Asta Borromeo n. 12 – 4 Novembre 2017 – Senago, Arte Moderna e Contemporanea

Prevista per il prossimo 4 novembre 2017 l’asta di Arte Moderna e Contemporanea della Casa d’Aste Borromeo Studio d’Arte. L’asta, in due sessioni (lotti 1-246 e lotti 301-569), si terrà nella sede di Via Piave 3/B, 20030 – Senago, Milano. La TopTen di SenzaRiserva.

Piero Dorazio, Fiorito, olio su tela, 40×60, 1978 – Lotto n. 373 – da asteborromeo.arsvalue.com
Piero Dorazio, Fiorito, olio su tela, 40x60, 1978
Piero Dorazio, Fiorito, olio su tela, 40×60, 1978 – Lotto n. 373 – Immagine da asteborromeo.arsvalue.com – Asta Borromeo Studio d’Arte n. 12

Piero Dorazio nasce nel 1927 a Roma. I suoi esordi pittorici risalgono al biennio 1942/1943. L’artista dipinge paesaggi della campagna romana e nature morte.

Di lì a breve farà la conoscenza di Achille Perilli, Mino Guerrini, Renzo Vespignani, Lucio Manisco e altri studenti, aspiranti pittori, con i quali formerà il Gruppo Arte Sociale. Dorazio frequenta intanto lo studio di Renato Guttuso in via Margutta dove partecipa al dibattito sul ruolo sociale dell’arte. Ben presto però Dorazio, con Perilli e Guerrini, se ne distaccherà, affermando una volontà di libertà espressiva e fantastica che non sarebbe potuta esistere costretta nelle esigenze politiche, di partito e culturali dell’arte sociale.

Nel 1948 Dorazio partecipa alla Fondazione del Gruppo Forma 1. Va a Parigi, stringe rapporti con Severini e Magnelli, portando avanti una ricerca astratta che attraverserà sempre con originalità fasi diversissime, dall’esperienza della Fondazione Origine a quella americana negli anni ’50, fino alle ricerche più percettive dei primi anni ’60 e al successivo ‘trionfo del colore’.

I reticoli negli anni ’50, le grandi fasce e bande che si intersecano nei ’60, e queste bellissime scomposizioni quasi atomiche, i crepuscoli, le grisaille degli anni ’70 che trovano una partitura ritmica di solo colore articolata non in profondità come nei reticoli, ma questa volta ma nel tempo, come al lotto n. 373 “Fiorito”, sono certamente fra i contributi migliori dell’artista romano alla storia dell’astrattismo nazionale ed internazionale. Stima: 15.000€/18.000€.

Tullio Pericoli, Senza titolo, tecnica mista, sabbia e applicazioni su tela intavolata, 70×70, 1969 – Lotto n. 391 – da asteborromeo.arsvalue.com
Tullio Pericoli, Senza titolo, tecnica mista, sabbia e applicazioni su tela intavolata, 70x70, 1969
Tullio Pericoli, Senza titolo, tecnica mista, sabbia e applicazioni su tela intavolata, 70×70, 1969 – Lotto n. 391 – Immagine da asteborromeo.arsvalue.com – Asta Borromeo Studio d’Arte n. 12

Tullio Pericoli, artista marchigiano, è probabilmente conosciuto più per la brillante carriera di disegnatore che per la sua produzione pittorica.

Dal 1961 Pericoli si trasferisce a Milano dove inizia a collaborare con strisce di disegni su celebri riviste e giornali quali “Linus”, “Il Corriere della Sera” e “L’Espresso”. Dagli anni ’80 collabora con Repubblica.

Al contempo dagli anni ’60 Pericoli si dedica alla pittura, soprattutto quella di paesaggio. Paesaggi che nell’artista marchigiano sembrano compiere quasi un percorso inverso, connotati alla fine degli anni ’60 da una formulazione astratta che scava quasi organicamente nella terra. Pericoli elabora quei solchi e segni, memoria della regione d’origine, quasi non intenzionalmente, e che che nel corso degli anni e soprattutto negli ultimi invece tornano, pur con la stessa essenzialità ma con maggiore evanescenza, al reale dello skyline della campagna.

