Asta Martini Studio d’Arte n. 35 – 21/22 Marzo 2017 – Brescia, Arte Moderna e Contemporanea

L’Asta n. 35 della Casa d’Aste Martini Studio d’Arte di Brescia si terrà nei giorni 21 e 22 marzo 2017, ore 18.00, in due sessioni (lotti 1-105 e lotti 106-195). La topten di SenzaRiserva.

Tino Vaglieri, Tubazioni, olio su tela, 50x70, 1957
Tino Vaglieri, Tubazioni, olio su tela, 50×70, 1957 – Lotto n. 46 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini Studio d’Arte n. 35

Tino Vaglieri nasce a Trieste nel 1929. Frequenta l’Accademia di Brera dove viene a contatto con i protagonisti del cosiddetto realismo esistenziale (Giuseppe Banchieri, Floriano Bodini, Mino Ceretti, Giuseppe Guerreschi, Bepi Romagnoni).

La pittura degli anni ’50 di Vaglieri è caratterizzata da un espressionismo di matrice figurativa che fa uso di terre, biacche e neri tipicamente lombardi. È solo nel 1956 dopo un viaggio in Sicilia che l’artista aggiunge i colori squillanti che si ritrovano al lotto n. 46 “Tubazioni”.

Sembra che l’artista abbia ‘imparato’ dalla natura stessa, che il suo gesto si sia fatto più arcaico e primordiale. Sembra che, allo stesso tempo, la tela si veni di una forza crappresentativa del vitalismo della rinascita del dopoguerra.

Sul finire del decennio inoltre maggiore si fa la libertà espressiva di Vaglieri che all’inizio degli anni ’60 approda pienamente all’informale. Un informale sempre però lirico e poetico con richiami evidenti all’esistenza e alla condizione umana.

Nel 1960 Vaglieri espone alla Biennale di Venezia con sala personale, così come alla Biennale del 1964. Artista da rivalutare. Stima: 8.000€/10.000€.

Renzo Vespignani, La giornata dell’ala tricolore, olio su tela, 192x133.5, 1972/1975
Renzo Vespignani, La giornata dell’ala tricolore, olio su tela, 192×133.5, 1972/1975 – Lotto n. 47 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini Studio d’Arte n. 35

Opera imponente quella al lotto n. 47 “La giornata dell’ala tricolore” del romano Renzo Vespignani.

Vespignani fu uno dei protagonisti della Scuola di Portonaccio, un gruppo di artisti che nel dopoguerra ha come riferimento la vecchia scuola romana di Scipione e Mafai. Il Gruppo riconosce in questi artisti una tradizione capace di intervenire sulla realtà oltre la contemporanea disputa fra astrattisti e realisti.

Il tentativo del gruppo era quello di una immersione in una realtà da vivere e da risolvere, da interpretare sul piano simbolico e lirico, lontano dalla tabula rasa dell’informale.

Dal 1969 in particolare Vespignani lavora a grandi cicli pittorici di critica verso la società del benessere e dei consumi. Bellissimi questi suoi bimbi al lotto 47: disperati come anime dannate in mezzo ai soldati con le maschere anti-gas sotto una pioggia trionfalistica di tricolori. Stima: 15.000€/20.000€.

Tano Festa, Senza titolo, tecnica mista su tela, 110x60, 1974
Tano Festa, Senza titolo, tecnica mista su tela, 110×60, 1974 – Lotto n. 79 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini Studio d’Arte n. 35

Un’opera di estrema sintesi di uno dei protagonisti della Scuola di Piazza del Popolo, Tano Festa, al lotto n. 79 “Senza titolo”.

Un’opera dove la vena popolare di Festa si esprime soprattutto nell’elaborazione della forma pittorica, che sembra quasi giustapporre gli stilemi tipici dell’artista in una sorta di collage, e nella semplificazione coloristica carica di contrasti accesi.

