Asta Fabiani n. 53 – Montecatini Terme, Dipinti, Disegni, Sculture e Grafica di Artisti dell’800 del ‘900, Moderni e Contemporanei

L’asta di aprile della Casa d’Aste Fabiani Arte dedicata a Dipinti, Disegni, Sculture e Grafica di Artisti dell’‘800 del ‘900, Moderni e Contemporanei si terrà in due sessioni (sessione Isessione IIsabato 23 e domenica 24 Aprile 2016. Nella rassegna segnaliamo e approfondiamo i nostri lotti preferiti.

Giovanni Campus, Senza titolo, acrilico su cartone, 68.5x48,
Giovanni Campus, Senza titolo, acrilico su cartone, 68.5×48 – Lotto 37 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Giovanni Campus è un artista di origine sarda, pittore ma soprattutto scultore, la cui attività è stata sempre autonoma ed in continua evoluzione.

Famoso per le installazioni in situ che lo collocano nell’ambito della land art, la ricerca di Campus si muove in continua tensione fra recupero della materia, indagata nella consapevolezza dell’espressività innata delle sue forme, e il contesto nel quale queste si collocano che fa scaturire la dialettica e il dinamismo che sono alla base della vita e dell’opera stessa. Stima: 1.500€/2.000€.

Il lotto 37 “Senza titolo” è esemplificativo al riguardo nella ripetizione di forme colorate piene e concave che animano la tela e danno una sensazione di movimento.

Eugenio Carmi, Cubo trasgressivo, acrilico su tela di juta, 1998
Eugenio Carmi, Cubo trasgressivo, acrilico su tela di juta, 1998 – Lotto 54 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Un’opera di Eugenio Carmi antecedente l’anno 2000 il lotto 54 “Cubo trasgressivo”.

L’artista, recentemente scomparso, è fra i principali rappresentanti dell’astrattismo italiano.

Approda all’astrattismo geometrico negli anni ’70 dopo un primo periodo figurativo sotto la guida del suo maestro Felice Casorati, poi seguono due decenni di pura arte informale.

La tela di juta fa la comparsa nelle sue opere negli anni ’80 quando l’artista recupera una dimensione materica e coloristica e la sua ricerca si orienta ad indagare le leggi che regolano la natura, la percezione e il linguaggio in una forma di sinestesia totale e spirituale. Unica pecca dell’opera: manca l’autentica dell’artista. Stima: 2.200€/4.000€.

Mario Schifano, Paesaggio anemico, smalto su tela, 80x100, 1973-1974
Mario Schifano, Paesaggio anemico, smalto su tela, 80×100, 1973-1974 – Lotto 64 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Ha affermato il critico e collezionista d’arte italiano Maurizio Fagiolo Dell’Arco in merito ai “paesaggi anemici” di Mario Schifano: “niente cielo, niente tramonto, niente panorama; o meglio, il fantasma del panorama, del tramonto, del cielo”.

Il lotto 64 è uno di questi paesaggi dallo spettro cromatico scarno, esaurito, dove gli elementi figurativi si semplificano come nel disegno di un bambino.

Ma non sono visioni d’innocenza piuttosto d’inquietudine disillusa e post-moderna, in cui, anche nell’importanza data alla firma, si trasmette un messaggio forte di denuncia ed autorialità. Stima: 7.500€/12.000€.

Carlo Nangeroni, Percorso composto 1, olio su tela, 40x50, 1967
Carlo Nangeroni, Percorso composto 1, olio su tela, 40×50, 1967 – Lotto 65 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Nato a New York nel 1922 e poi vissuto fra gli Stati Uniti e  l’Italia l’evoluzione artistica di Carlo Nangeroni si colloca negli anni ’60 nell’ambito dell’arte cinetica allora incipiente e di moda.

L’artista la elabora però in modo personale, come ben si vede al lotto 65 “Percorso composto 1”.

La figurazione di Nangeroni è basata sull’elemento primario del semicerchio che crea effetti ottici tipici della op art da cui però si distingue per una forte impronta espressionista, soprattutto nell’uso del colore e di alcune forme che animano le opere. L’influsso espressionista è da ricercarsi nella sua formazione newyorkese e nell’action painting di De Kooning e Kline. Stima: 5.000€/8.000€.

