbeverata, olio su tela,79×104 – Lotto 399 – Immagine da farsetti.it – Asta Farsetti n. 175

Napoletano e poi parigino d’adozione Giuseppe Palizzi si forma alla scuola di Posillipo dedicandosi alla pittura di paesaggio e approfondendola con un sentito verismo condiviso intellettualmente con gli artisti francesi della scuola di Barbizon.

“L’abbeverata” al lotto 399 rientra perfettamente in questo contesto dove alla ricerca del particolare nella resa del paesaggio si unisce una raffinatezza formale che suggerisce uno stato d’animo di profondo amore, romantico, per la natura ed il creato. Stima: 9.000€/12.000€.

Raffaello Sorbi, Dante che incontra Beatrice, 1863, olio su tela, 98.5x76.3
Raffaello Sorbi, Dante che incontra Beatrice, 1863, olio su tela, 98.5×76.3 – Lotto 403 – Immagine da farsetti.it – Asta Farsetti n. 175

Dipinto d’accademia della prima pittura di Raffaello Sorbi, il lotto 403, “Dante che incontra Beatrice”.

Fu allievo di Antonio Ciseri, pittore svizzero-italiano dal forte realismo, all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ed è con questo genere di dipinti, storici e un po’ ruffiani che si attirò le critiche del coevo movimento macchiaiolo, movimento e stile pittorico nel quale tuttavia in seguito si distinse e che, a uno sguardo attento, già qui sembra trovare i primi accenti nel verismo dei rapporti, non di maniera,  fra i personaggi e nella luminosità distesa della composizione. Stima: 20.000€/25.000€.

 

Alceste Campriani, Nel golfo di Napoli, olio su tavola, 33.2x50.6
Alceste Campriani, Nel golfo di Napoli, olio su tavola, 33.2×50.6 – Lotto 405 – Immagine da farsetti.it – Asta Farsetti n. 175

Rappresentante insieme a Giuseppe De Nittis, Federico Rossano, Federico Giordano e Marco De Gregorio della scuola di Resìna, piccola frazione oggi nel comune di Ercolano, Alceste Campriani dedicò inizialmente la sua pittura alla rappresentazione del vero con accenti per certi versi simili all’insegnamento palizziano.

Successivamente si votò con decisione alla pittura di macchia napoletana di cui la scuola era sostenitrice.

“Nel golfo di Napoli”, lotto 405,  rivela una certa cura del dettaglio che propende per spostare l’opera cronologicamente un po’ in avanti ma riteniamo che la sua esecuzione sia anteriore agli anni ’80. Stima: 4.000€/6.000€.

Beppe Ciardi, Paranze, olio su tela, 150x180, 1925
Beppe Ciardi, Paranze, olio su tela, 150×180, 1925 – Lotto 411 – Immagine da farsetti.it – Asta Farsetti n. 175

Chiudiamo la rassegna con il lotto 411, “Paranze”, opera eccezionale di Beppe Ciardi, dipinta nel 1925.

Vedutista e paesaggista veneto fu introdotto dall’amicizia con Vittore Grubicy  all’arte moderna del divisionismo di Giuseppe Segantini.

“Paranze” è un’opera notevole, intraprendente di Beppe Ciardi dove all’abilità che lo contraddistingue nel ricreare spettacolari effetti di luce si aggiunge la sperimentazione di questa tecnica innovativa (il divisionismo) che consentiva di rappresentare gli effetti della luce accostando colori puri e applicandoli sulla tela a piccoli tratti.

Ma non si tratta di pura tecnica, nella semplicità di rappresentazione del vero e nel bagliore di questa luce si intuisce un intento simbolico che tocca l’anima di fronte al creato. Stima: 30.000€/40.000€.