Opera poetica dove la nuvola stessa, uno degli elementi ‘grafici’ consueti in Festa, si fa cornice, punto di osservazione che sovrappone i piani dell’immagine e ribalta il punto di vista su un cielo che invece si riduce a skyline angolato, quasi dolorosa percezione di una realtà.

I primi “cieli” di Festa risalgono al 1963. Vengono rielaborati in chiave pop durante il suo soggiorno newyorkese del 1965. A New York l’artista realizza opere quali “Cielo newyorkese”, “Cielo meccanico”, “La grande nuvola” dove inserisce su quella prima intuizione poetica regoli e pallini. “A New York in quel momento era talmente tutto pop che anche il cielo finiva per essere visto a palline, a strisce, a quadrettini […]”. Stima: 8.000€/10.000€.

Gianni Bertini, Composizione astratto geometrica, olio su tavola, 80x124.5, 1950
Gianni Bertini, Composizione astratto geometrica, olio su tavola, 80×124.5, 1950 – Lotto n. 110 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini Studio d’Arte n. 35

Gianni Bertini, pisano, classe 1922, esordisce come pittore dopo una laurea in matematica pura nel 1946 in una galleria cittadina con opere figurative di impronta post-cubista. Da subito però sente la necessità di aprirsi alle coeve sperimentazioni astratte soprattutto fiorentine (l’astrattismo classico) e romane (con il Gruppo Forma 1).

Nel 1950 si unisce al Gruppo concretista (M.A.C. Movimento Arte Concreta) dopo una esposizione alla Libreria Salto e si trasferisce a Milano.

Bertini, che negli anni ’60 sarà il protagonista della Mec-Art italiana insieme a Mimmo Rotella, realizza in questo periodo opere dal sapore grafico dove approfondisce gli aspetti della percezione relativi all’accostamento di oggetti contrastani. Punti, quadretti, linee, forme positive e negative assumono le più varie disposizioni nel tentativo di creare un ritmo emozionale che sarà comunque alla base dei processi creativi dell’artista nelle opere più tarde.

Opera storicamente importante e molto bella questa al lotto n. 110 “Composizione astratto geometrica”. Stima: 10.000€/12.000€.

Joel Stein, Senza titolo, acrilico su tela, 100x100, 1974
Joel Stein, Senza titolo, acrilico su tela, 100×100, 1974 – Lotto n. 120 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini Studio d’Arte n. 35

Nato a Saint-Martin Boulogne (Francia) nel 1926, Joël Stein è stato uno dei fondatori del G.R.A.V. Groupe de Recherche d’Art Visuel francese all’inizio degli anni ’60.

Retinature, figure di interferenza e poi la polarizzazione cromatica sono gli strumenti attraverso i quali Stein si inserisce a pieno titolo nella ricerca cinetica di attivazione percettiva dello spettatore.

Molto bella, equilibrata e cromaticamente riuscitissima questa composizione labirintica e ricorsiva al lotto n. 120 “Senza titolo”, per di più di dimensioni non modeste.

I piani anellari unitamente all’inversione cromatica creano infatti una tensione perfettamente trattenuta. L’attivazione retinica del colore inoltre dà vita a un movimento propulsivo che conferisce profondità spaziale all’opera, contemporaneamente riportata alla bidimensionalità dalla struttura rotatoria e angolata in pura acromia. Stima: 15.000€/20.000€.

Lucia di Luciano, Immagini in successione crescente, Morgan’s paint su masonite, 75x75, 1964
Lucia Di Luciano, Immagini in successione crescente, Morgan’s paint su masonite, 75×75, 1964 – Lotto n. 138 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini Studio d’Arte n. 35

Nata a Siracusa nel 1933 Lucia Di Luciano si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1963 con Lia Drei, Francesco Guerrieri e Giovanni Pizzo dà vita al Gruppo 63.

I lavori del gruppo si fondano sulle teorie della Gestalt attraverso le quali gli artisti cercano di dimostrare come i processi operazionali costituiscano la forma stessa.