Sono opere bellissime come questa in asta al lotto n. 391 “Senza titolo”, rare, a nostro avviso le migliori di Pericoli per il lavoro certosino, il segno calligrafico e il dipanarsi della materia nella rappresentazione della luce e del colore del paesaggio natio dell’artista: la nuda terra marchigiana ricca di fossili e sedimentazioni che racconta una storia vecchissima, minerale, che parla della vita della natura e degli uomini in essa. Stima: 2.000€/2.200€.

Michelangelo Pistoletto, Mollette, serigrafia a colori su lastra di acciaio, 100×70, 1972 – Lotto n. 410 – da asteborromeo.arsvalue.com
Michelangelo Pistoletto, Mollette, serigrafia a colori su lastra di acciaio, 100x70, 1972
Michelangelo Pistoletto, Mollette, serigrafia a colori su lastra di acciaio, 100×70, 1972 – Lotto n. 410 – Immagine da asteborromeo.arsvalue.com – Asta Borromeo Studio d’Arte n. 12

“Lo specchio dà indicazioni sulla questione vita e morte? Lo specchio dice la verità su vita e morte. Ogni immagine che appare immediatamente scompare. Lo fa prendendo il posto di quella precedente e lasciandolo alla seguente. Così ogni immagine che nasce contemporaneamente muore. Nello specchio si riflette sempre il presente in cui vita e morte sono inscindibili” scrive Michelangelo Pistoletto a proposito dei suoi ‘quadri specchianti’ in Omniteismo e democrazia, 2012.

E non si può negare che quelle dell’artista biellese, classe 1933, siano opere concettuali ed ‘esistenziali’. Lo spazio dello specchio in cui ci si riflette è l’hic et nunc in cui si è e poi più.

Ma non basta, Pistoletto rimarca questa condizione attraverso la fotografia, quasi con ironia, come qui al lotto n. 410 “Mollette” dove queste oltre a suggerirci uno ‘stato’ umano sotteso, sembrano quasi prenderci in giro affermando che persino loro avranno più futuro di noi specchianti dopo che ce ne saremo andati.

L’uomo è sempre stato al centro della ricerca di Pistoletto che attraverso una riflessione non sulla materia ma sull’esistenza individuale supera l’informale e l’arte povera. L’artista arriva a risolverla grazie ad una soluzione che impiega l’artificio della ‘riflessione’ stessa all’inizio degli anni ’60,  prima tentando superfici specchianti con vernice oro e argento, poi tramite l’utilizzo di vernice acrilica nera, fino al felice incontro con le lastre di acciaio lucidate a specchio. Stima: 27.000€/32.000€.

Tano Festa, Senza titolo, acrilici su dittico di tele, 80x40x2, 1976 – Lotto n. 423 – da asteborromeo.arsvalue.com
Tano Festa, Senza titolo, acrilici su dittico di tele, 80x40x2, 1976
Tano Festa, Senza titolo, acrilici su dittico di tele, 80x40x2, 1976 – Lotto n. 423 – Immagine da asteborromeo.arsvalue.com – Asta Borromeo Studio d’Arte n. 12

Bel dittico di uno dei protagonisti della Scuola di Piazza del Popolo, Tano Festa, al lotto n. 423 “Senza titolo”. Si tratta di un’opera del 1976 che ripete, in questo caso con buona originalità, uno dei cicli più celebri dell’artista romano, quello delle scene dal celebre affresco michelangiolesco sulla volta della Cappella Sistina “Peccato originale e cacciata dal Paradiso terrestre”.

Le citazioni michelangiolesche in Festa risalgono al 1963, anno della morte, nel settembre, del fratello Francesco Lo Savio. Per il fratello l’artista realizza in quell’anno il dipinto “Particolare della Sistina dedicato a mio fratello Francesco Lo Savio” dove utilizza per la prima volta un riporto fotografico con scena dalla “Creazione”.

