Asta Mecenate n. 32 – Giovedì 6 Ottobre 2016 – Milano, Arte Moderna e Contemporanea – Sessione I

L’Asta n. 32 della Casa d’Aste Mecenate di Milano si terrà nei giorni 6/7 ottobre in tre sessioni (lotti 1-111, 201-321, 401-527). Approfondiamo alcuni lotti d’interesse della I sessione (tradizionale).

Tano Festa, Da Michelangelo, acrilico su tela, 60x50, 1976
Tano Festa, Da Michelangelo, acrilico su tela, 60×50, 1976 – Lotto n. 42 – Immagine da mecenateaste.it – Asta Mecenate n. 32

Opera tarda (ma non troppo) della serie “Da Michelangelo” al lotto n. 42. L’artista di Piazza del Popolo Tano Festa inaugura la serie nel 1963.

In una intervista del ’67 con Giorgio De Marchis Festa spiega l’origine delle geometrie (impronte di regoli, pallini) che completano l’iconografia di molte di queste opere parlando dei suoi “cieli”: “li ho fatti nel ’65, sono cieli newyorkesi: io i cieli li facevo già nel ’63, mi veniva proprio naturale inserirli in oggetti come le finestre e le persiane, poi li ho fatti come soggetto principale.

Queste palline non hanno un carattere ironico anche se a New York in quel momento era talmente tutto Op che il cielo finiva per essere visto a palline, a strisce, a quadrettini. Direi che questi elementi diventano elementi grammaticali di un gioco, anche se uno mette un quadrato giallo vicino a un quadrato blu come in un’opera costruttivista. Poi ci sono questi riquadri che sono come fotogrammi, che creano pezzi diversi, diversi quadri nello stesso quadro, più contesti sullo stesso piano.

L’opera al lotto n. 42 “Da Michelangelo”  rappresenta dunque alla perfezione il linguaggio artistico di Festa. L’iconografia michelangiolesca viene utilizzata in chiave pop decontestualizzando l’immagine artistica e riusandola sulla tela al pari della percezione di un qualsiasi oggetto della quotidianità.

Dall’altra parte il movimento irrompe nell’opera, un movimento tutto cinematografico. Le riquadrature non sono infondo altro che diversi fotogrammi di una sequenza che rappresenta il nostro immaginario ed il modo in cui elaboriamo le informazioni. I punti, allo stesso modo, sono molto vicini a quelli utilizzati dal grande psicologo tedesco della percezione Rudolf Arnheim nei suoi famosi pattern: rappresentazione strutturata e sintetica del moto di un oggetto nel tempo. Stima: 7.000€/9.000€.

Arturo Vermi, Diario, acrilico e olio su cartoncino riportato su tela, 58.7x45.7, 1964
Arturo Vermi, Diario, acrilico e olio su cartoncino riportato su tela, 58.7×45.7, 1964 – Lotto n. 50 – Immagine da mecenateaste.it – Asta Mecenate n. 32

Nato a Bergamo nel 1928 Arturo Vermi è uno dei rappresentanti principali della neoavanguardia milanese degli anni ’60. La sua attività nel capoluogo lombardo culminerà nella costituzione del Gruppo del Cenobio nel 1962.

Artisti ‘liberi’ che si opponevano alla cosiddetta ‘dittatura dei mercanti’, i componenti del Gruppo aspiravano ad un rinnovamento del linguaggio pittorico che portava con sé una poetica vicina al concettuale ma fatta di una concretezza che dà rilievo al segno e al fare pittorico.

Sono gesti primitivi e intimi quelli della serie dei “Diari” di Vermi (serie i cui primi esemplari fanno la loro apparizione proprio nei primi anni ’60). L’artista utilizza il supporto come spazio di azione di un conato ‘segnico’ reiterato e strutturato, di forte semplificazione ma anche ricordo e testimonianza confidente di una profonda e resistente umanità. Stima: 4.000€/5.000€.

Robert Sebastian Matta, Composizione, olio su tela, 65x80, 1968
Roberto Sebastian Matta, Composizione, olio su tela, 65×80, 1968 – Lotto n. 57 – Immagine da mecenateaste.it – Asta Mecenate n. 32

Una “Composizione” del grande artista cileno Roberto Sebastian Matta al lotto n. 57.

‘Eletto’ pittore surrealista dallo stesso André Breton a Parigi, il linguaggio di Matta è rimasto sempre assai personale. Non poteva essere altrimenti: l’artista rappresenta e interpreta la realtà sulla base dei propri stati di coscienza utilizzando quell’automatismo psichico teorizzato dallo stesso Breton.

Cromatismi accesi, forme in metamorfosi che resistono alla realtà ma anche al puro astrattismo, energia della materia sono le caratteristiche della pittura di Matta. Pittura che ha influenzato sia negli anni ’40 l’espressionismo astratto della scuola di New York (Pollock, Gorky, Rothko) sia il primo astrattismo italiano della scena romana.