Elementi geometrici disegnati a china e campiti in nero Morgan’s paint (una idropittura acrilica lavabile usata nell’edilizia) si stagliano su fondi bianchi in rapporti aurici e strutture combinatorie che annullano la separazione percettiva fra foreground e background.

L’artigianalità e la strutturazione ritmica dei segni al contempo organizzano lo spazio in griglie che suggeriscono una pluri-dimensionalità percettiva che avvicina queste opere alle coeve sperimentazioni cinetiche.

Opera storica questa al lotto n. 138 “Immagini in successione crescente”, del 1964, lo stesso anno in cui la Di Luciano partecipa alla fondazione del Gruppo Operativo r, gruppo “impegnato in un serio lavoro di analisi sulla struttura linguistica del messaggio visuale” come ebbe a scrivere Italo Tomassoni nel 1971. Stima: 14.000€/16.000€.

Emanuela Fiorelli, Genesi 13, scultura in plexiglass e filo elastico, 50x50x25, 2010
Emanuela Fiorelli, Genesi 13, scultura in plexiglass e filo elastico, 50x50x25, 2010 – Lotto n. 140 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini Studio d’Arte n. 35

Emanuela Fiorelli è una giovane e promettente artista diplomatasi all’Accademia delle Belle Arti di Roma nel 1993.

Fra i riconoscimenti importanti: ha vinto il “Premio Giovani Pittura 2004” presso l’Accademia Nazionale di San Luca di Roma. Nel 2008 è stata premiata con una mostra personale alla Biennale d’Arte di Karlsruhe (Francoforte).

Evidente nelle opere della Fiorelli la ricerca dei volumi attraverso linee e trasparenze che si articolano in strutture seriali e a loro modo organiche spesso fatte di filo di cotone o filo elastico (lotto n. 140 “Genesi 13”).

Scrive Giulia Cillani nella Presentazione del Catalogo della Mostra di Emanuela Fiorelli e Paolo Radi, “Nella soglia del visibile Trasparenza e Traslucenza” (2016): “[…] I fili e le ombre che si intersecano nella ricerca di Fiorelli ci permettono di vedere come una forma mentis possa essere convertita in un volume tridimensionale, un ‘disegno’ nello spazio che è anche un tentativo di disegnare lo spazio stesso”.

Si può dire che quello della Fiorelli sia dunque un percorso mentale e critico, una razionalizzazione matematica che sfida lo spazio-tempo, una costruzione che prova a venirne a capo e che si cristallizza in una tensione.  Stima: 5.000€/6.000€.

Lucio Fontana, Concetto spaziale, strappi e graffiti su carta assorbente bianca, 45x58, 1964/1965
Lucio Fontana, Concetto spaziale, strappi e graffiti su carta assorbente bianca, 45×58, 1964/1965 – Lotto n. 147 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini Studio d’Arte n. 35

Un bello studio spaziale di Lucio Fontana su carta assorbente bianca al lotto n. 147 “Concetto spaziale”.

Le opere senza colore sono probabilmente le più rappresentative dell’invenzione del grande artista di Rosario (Argentina) che inizia a tagliare e bucare la tela nel 1949.

Rientranze, rilievi, affioramenti annullano il confine fra pittura e scultura, entrando in rapporto con la luce reale e insieme con l’oltre del piano.

La circonferenza che l’artista traccia è allo stesso tempo il concetto e la rappresentazione universale, la summa di un mondo che buchiamo con le nostre mani, che fendiamo attraverso l’energia impressa agli utensili. E nondimeno l’opera è una generazione, un brulicare di forme archetipiche in cui lo spettatore può leggere ogni cosa: i fiori di un prato, le stelle nel cielo, un branco di pesci che salta sulla superficie del mare. Stima: 50.000€/60.000€.

Franco Bemporad, 1.120 punti, olio su tela, 40x40, 1975
Franco Bemporad, 1.120 punti, olio su tela, 40×40, 1975 – Lotto n. 149 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini Studio d’Arte n. 35

È l’apparente annullamento della personalità dell’artista protagonista nella tela al lotto n. 149 “1120 punti” del fiorentino Franco Bemporad.