Roberto Crippa, Geometrico, olio su tavola, 70x49.5, 1950
Roberto Crippa, Geometrico, olio su tavola, 70×49.5, 1950 – Lotto 68 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Firmato Roberto Crippa il lotto 68 “Geometrico”: siamo negli anni ’50 e Crippa dopo le prime esperienze di matrice picassiana, aderisce all’astrattismo geometrico sotto l’influenza delle contemporanee ricerche del M.A.C. (Movimento Arte Concreta).

Queste lo conducono formalmente ad una pittura bidimensionale, incentrata su una geometria precisa di tasselli dai colori primari stesi su la tela bianca in una ricerca di ordine e armonia assoluti.

Per i collezionisti: opera storica, buone le dimensioni, ottimo l’anno, artista che ancora costa davvero poco rispetto al suo valore. Stima: 8.500€/13.500€.

Giorgia Zanuso, Mezzocerchio, assemblaggio di fili e led su tela, 100x100, 2015
Giorgia Zanuso, Mezzocerchio, assemblaggio di fili e led su tela, 100×100, 2015 – Lotto 160 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Giorgia Zanuso è una giovane artista (classe 1985), riconducibile al filone del neo-costruttivismo, che utilizza led e fili innestandoli sulla tela.

E sulla tela dunque prendono vita vere e proprie lacerazioni o cuciture di luce cariche di messaggi simbolici e spirituali per il fruitore dell’opera.

Questa in particolare, lotto 160 “Mezzocerchio” è ascrivibile a un particolare ciclo ‘pittorico’ della Zanuso in cui le opere sembrano richiamare i mandala tibetani nella loro circolarità, con un messaggio allo stesso tempo cosmico e di ricerca individuale. Stima: 1.000€/2.000€.

Roberto Crippa, Paesaggio con sole, collage e amiantite su tavola, 1965
Roberto Crippa, Paesaggio con sole, collage e amiantite su tavola, 1965 – Lotto 195 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Ancora un’opera di Roberto Crippa al lotto 195 “Paesaggio con sole”.

A partire dal 1965 Crippa inaugura una stagione pittorica dove affianca al collage l’uso dell’amiantite: si tratta di opere realizzate con fogli sottili di amianto applicati su una tavola incisa, spesso colorate vivacemente.

Le amiantiti’ rappresentano una visione del cosmo ludica ed essenziale per la ricchezza cromatica e la semplicità formale con cui Crippa applica il suo linguaggio astratto ed informale all’esigenza mai abbandonata di un contatto dell’opera con la realtà del mondo e con le sue passioni, in particolare il volo (era pilota d’aereo). Stima: 3.800€/7.000€.

Lucio Del Pezzo, La sirena del grande fiume, collage polimaterico, acrilico e foglia oro su cartoncino, 57x76
Lucio Del Pezzo, La sirena del grande fiume, collage polimaterico, acrilico e foglia oro su cartoncino, 57×76 – Lotto 256 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Tra i fondatori del “Gruppo 58” di Napoli, Lucio Del Pezzo ci presenta, al lotto 256, una storia: “La sirena del grande fiume”.

Lo fa in modo dissacrante e leggero, tipicamente napoletano oltre che neo-surrealista e neo-dadaista.

Organizza infatti il suo collage con la struttura tipica della rappresentazione iconica, in 12 riquadri, ciascuno dei quali è una piccola nicchia che decontestualizza un oggetto, ora comune ora ‘metafisico’, lasciando allo spettatore la suggestione di un percorso vitale, quello del grande fiume, dove tutto si genera e si distrugge; una storia di formazione mitica che mutua i simboli della nostra cultura. Stima: 2.800€/4.500€.

Walter Valentini, Dal cielo, tecnica mista su tela, 50x50, 1975
Walter Valentini, Dal cielo, tecnica mista su tela, 50×50, 1975 – Lotto 260 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Il lotto 260 “Dal cielo” di Walter Valentini del 1975 appartiene alla prima produzione dell’artista.

Negli anni settanta lo stile di Walter Valentini si basa sull’uso di forme di tante gradazioni di grigio e nero che fanno da contesto all’epifania di forme di colori, perlopiù primari, in veri e propri ‘paesaggi’ geometrici.