Nel 1967 l’artista si stabilisce a Tarquinia in un ex convento dei frati Passionisti, dove è tumulato. L’anno seguente esegue questa bellissima “Composizione” che ne rappresenta appieno la poetica. Stima: 30.000€/40.000€.

Alfred Winter Rust, Figura Primaverile, olio su tela, 115x75, 1959
Alfred Winter-Rust, Figura Primaverile, olio su tela, 115×75, 1959 – Lotto n. 58 – Immagine da mecenateaste.it – Asta Mecenate n. 32

Alfred Winter-Rust (1923-2000) è stato un pittore tedesco. Ha insegnato all’accademia di Braunschweig nella Bassa Sassonia. Fra i suoi allievi Klaus Karl Mehrkens.

La “figura primaverile” al lotto n. 58 è un’opera di buone dimensioni, non tardissima, di questo autore di cui esistono poche informazioni biografiche precise.

Lo stile di Winter-Rust si rifà alla tradizione dell’espressionismo tedesco nella resa coloristica forte e ‘acida’. L’artista però non concede mai molto all’accentuazione realistica dello stesso movimento riscontrabile negli anni del dopoguerra.

Il suo è un linguaggio di pura scomposizione e ricomposizione soggettiva delle forme, anzi descrittivo della soggettività stessa dell’autore, che rappresenta oggetti e stati di coscienza come un unicum. Winter-Rust fa talora uso, come in questo caso, di colori e velature più morbide ed intime. Altre volte invece l’autore si concede ad una gestualità ed un impeto meno contenuti anche nei contrasti di colore che prova però sempre a controllare e organizzare. Stima: 6.000€/8.000€.

Roberto Crippa, Geometrico,olio su tela, 30x40, 1950
Roberto Crippa, Geometrico,olio su tela, 30×40, 1950 – Lotto n. 59 – Immagine da mecenateaste.it – Asta Mecenate n. 32

Un “geometrico” ben riuscito del 1950 del grande artista monzese Roberto Crippa al lotto n. 59.

È proprio negli anni 1949/1950 che la pittura di Crippa attraversa una fase astratta di stampo concretista dopo un primo esordio post-cubista nel 1947.

Si tratta di opere che rientrano nell’ambito delle ricerche ispirate al M.A.C Movimento Arte Concreta. Crippa le risolve, parallelamente ad altre sperimentazioni gestuali, concettuali nonché spaziali, in un dinamismo di forme definite e allo stesso tempo aperte esemplificative di una delle anime, quella ‘ordinatrice’, di un artista incredibilmente sensibile e istintivo. Stima: 6.000€/8.000€.

Emilio Scanavino, Senza titolo, acrilico su cartoncino applicato su tavola, 51x70, 1966
Emilio Scanavino, Senza titolo, acrilico su cartoncino applicato su tavola, 51×70, 1966 – Lotto n. 60 – Immagine da mecenateaste.it – Asta Mecenate n. 32

La grande capacità espressiva e simbolica del ligure Emilio Scanavino al lotto n. 60 “Senza titolo”.

La pittura di Scanavino fin dagli esordi negli anni ’50 infatti non è mai puramente informale. L’arte di Scanavino ricorda l’informale nel mood, nei colori, nell’enigmaticità. Ma contiene sempre anche una chiave, un bisogno di elaborazione.

C’è nelle opere degli anni ’60, forse le migliori, un tensione che l’artista cerca di controllare che riguarda al contempo il gesto ‘tachista’ con cui Scanavino verga il proprio ‘segno’, lo spazio e la geometria delle forme. Caratteristiche di stile che sembrano ingaggiare una lotta nel campo di quella tabula rasa lascito appunto dell’informale europeo. Opera significativa. Stima: 6.000€/8.000€.

Ideo Pantaleoni, Composizione Cromatica, olio su tela grezza, 35x50, 1948
Ideo Pantaleoni, Composizione Cromatica, olio su tela grezza, 35×50, 1948 – Lotto n. 63 – Immagine da mecenateaste.it – Asta Mecenate n. 32

Un artista purtroppo ancora sottovalutato dal mercato al lotto n. 63, Ideo Pantaleoni con “Composizione cromatica”.

Nato a Legnago in provincia di Verona nel 1904 esordisce come pittore figurativo mostrando una notevole sensibilità per l’impianto spaziale delle composizioni e l’uso di riuscitissimi accordi tonali di colore.

Nel 1947 la sua pittura mostra le prime influenze post-cubiste. Il 1948, l’anno di questa opera, segna il passaggio alla pittura astratta su due dimensioni per l’artista. Con queste opere partecipa alla XXIV edizione della Biennale di Venezia. Nello stesso anno compie un viaggio studio a Parigi dove entra in contatto con i protagonisti delle avanguardie europee. È il primo a Milano ad aderire al Movimento Arte Concreta, ricerca che porterà avanti per tutto il suo percorso artistico e di vita. Stima: 1.000€/1.500€.