Asta Studio Borromeo n. 6 – 29 Ottobre 2016 – Senago, Arte Moderna e Contemporanea

L’Asta n. 6 di Arte Moderna e Contemporanea dello Studio d’Arte Borromeo di Senago si terrà il giorno 29 ottobre in due sessioni: ore 9.30 (Sessione I – Lotti 1-282) e ore 14.30 (Sessione II – Lotti 301-531). Approfondiamo alcuni lotti d’interesse.

Corrado Cagli, Composizione, tecnica mista su carta intelata, 71x102, 1949
Corrado Cagli, Composizione, tecnica mista su carta intelata, 71×102, 1949 – Lotto n. 319 – Immagine da asteorromeo.com – Asta Borromeo n. 6

Corrado Cagli nasce a Roma nel 1910. Con Giuseppe Capogrossi ed Emanuele Cavalli forma il Gruppo dei Nuovi Pittori Romani. Il Gruppo ruota intorno alla cerchia di intellettuali che si ritrovano nella casa di Antonietta Raphaël e Mario Mafai al n° 325 di via Cavour.

Non si trattava di un gruppo omogeneo di artisti con principi formali ben definiti. Piuttosto di una serie di personalità anarcoidi che non si riconoscevano nei dettami ufficiali del ritorno all’ordine e dell’indirizzo artistico di regime.

Con la guerra, a causa delle origini ebree, Cagli fu costretto ad espatriare prima a New York, poi in Gran Bretagna, poi nuovamente negli Stati Uniti, per fare ritorno a Roma solo nel dopoguerra.

Fu artista eclettico: espressionista astratto e surreale nella figurazione, astrattista potente, Cagli credeva nella funzione sociale e morale dell’arte che andava rifondata riscoprendone analiticamente i valori e i mezzi primordiali (elementi evidenti al lotto n. 319 “Composizione” che sembra realizzata con ‘puntine’).

Opinione che Cagli non tradirà mai, già in nuce nel celebre articolo “Muri ai pit­tori” del 1933 pubblicato sulla rivista Quadrante. Nell’articolo l’artista indica fra i giusti motivi per un rinnovamento della pittura: “quelli che segnano il supera­mento delle forme pure e preludono a sensi di pittura ciclica; al neoformali­smo classicheggiante, e arcaico, con­trapponendo il primordiale. Nella necessità del ciclo, nella moven­za di primordio, sono visibili i segni di un superamento delle tendenze di ri­piego, tra le quali è da considerare ti­pica la scuola del Novecento milanese. Né tale situazione è singolare nella pittura. In musica, in letteratura, in tutte le arti, è lo stesso bisogno di stu­pore e di primordio che si fa sentire, la stessa angoscia di abbandonare il frammento, e, liberati da un compli­cato intelletto, farsi i muscoli e il fiato per un’arte ciclica e polifonica”. Stima: 3.400€/3.700€.

Rodolfo Aricò, Senza titolo, tecnica mista su cartoncino e cartone sagomato tridimensionale applicati su tavola, entro scatola originale, 72x103, 1967
Rodolfo Aricò, Senza titolo, tecnica mista su cartoncino e cartone sagomato tridimensionale applicati su tavola, entro scatola originale, 72×103, 1967 – Lotto n. 329 – Immagine da asteorromeo.com – Asta Borromeo n. 6

Rodolfo Aricò ha una formazione da architetto negli anni ’50 a Milano dove si iscrive al Politecnico. Negli stessi anni tiene la sua prima personale alla Galleria Annunciata con opere che risentono dell’informale di Wols vissuto in chiave esistenzialista.

Negli anni ’60 invece il linguaggio pittorico di Aricò si trasforma. L’artista dipinge ed estrude figure geometriche che a un certo punto si trasformano in oggetti autonomi, ‘pitture-oggetto’ che occupano lo spazio, realizzate su tele sagomate.

Oggetti che dipinti e decontestualizzati e allo stesso tempo ‘semplificati’ sembrano assurgere a vere e proprie suppellettili sacre.