Partecipe nel 1957 del Movimento Nucleare e firmatario del manifesto “Contro lo stile” Bemporad introduce alla fine degli anni ’50 un alfabeto segnico che contamina istanze non solo programmate e percettive ma anche sensoriali.

Le sue superfici in rilievo fatte di textures di punti vengono stese dall’artista spremendo il colore direttamente dal tubetto. Il resto lo fanno la ripetizione del segno e il contrasto cromatico che generano pattern tattili e vibrazioni di luce.

Strutture sinestetiche potrebbero essere definite queste opere di Bemporad. Scrive Franco Russoli, nella presentazione della mostra presso la Galleria del Milione nel 1960: “questi suoi quadri non ci propongono un piacevole gioco formale ma quasi il simbolo figurale di una continua trasformazione dell’inerte in vivo”. Stima: 4.000€/5.000€.

Carlo Alfano, Frammento di un autoritratto anonimo n. 48, acrilico su tela, 50x70, 1973
Carlo Alfano, Frammento di un autoritratto anonimo n. 48, acrilico su tela, 50×70, 1973 – Lotto n. 160 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini Studio d’Arte n. 35

“Adopero un modo convenzionale di scrivere il tempo mediante una linea numerica progressiva orizzontale, secondo una linearità che va da 1 a 2.

Queste serie lineari sono interrotte, secondo la struttura generale del senso che voglio dare al quadro, da brevi frasi, da vuoti e da silenzi. Il senso di ogni frammento – come del grande frammento che è il quadro – non è quello di comunicare una serie di concetti compiuti o di una linearità del tempo; mi interessa cogliere del tempo le sue circolarità, i suoi arresti, le sue velocità.

Tra le unità dei secondi (il segno che ho scelto per indicare il tempo) mi interessa il lento affacciarsi della parola, le tensioni delle sue regole, i conflitti e le esclusioni dei suoi movimenti soggettivi, prima che la parola raggiunga quella pienezza che riempirà il silenzio”.

Così descrive Carlo Alfano stesso (Napoli, 1932) il ciclo degli “autoritratti anonimi” (lotto n. 160 “Frammento di un autoritratto anonimo n. 48”), iniziato nel 1969 e continuato lungo tutto il suo percorso artistico. Opera non solo concettuale, ma anzi intessuta di un realismo intelligente, memore della storia del nostro Novecento: c’è la percezione dell’inscindibile essenza dello spazio-tempo, il calcolo infinitesimale, la soggettività con cui guardiamo il mondo e l’instabilità dell’hic et nunc. C’è il nostro essere un torrente in piena con sussulti improvvisi, un inquieto flusso di coscienza. Stima: 15.000€/20.000€.

Giulio Paolini, Senza titolo, carta fotografica su carta nera, 50x50, 1971
Giulio Paolini, Senza titolo, carta fotografica su carta nera, 50×50, 1971 – Lotto n. 163 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini Studio d’Arte n. 35

Un ricettacolo di possibilità è l’opera al lotto n. 163 “Senza titolo” del genovese Giulio Paolini.

Artista concettuale Paolini fin dagli esordi nel 1960 (la prima personale è alla Galleria La Salita di Roma nel 1964) pone al centro della sua ricerca una meta-riflessione sull’artista stesso e la rappresentazione artistica.

La fotografia in particolare, che l’artista introduce a partire dal 1965, gli consente di indagare la relazione fra autore/realtà/opera.

Paolini concepisce l’arte come espressione di se stessa; sente di appartenere a un io collettivo, di essere un tutt’uno con la storia dell’arte e l’indagine che essa mette in atto.

Et quid amabo nisi quod ænigma est è la frase migliore che si possa enunciare per questa opera. Citazione da De Chirico cara a Paolini che la ha utilizzata in altre sue opere.