È la motivazione lirica che rende originale la ricerca decontestualizzante in chiave pop di Festa. Festa rappresenta sempre, attraverso l’iconografia, una emozione, una intuizione più che un pensiero logico, che viene sì presentato ma mai è sviluppato pienamente. L’artista sovrappone piani fotografici, stilemi, personaggi; ne muove il punto di vista con tecnica cinematografica quasi ad attribuire diverso slittamento semantico.

Nel caso del lotto in asta, Eva è una donna sola, isolata; la mela è sparita. Sopra, irraggiungibile in un’altro riquadro un’altra donna: quel che resta di Satana. Sembra che le loro mani si cerchino, che siamo di fronte a una nuova “Creazione”, ma ciò che trionfa è l’impossibilità tutta umana di toccarsi. Ancora un omaggio al fratello. Stima: 4.200€/4.500€.

Christo, Over the river, project for the Arkansas River, State of Colorado, matita, smalti, fotografia di Wolfang Vola, pastelli e cera, cartina topografica e campione di tessuto su carta applicata su tavola, 28×21.5, 2006 – Lotto n. 437 – da asteborromeo.arsvalue.com
Christo, Over the river, project for the Arkansas River, State of Colorado, matita, smalti, fotografia di Wolfang Vola, pastelli e cera, cartina topografica e campione di tessuto su carta applicata su tavola, 28x21.5, 2006
Christo, Over the river, project for the Arkansas River, State of Colorado, matita, smalti, fotografia di Wolfang Vola, pastelli e cera, cartina topografica e campione di tessuto su carta applicata su tavola, 28×21.5, 2006 – Lotto n. 437 – Immagine da asteborromeo.arsvalue.com – Asta Borromeo Studio d’Arte n. 12

Questo il sogno di uno degli ultimi grandi progetti di Christo, artista di origini bulgare, e della moglie Jeanne Claude, scomparsa nel 2009:  chilometri di tessuto traslucido (un drappeggio di stoffa argentata) a coprire per due settimane un tratto del fiume Arkansas da Salida a Canon City nel sud Colorado. Pannelli situati ad una altezza variabile dai due ai sette metri che lascino intravedere le sagome delle nubi e filtrare la luce solare.

Arte ‘situazionista’, gesto dadaista, land art: non c’è una definizione corretta poiché l’arte è soprattutto una sensazione generata in chi la vive e la guarda; ed è innegabile che le opere di Christo producano questo ‘straniamento’ aldilà di tutte le polemiche su costi e impatto ambientale.

Progetto comunque fermo dal 2009 proprio per le temute ripercussioni sull’ecosistema del fiume e del luogo, e che, come noto dagli inizi di quest’anno, non si farà dato che l’autore ha rinunciato in segno di protesta contro il governo federale proprietario del terreno e contro la nuova amministrazione americana guidata dal presidente Donald Trump.

Anche per questo un progetto destinato a rimanere nella storia dell’artista, come una delle installazioni mai realizzate. Stima: 35.000€/38.000€.

Hsia-Ling Tsai, To the God of Pain, tecnica mista su tela, 100x100x3, 1957 – Lotto n. 482 – da asteborromeo.arsvalue.com
Ho Kan, Senza titolo, olio su tela, 50x50, 1969-1970
Ho Kan, Senza titolo, olio su tela, 50×50, 1969/1970 – Lotto n. 482 – Immagine da asteborromeo.arsvalue.com – Asta Borromeo Studio d’Arte n. 12

Ho Kan, nato a Nanchino nel 1932, è un artista taiwanese fra i fondatori nel dopoguerra del Gruppo “Ton Fan” nel 1957. Il Gruppo è fra i primi ad introdurre una riforma della pittura in Taiwan ispirata alle innovazioni provenienti dall’arte astratta espressionista americana.

È soprattutto negli anni ’60, dopo aver lasciato Taiwan nel 1964, che Ho Kan ha espresso al meglio il proprio linguaggio che unisce ad aspetti concretisti e al segno calligrafico gestuale di matrice tachista una ricerca ‘cosmologica’ dalla figurazione geometrico-surreale che risente delle teorie sul tutto e sull’armonia universale prettamente orientali (lotto n. 482 “Senza titolo”).