In questi anni Aricò fu assai influenzato dall’orfismo dei coniugi Robert e Sonia Delaunay. L’artista sembra risolvere, in questo ciclo dei quadri – oggetto, una esigenza di pittura totale, attraverso una intuizione che coglie in un lampo la tridimensionalità metafisica dello spazio/tempo e che è capace di ‘compendiare’ ogni forma di questa terra in una rappresentazione astratta e sensibile della sua stessa entità (lotto n. 329 “Senza titolo”). Stima: 7.500€/8.000€.

Remo Bianco, Tableux Doré, tecnica mista con olio e oro in foglia su legno, 100x70, 1967
Remo Bianco, Tableux Doré, tecnica mista con olio e oro in foglia su legno, 100×70, 1967 – Lotto n. 373 – Immagine da asteorromeo.com – Asta Borromeo n. 6

Altro milanese, classe 1922, al lotto n. 373 “Tableux Doré”. Remo Bianco inaugura il ciclo dei “Tableux Doré” nella seconda metà degli anni ’50 per proseguirlo fino agli anni ’80.

L’idea nasce dopo il viaggio negli Stati Uniti del 1955 quando Bianco viene a stretto contatto con Jackson Pollock e l’espressionismo astratto e comincia ad utilizzare la tecnica del dripping che poi introduce nei suoi primi collages.

I “Tableux Doré” sono dunque una fase della ricerca di Bianco in cui l’artista rielabora la combinazione dei ‘segni’ del ‘particolarismo’ sperimentato nei collages con un occhio più attento alla materia. Spesso realizzati con campiture in foglia oro i piccoli rettangoli ripetuti che li caratterizzano costituiscono la base per le ricerche sull’arte improntale degli anni a venire.

Tracce, ricordi, testimonianze del divenire, del trascorrere d’ogni cosa; graffi lirici del tempo che segna la nostra divina umanità. Stima: 7.500€/8.000€.

Edoardo Landi, Struttura cino prospettica - 78, acrilici su tela tesa su tavola, 140x140 (99x99), 1978
Edoardo Landi, Struttura cino prospettica – 78, acrilici su tela tesa su tavola, 140×140 (99×99), 1978 – Lotto n. 379 – Immagine da asteorromeo.com – Asta Borromeo n. 6

Grande “Struttura cino-prospettica” di Edoardo Landi, uno dei fondatori del Gruppo N di Padova al lotto n. 379.

Gruppo fondato nel 1959 da Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Toni Costa, Manfredo Massironi e appunto Edoardo Landi, il Manifesto vedrà la luce nel 1961. Ivi si legge: “la dicitura enne distingue un gruppo di ‘disegnatori sperimentali’ uniti dall’esigenza di ricercare collettivamente. Il gruppo è certo che il razionalismo ed il tachismo sono finiti, che l’informale ed ogni espressionismo sono inutili soggettivismi”.

L’accenno all’inutilità è certamente il più rilevante nel passo sopra citato. Pur nei particolarismi infatti ciò che ha unito fra gli anni 1959 e 1967 questi artisti è proprio l’impegno etico da loro assegnato all’arte.

L’arte deve intervenire nel reale attraverso azioni programmatiche e cinetiche nello spazio, azioni che coinvolgano lo spettatore attraverso l’analisi dei quei principi di psicologia gestaltica che consentono all’arte stessa di non essere puro estetismo ma di avere un impatto critico sul reale. Opera bella ed efficace. Stima: 9.500€/10.000€.

Hugo Demarco, Reflexion changeante (Mouvement espectateur), oggetto cinetico, 71x71x11, 1965
Hugo Demarco, Reflexion changeante (Mouvement espectateur), oggetto cinetico, 71x71x11, 1965 – Lotto n. 395 – Immagine da asteorromeo.com – Asta Borromeo n. 6

Di origini argentine Hugo Demarco fu il fondatore del Groupe de Recherche d’Art Visuel (GRAV) a Parigi con Julio Le Parc e Horacio García-Rossi fra gli altri.

Al lotto n. 395 “Reflexion changeante (Mouvement espectateur)” un bellissimo e raro esempio del 1965 che testimonia le prime ricerche di Demarco sui fenomeni dell’instabilità percettiva.