Qualsiasi realtà può nascere dalla carta fotografica non impressionata, pura potenza dell’artista che sta per rappresentare la realtà. E infine l’opera si fa opera nell’espressione dei suoi mezzi. Stima: 20.000€/25.000€.

Paolo Cotani, Omaggio a Giacometti, dittico, tecnica mista su tela, 60x120, 1975-1976
Paolo Cotani, Omaggio a Giacometti, dittico, tecnica mista su tela, 60×120, 1975-1976 – Lotto n. 166 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini Studio d’Arte n. 35

Paolo Cotani nasce a Roma nel 1940. Negli anni ’70 è fra i protagonisti della Pittura Pittura (l’arte analitica italiana) con le opere del ciclo delle bende elastiche (lotto n. 166 “Omaggio a Giacometti”).

L’artista dipinge le bende e poi le avvolge intorno ad un supporto quadrangolare, privo di tela.

L’intenzione è quella di azzerare qualsiasi previa concezione del fare arte o meglio rifondarla partendo da ciò che ne costituisce la premessa, il supporto e l’esecuzione. Pittura non come scenario performativo o campo d’espressione ma coincidenza di intenzione, atto e materia.

La sintesi si fa quando si fa l’opera che accade nella più completa naturalità prendendo vita dal suo farsi.

Nel ciclo degli “Omaggi a Giacometti” inoltre l’artista sembra affrontare, specialmente nel dittico, il tema dell’inaccessibilità dei significati, dell’incomunicabilità che c’è nell’assenza esistenziale di ogni possibilità di relazione. Stima: 15.000€/20.000€.

Gottardo Ortelli, Trame, acrilico su tela, 95x95, 1973
Gottardo Ortelli, Trame, acrilico su tela, 95×95, 1973 – Lotto n. 181 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini Studio d’Arte n. 35

Gottardo Ortelli nasce a Viggiù nel 1938. Frequenta l’Accademia di Brera a Milano diventando poi assistente di Domenico Cantatore e dedicandosi all’insegnamento in varie cattedre di pittura (Foggia, Firenze, Brera).

Spazio e colore sono le due costanti della ricerca di Ortelli che nei primi anni ’70 è la più originale, prettamente di natura analitica. Linee interrotte, parallele, puntinate, di diverso spessore caratterizzano i cicli di questi anni, di cui fa parte l’opera al lotto n. 181 “Trame”.

Otticamente sembra quasi un grattage alla Deluigi l’opera in asta. La bidimensionalità è superata dalla variazione del tratto sul fondo nero, dalla simbologia centrale a croce che pare aprire a dimensioni altre e ad altri piani, dai lembi delle trame non regolari ma quasi ondeggianti. Stima: 7.000€/8.000€.

Asta Martini n. 33 – 15/16 Ottobre 2016 – Brescia, Arte Moderna e Contemporanea

L’Asta n. 33 di Martini Studio d’Arte di Brescia si terrà nei giorni 15 e 16 ottobre 2016 in due sessioni (Lotti 1-96 e Lotti 97-102). Approfondiamo alcuni lotti d’interesse.

Jiri Kolar, Le farfalle della Slovacchia, collage su cartoncino, 28x22.5, 1967
Jirí Kolár, Le farfalle della Slovacchia, collage su cartoncino, 28×22.5, 1967 – Lotto n. 1 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

Un’opera degli anni ’60 del grande poeta e artista cecoslovacco Jirí Kolár al lotto n. 1 “Le farfalle della Slovacchia”.

Protagonista della poesia visiva già dagli anni ’40 è proprio nei ’60 che l’artista perfeziona quel linguaggio che lo ha reso celebre attraverso l’utilizzo del collage.

Il collage infatti è stato per Kolár la trasposizione naturale di una ricerca poetica che ha trattato il linguaggio e le parole come puro significante. Significante che, pur rappresentativo di una perdita di valore delle parole stesse, assume nella sua opere un significato ‘altro’ proprio per l’intervento dell’artista.