Ha dichiarato l’artista: “l’arte è quindi cosa dello spirito e creazione individuale e gli artisti si devono muovere in qualsiasi situazione liberamente e proteggere il loro pensiero come un bambino: è molto importante. Mi piace la pace, mi piace la tranquillità e mi piace pensare e aprire l´anima. Perciò io dipingo, io studio e provo a comprendere e a conquistare la vita.

Nella mia pittura, la composizione, i segni e i colori, sono tutti simboli dello spirito, è riflessione della mia vita ed espressione della mia personalità. Qualsiasi tecnica che ho usato durante il mio lavoro, l’ho usata per arrivare allo spazio dello spirito. Perciò io dico alle persone che si pongono davanti ai miei lavori di scacciare qualsiasi pensiero, di purificare il cervello. Solo allora comprenderanno la mia pittura”. Stima: 5.000€/6.000€.

Hsia-Ling Tsai, To the God of Pain, tecnica mista su tela, 100x100x3, 1957 – Lotto n. 489 – da asteborromeo.arsvalue.com
Hsia-Ling Tsai, To the God of Pain, tecnica mista su tela, 100x100x3, 1957
Tsai Hsia-Ling, To the God of Pain, tecnica mista su tela, 100x100x3, 1957 – Lotto n. 489 – Immagine da asteborromeo.arsvalue.com – Asta Borromeo Studio d’Arte n. 12

Pittore cinese nato nel 1936 Tsai Hsia-Ling è uno degli artisti orientali su cui è il momento di investire considerata la qualità delle opere sia materica che storica.

Il lotto n. 489 “To the God of Pain” è infatti un’opera di grandi dimensioni del 1957, creazione che dialoga con le espressioni più moderne e all’avanguardia dell’action painting e dell’espressionismo astratto americano.

Tsai Hsia-Ling, insieme a Hsia Chin, Li Huan-Chia, Ho Kan fa parte di un Gruppo di artisti che si è espresso in maniera poetica ed allo stesso tempo con una fortissima carica lirica che va oltre il soggettivismo occidentale e che invece apre ad una assolutizzazione quasi filosofico-esistenziale.

La tecnica e il gesto non tendono infatti ad occupare tutto lo spazio pittorico come in Pollock, ma anzi mirano sempre a considerare l’impronta di esso, per quanto potente, nel contesto di un dialogo, di un rapporto anche corporale con il tutto e non ‘totalizzano’ la tela in una pura esplosione. Opera consigliatissima anche solo per la qualità estetica. Stima: 3.800€/4.200€.

Arturo Bonfanti, 2 voci 263, olio su pannello, 25×30, 1966 – Lotto n. 504 – da asteborromeo.arsvalue.com
Arturo Bonfanti, 2 voci 263, olio su pannello, 25x30, 1966
Arturo Bonfanti, 2 voci 263, olio su pannello, 25×30, 1966 – Lotto n. 504 – Immagine da asteborromeo.arsvalue.com – Asta Borromeo Studio d’Arte n. 12

Un’opera della piena maturità e probabilmente del periodo migliore di Arturo Bonfanti, artista bergamasco classe 1905, al lotto n. 504 “2 voci 263”. È nel 1968 infatti che a Bonfanti viene dedicata una sala personale alla XXXIV Biennale di Venezia.

La prima personale di Bonfanti fu alla Galleria Permanente di Bergamo nel 1927. I lavori del pittore bergamasco degli anni ’20 e ’30 sono figurativi e caratterizzati da una ispirazione metafisica che risente dell’insegnamento di Giorgio Morandi, autore molto amato.

Nel dopoguerra Bonfanti viaggia a Parigi dove stringe rapporti con Alberto Magnelli, Gérard Schneider ed Hans Arp. La sua pittura si trasforma ed aderisce al concretismo astratto. Tuttavia le opere di Bonfanti non saranno mai contraddistinte da un freddo e rigido geometrismo. Le tenui variazioni di colore insieme alle leggere modulazioni della linea rivelano sempre una spiccata originalità lirica, tanto che si è parlato per la sua pittura di “geometria poetica”, definizione assai calzante per il lotto in asta.