Si tratta di opere realizzate in box di legno con assemblaggi di specchi, luci elettriche e forme geometriche che, attraverso l’utilizzo del prisma o mossi da motori ad-hoc, provocano effetti mutevoli sia nell’opera in sé che nell’ambiente circostante.

Negli anni ’70 l’artista produrrà una notevole quantità di queste opere nelle diverse varianti e cicli: “Réflexion changeante”, “Métamorphose”, “Relief-transformable”, “Vibrations” e “Arabesques”. Stima: 14.000€/16.000€.

Jiri Kolar, La lune hollandaise, collage su tavola, 65x50, 1988
Jiri Kolar, La lune hollandaise, collage su tavola, 65×50, 1988 – Lotto n. 442 – Immagine da asteorromeo.com – Asta Borromeo n. 6

Opera realizzata dal grande artista ceco Jiri Kolar per la mostra “Ode aan Van Gogh – Hommàge à Van Gogh”, promossa dalla Fondazione Van Gogh nel 1990 al lotto n. 442 “La lune hollandaise”.

Sicuramente Jiri Kolar è il maestro del collage del ’900 europeo e uno dei rappresentanti più autorevoli della ‘poesia visiva’.

Piena di poesia l’opera al lotto n. 442 dove una costellazione è dentro un’altra. All’esterno quella muta ma così pregna di incomunicabili significati: la costellazione delle parole; poi l’altra, più interna, la mappa del cielo olandese. Infine, al centro, quell’occhio così umano, profondo e riconoscibile degli autoritratti del pittore di Arles. Stima: 6.000€/7.000€.

Yasuo Sumi, Gutai Worl 13, inchiostri giapponesi su carta, 31x41, 1965
Yasuo Sumi, Gutai Worl 13, inchiostri giapponesi su carta, 31×41, 1965 – Lotto n. 458 – Immagine da asteorromeo.com – Asta Borromeo n. 6

Yasuo Sumi è uno dei componenti più rappresentativi e talentuosi del movimento Gutai, fondato nel 1954 ad Osaka da Jiro Yoschihara.

Gutai ha per alcuni aspetti anticipato caratteristiche dell’informale europeo e dell’action painting americano, soprattutto nell’utilizzo della gestualità e nell’approccio ‘libero’ all’espressione dell’inconscio e della soggettività.

Scomparso nel 2015 all’età di 90 anni Yasuo Sumi ha fondato la sua ricerca su “disperazione, irresponsabilità e noncuranza” come principi attraverso i quali raggiungere un’espressione pura dell’artista nel mondo. Obiettivi che cercava di avvicinare con un semplice ombrello o un piccolo pettine, graffiando la materia e il supporto freneticamente (evidenti le impronte del pettine al lotto n. 458 “Gutai Worl 13”). Stima: 13.500€/14.000€.

Franco Garelli, Figura n.X, olio su tela, 105x74, 1954
Franco Garelli, Figura n.X, olio su tela, 105×74, 1954 – Lotto n. 460 – Immagine da asteorromeo.com – Asta Borromeo n. 6

Fu scultore innovativo oltre che ceramista e pittore Franco Garelli, protagonista della cultura artistica nella Torino degli anni ’50.

Nato nelle Langhe, fu allievo di Arturo Martini; frequentò gli ambienti intellettuali di Albisola. Nel 1948 partecipò alla Biennale Veneziana con disegni di guerra dal fortissimo pathos.

L’olio al lotto n. 460 “Figura n. X” descrive bene la ricerca scultorea di quegli anni di Garelli che, influenzato da suggestioni surrealiste e cubiste, nonché dalle sollecitazioni derivanti dai contatti col Gruppo Cobra, scompone la figura umana accentuando drammaticamente i vuoti (celebre l’Uomo presentato alla Biennale Veneziana proprio nel 1954).

Nel 1950 aveva scritto: “Io non so quale sia il volto del nostro tempo; ed allora cerco di costruire un’immagine dell’uomo servendomi di oggetti del nostro tempo: pezzi meccanici, ritagli di lamiere scartati dalle fabbriche di automobili. Saranno queste cose a suggerirmi l’aspetto dell’uomo”. Stima: 4.500€/5.000€.