Kolár rappresenta la rivolta, l’esperienza, la coscienza con quelle parole a cui i totalitarismi hanno tolto significato. Perseguitato dall’Unione degli Scrittori Cecoslovacchi e poi dal regime comunista, nel 1959 l’artista pubblica i “Poemi del Silenzio”. Proprio in quegli anni si dedica maggiormente al collage.

Nel “Dizionario dei metodi” Kolár elenca 108 tipi di collage dai nomi e dalle tecniche particolarissime: anticollage, froissage, chiasmage, rollage, ventilage, collage di fori, tattili e tantissimi altri.

Alla base di tutto c’è la sensibilità straordinaria del poeta sulla realtà. “La vita pone su di noi sempre nuovi strati di una carta invisibile. Uno strato ci fa dimenticare l’altro. E quando riusciamo a staccare o addirittura a strappar via qualche strato, siamo sorpresi di quante cose stanno dentro di noi. Quante cose che il tempo non ha eliminato ci portiamo dentro! È qualche cosa in grado di risvegliarsi, di resuscitare” ( tratto da Jirí Kolár, Giancarlo Politi Editore, 1986). Storie, intertestualità, ricordi che emergono qui in splendide farfalle. Stima: 4.000€/5.000€.

Georges Noel, Peinture, tecnica mista su tela, 30x60, anni 50/60
Georges Noël, Peinture, tecnica mista su tela, 30×60, anni 50/60 – Lotto n. 32 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

Nato a Béziers nel 1924 e morto a Parigi nel 2010 Georges Noël è stato un artista autodidatta formatosi nel dopoguerra alla scuola di Dubuffet, Pollock, Fontana, Wols.

Nel 1968 l’artista si trasferisce da Parigi a New York dove insegna arte. Qui scopre il minimalismo geometrico di Agnes Martin e Brice Marden.

Famosi i suoi “palinsesti”: scritture, graffi, ‘gesti’ di materia in una accumulazione di segno e riscrittura che nega l’informale alla ricerca di una nuova calligrafia. Si tratta di lavori esposti alla prima personale dell’artista del 1960, alla Galerie Facchetti di Parigi. Degli anni giusti dunque l’opera al lotto n. 32 “Peinture”.

Negli anni ’80 Noël torna a Parigi dove comincia ad inserire nei propri dipinti richiami e suggestioni dell’arte primitiva: l’arte africana Dogon, quella dei nativi americani nonché derivata dalla cultura giapponese. Stima: 5.000€/6.000€.

Arturo Vermi, Un discorso sul tempo, tecnica mista su tela, 92x73, 1975
Arturo Vermi, Un discorso sul tempo, tecnica mista su tela, 92×73, 1975 – Lotto n. 40 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

“Un discorso sul tempo” di Arturo Vermi al lotto n. 40 rappresenta al meglio la riflessione sullo spazio-tempo che l’artista di Brera affronta negli anni ’70.

Elaborando sui “Diari” del decennio precedente, le “pagine scritte senza la dittatura della parola”, le rigide ‘stilettate’ che le contraddistinguevano cominciano ad assumere la valenza di ‘rumore di fondo’, di una cascata del tempo.

I tratti si fanno più frettolosi, come un accavallarsi di istanti. Si curvano in una tensione spaziale su cui affiorano figure geometriche, come approdi, isole di senso.

Si tratta di geometrie, altre testimonianze di un ‘fare’ umano che l’artista individua quale strumento per sottrarsi alla corrente furiosa e oscura dell’esistenza. Figure geometriche aperte i cui vertici sembrano tenersi in equilibrio in uno spazio multidimensionale. Opera poetica e concettuale, alla ricerca di un rifugio, di una felicità. Stima: 6.000€/7.000€.

Agostino Ferrari, 61-19, tempera su tela, 81x100, 1961
Agostino Ferrari, 61-19, tempera su tela, 81×100, 1961 – Lotto n. 41 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

Opera giovanile dell’artista milanese Agostino Ferrari al lotto n. 41 “61-19”.