In questo periodo i materiali più usati sono tempera, polvere di grafite e carbone, e come supporto la tela. Stima: 4.000€/7.000€.

 

Salvatore Emblema, Senza titolo, terra colorata su tela di juta, 80x100, 2002
Salvatore Emblema, Senza titolo, terra colorata su tela di juta, 80×100, 2002 – Lotto 265 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Le prime tele di juta di Salvatore Emblema risalgono già agli anni ’50.

Al lotto 265 “Senza titolo” una delle sue opere astratte dove evidente è uno degli aspetti che caratterizza il lavoro dell’artista: l’importanza del ritorno alla materia, all’essenzialità del segno nello spazio.

Guardando questa opera non possono non venire in mente le opere di Rothko, cui l’artista si è ispirato costantemente durante la sua carriera soprattutto con riguardo all’uso del colore e delle trasparenze. Stima: 3.500€/5.500€.

Marina Apollonio, Dinamica circolare 7/1, acrilico su tela, 45x45, 1971
Marina Apollonio, Dinamica circolare 7/1, acrilico su tela, 45×45, 1971 – Lotto 289 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Marina Apollonio è una delle rappresentanti italiane dell’arte cinetica più affermate internazionalmente.

Partecipa negli anni 60 al “Gruppo N” di Padova e al “Gruppo T” di Milano ed è in questi anni che realizza le sue prime “Dinamiche circolari” che ben manifestano la ricerca di un’arte depersonalizzata contrapposta all’astrazione espressiva dell’artista.

Il lotto 289 “Dinamica circolare 7/1” è una di queste opere dove l’interpretazione visuale ed il movimento sono delegate alla percezione dello spettatore. Stima: 18.000€/30.000€.

Alberto Biasi, Variabile (Round Image), rilievo ottico cinetico su tavola, diam. 25, 1984 - Lotto 290
Alberto Biasi, Variabile (Round Image), rilievo ottico cinetico su tavola, diam. 25, 1984 – Lotto 290 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Altro esponente del “Gruppo N” al lotto 290 “Variabile (Round Image)”, Alberto Biasi ne è forse anche il più autorevole. Ha partecipato a due mostre fondamentali dell’arte cinetica quali “Nove Tendencije” a Zagabria e “The Responsive Eye” al MoMa di New York.

Uno dei grandi maestri dell’indagine percettiva, che ha prodotto cicli di lavori che elaborano non senza poesia e cognizione scientifica aspetti della visione umana.

Già realizzati negli anni ’60 i “rilievi ottico-cinetici” sono costituiti da sovrapposizioni di strutture lamellari di vario colore su vari livelli che originano effetti contrastanti e variabili conseguentemente al movimento dello spettatore che diventa in questo modo attore dell’evento visivo. Stima: 15.000€/25.000€.

Andrea Raccagni, Senza titolo. olio su tela, 60x80, 1955
Andrea Raccagni, Senza titolo. olio su tela, 60×80, 1955 – Lotto 485 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Un’opera del 1955 dell’imolese Andrea Raccagni (classe 1921) al lotto 485. L'”ultimo naturalista” come amava definirsi è stato artista eclettico oltre che uno dei pionieri dell’astrattismo italiano.

La sua prima produzione, a cui questo lotto può essere ricondotto, è caratterizzata da uno spiccato geometrismo caratterizzato dal tratto deciso, che nell’eredità di forme picassiane lascia in qualche modo presagire l’attrazione che eserciteranno su di lui il futurismo ed il concetto di velocità nella rappresentazione della città e del paesaggio tecnologico. Stima: 2.500€/4.500€.

Renato Natali, Scorcio di città con figure, 70x99
Renato Natali, Scorcio di città con figure, 70×99 – Lotto 607 – Immagine da fabianiarte.com – Asta Fabiani n. 53

Un bello “Scorcio di città con figure” al lotto 607 di Renato Natali, pittore labronico e post-macchiaiolo.

Opera di buone dimensioni, non troppo tarda anche se non datata, con la luce del vespro colta così com’è quando si fa sera a Livorno, ritratta come una nuova Parigi, città che l’artista amava e che ha dipinto fino alla morte con tenore vernacolare, fra risse e serenate, vicoli decadenti, popolane e marinai, notturni urbani e bettole malfamate. Stima: 7.500€/12.000€.