Gastone Biggi, Continuo 110, olio su tela, 40x40, 1964
Gastone Biggi, Continuo 110, olio su tela, 40×40, 1964 – Lotto n. 473 – Immagine da asteorromeo.com – Asta Borromeo n. 6

Gastone Biggi nasce a Roma nel 1925. La sua personalità pittorica emerge nel primo dopoguerra nell’ambito della diatriba fra realisti e astrattisti.

È proprio con i “Continui” degli anni ’60 (qui “Continuo 110” al lotto n. 473) che l’artista definisce uno stile ed una visione personale del mondo e dell’arte.

Biggi concilia astrazione e figurazione attraverso un elemento formale: il punto. L’arte di Biggi dunque parte da un elemento primordiale e generativo, ma non scompone come la pittura analitica, non frammenta come quella cinetica; l’arte di Biggi ricompone, ricostruisce il mondo, è mimesis poetica del reale.

Scrisse Giulio Carlo Argan nel 1963: “In Biggi, nel ripetersi meccanico di un segno continuo, all’infinito, si tradiscono come in un cardiogramma gli impulsi incontrollati di un ritmo interno che nelle sue precedenti pitture provocava nel fitto tessuto delle colature del colore zone improvvise di accumulo o di rarefazione, e un’infinità di piccole smagliature…”.

L’opera in asta fu donata da Biggi al gallerista Renato Cardazzo per la mostra del Gruppo 1 alla Galleria del Cavallino (Biggi, Carrino, Frascà e Uncini) del 1964. Stima: 9.500€/11.000€.

Tano Festa, L’Olandese - Omaggio alla pittura d’azione, acrilici su tela, 160x130, 1987
Tano Festa, L’Olandese – Omaggio alla pittura d’azione, acrilici su tela, 160×130, 1987 – Lotto n. 504 – Immagine da asteorromeo.com – Asta Borromeo n. 6

Opera di qualità di Tano Festa del 1987, di grandi dimensioni, al lotto n. 504 “L’Olandese – Omaggio alla pittura d’azione”.

Opera proveniente dalla Collezione del famoso critico d’arte e gallerista Luciano Pistoi e presentata nella mostra del 1988 presso l’Ex Stabilimento Peroni, Roma, “Tano Festa”, a cura di Achille Bonito Oliva.

Protagonista della Scuola di Piazza del Popolo, Tano Festa è celebre per ben altri soggetti, gli oggetti muti degli anni ’60: le “persiane”, gli “armadi”, le “soglie”, i “cieli” e ancora gli “omaggi al colore”, le “nature morte”, i “Don Chisciotte” dei decenni successivi.

Per questo l’opera al lotto n. 504 è probabilmente un unicum dal punto di vista iconografico. Per il resto c’è in quest’opera quella stessa malinconia che Festa manifesta in tutte le altre sue creazioni: un desiderio di libertà oltre l’artificio della tecnica, delle produzioni della società industriale e della comunicazione di massa, un desiderio di autenticità che il gesto puro, istintivo, per certi versi infantile della pittura d’azione solo gli poteva dare. Stima: 18.500€/21.000€.

Armodio, Onde, tempera su tavola, 40x50, 1990
Armodio, Onde, tempera su tavola, 40×50, 1990 – Lotto n. 525 – Immagine da asteorromeo.com – Asta Borromeo n. 6

Armodio (Vilmore Schenardi) nasce a Piacenza nel 1938. Nel 1964 espone alla Galleria L’Obelisco di Roma. Dal 1972 collabora con il gallerista Philippe Guimiot che lo apre al mercato internazionale dove riscuote un ottimo successo.

Linguaggio poetico ed originale quello del pittore piacentino che ha assunto il libro ad uno dei propri soggetti principali, simbolo e talismano di un mondo magico e poetico dove sinestesie, ironia ed interferenze di senso strizzano l’occhio all’intelligenza dello spettatore/esegeta. Notevole talento pittorico. Stima: 7.500€/8.000€.