Ordine ed equilibrio universali sono i temi di Bonfanti, e si badi bene non l’ordine Novecentista, che gioca quasi in difesa impaurito e tenta di farsi grande, ma quello armonico, eterno, che si può ammirare negli affreschi di Piero della Francesca. Stima: 3.500€/4.000€.

Davide Nido, Orbicolor nel blu, tecnica mista e colle colorate su tela, 50x50x4, 2012 – Lotto n. 538 – da asteborromeo.arsvalue.com
Davide Nido, Orbicolor nel blu, tecnica mista e colle colorate su tela, 50x50x4, 2012
Davide Nido, Orbicolor nel blu, tecnica mista e colle colorate su tela, 50x50x4, 2012 – Lotto n. 538 – Immagine da asteborromeo.arsvalue.com – Asta Borromeo Studio d’Arte n. 12

Artista nato a Senago nel 1966 e purtroppo prematuramente scomparso nel 2014 Davide Nido è stato figura sui generis riuscendo a sviluppare un linguaggio originale attraverso l’uso di applicazioni di colle a caldo, di cui un bellissimo esempio è qui al lotto n. 538 “Orbicolor nel blu”.

Diplomato all’Istituto d’Arte di Monza e poi studente alla Facoltà di Architettura, Nido diviene assistente di Aldo Mondino durante la frequentazione dell’Accademia di Brera.

Da Mondino Nido eredita sicuramente la propensione al gioco e all’autoironia: nei colori optical ed eccessivi, nelle accumulazioni e variazioni di elementi vicine ai procedimenti tipici dell’arte povera. Ma c’è di più: in Nido il gioco combinatorio si fa per così dire idolo del reale, e tutte converge alla stimolazione di un movimento che riguarda la materia organica. Nido rappresenta in questo modo la vita in tutte la sua varietà di forme, colori, pulsazioni.

Nel 2009 l’artista lombrado ha partecipato alla XLIII Biennale di Venezia. Stima: 8.500€/9.000€.

Antonio Possenti, XII Sogno del Profeta, olio su cartone telato, 50×40, 1998 – Lotto n. 564 – da asteborromeo.arsvalue.com
Antonio Possenti, XII Sogno del Profeta, olio su cartone telato, 50x40, 1998
Antonio Possenti, XII Sogno del Profeta, olio su cartone telato, 50×40, 1998 – Lotto n. 564 – Immagine da asteborromeo.arsvalue.com – Asta Borromeo Studio d’Arte n. 12

Opera di qualità del maestro lucchese Antonio Possenti al lotto n. 564 “XII Sogno del Profeta”.

Artista recentemente scomparso, Possenti è avviato dalla famiglia agli studi di avvocatura che conclude senza troppo entusiasmo e senza esercitare mai. Nel 1957 incontra in Costa Azzurra Marc Chagall e decide di dedicarsi a tempo pieno alla pittura.

Il mondo poetico di Possenti è intessuto di intertestualità con episodi della letteratura, della cultura e della storia medievale e moderna, con miti e leggende. Possenti non è mai ripetitivo, neppure nel frequentatissimo ciclo del sogno, poiché se banale e consueta è la posizione del dormire, aperto ad ogni possibilità è invece lo spazio dell’immaginazione, ricchissimo in Possenti solo a giudicare dalla foggia delle innumerevoli coperte, questa bellissima, che ha dipinto.

“Antonio Possenti costruisce il suo mondo, ci si immerge e lo domina, divertendo se stesso e coinvolgendo emotivamente e spiazzando noi ammirati osservatori. Ci si trova davanti a metamorfosi naturali frutto della variegata cultura visiva e letteraria e dell’insaziabile curiosità dell’artista. Un mondo che attinge, con sottile e colta ironia, all’enigmatico universo dei bestiari e erbari alchemici medievali. Un caleidoscopio mai banale dove mondo umano, animale e vegetale, realtà e fantasia, cultura scientifica e credenze popolari, rigore compositivo e decorazione, polemica e umana pietas si mescolano e confondono” ha scritto in modo magistrale Lucia Tomasi Tongiorgi. Stima: 2.200€/2.500€.