L’anno seguente, nel 1962, l’artista sarà fra i protagonisti nella formazione del Gruppo del Cenobio con Ugo La Pietra, Ettore Sordini,  Angelo Verga, Arturo Vermi e Alberto Lùcia.

In quest’opera al lotto n. 41 Ferrari non ha ancora messo a punto il linguaggio e la ricerca imperniata sul segno, la forma, il colore e lo spazio che lo accomuna agli altri componenti del gruppo. Consonanza che non si manifesta solo negli ‘stilemi’ ma anche nell’aspetto di riflessione e approfondimento concettuale dell’opera.

“61-19” rientra fra le opere astratte, di matrice informale, che Ferrari realizza dalla fine degli anni ’50 e che presenta nella prima personale alla Galleria Pater di Milano. I dipinti hanno un’impronta naturalista e si rifanno alla descrizione della periferia industriale lombarda. Un desiderio dunque di ricostruzione le anima, espresso con una semplificazione di segno dove Ferrari troverà lo sviluppo della propria ulteriore ricerca. Stima: 6.000€/7.000€.

Valentino Vago, E. 44, olio su tela, 81x100, 1973
Valentino Vago, E. 44, olio su tela, 81×100, 1973 – Lotto n. 48 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

Artista brianzolo, Valentino Vago esordisce con prima personale alla Galleria Annunciata di Milano nel 1960 dopo aver esposto alla Quadriennale di Roma.

Vago ha fatto della percezione il centro della propria ricerca estetica, realizzando opere evocative al confine fra visibile ed invisibile, presenza o suggestione.

Pittura analitica quella dell’artista caratterizzata però da una accentuata sensibilità lirica per la luce e il colore. Ed è proprio in nome di questa ‘sensorialità’ poetica che dagli anni ’80 Vago si dedicherà in modo preponderante alla pittura murale. L’artista invece di dare risalto alla concretezza del supporto come avrebbe fatto un vero pittore analitico, la annulla, inserisce luce e spazio nell’ambiente, stende il colore con le mani. Poesia già in nuce al lotto n. 48 “E. 44” del 1973.  Stima: 7.000€/8.000€.

Hsiao Chin, Vento cosmico 40, acrilico su tela, 50x100
Hsiao Chin, Vento cosmico 40, acrilico su tela, 50×100 – Lotto n. 62 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

Hsiao Chin è un artista cinese di fama internazionale. Fu fondatore negli anni ’50 del primo movimento di arte astratta nel suo paese chiamato Ton-Fan Art Group ovvero Eastern Painting Society.

Influenzato da tantissimi artisti europei e d’oltre oceano per i suoi frequentissimi viaggi (da Madrid a Barcellona, per Milano, Londra, New York) Hsiao Chin ha tuttavia creato un universo originalissimo che amalgama spiritualità e simbolismo orientali ad un dinamismo del segno che lo avvicina all’espressionismo coloristico e informale di tanta arte occidentale del dopoguerra.

Opera non datata al lotto n. 62 “Vento cosmico 40” attribuibile agli anni ’90 per l’impiego ampio di dripping e colori. Stima: 10.000€/15.000€.

Giulio Turcato, Orme, acrilico su tela, 50x70, 1971/1972
Giulio Turcato, Orme, acrilico su tela, 50×70, 1971/1972 – Lotto n. 65 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

Bellissimi i colori analoghi e complementari delle “Orme” di Giulio Turcato al lotto n. 65.

Artista con una storia importante Turcato. Si forma all’Accademia di Venezia e già nel 1942 partecipa alla Biennale di Venezia. Qui avrà ancora sala personale nel 1958.

Fonda il movimento di ispirazione marxista Forma 1 a Roma nel 1947 con Dorazio, Perilli, Consagra, Attardi, Guerrini e Sanfilippo e poi subito partecipa al Fronte Nuovo delle Arti.

Uomo curioso e intraprendente Turcato riporta sulla tela suggestioni al confine fra forma e realtà. Dai “reticoli” alle “superfici lunari” e alle “mosche cinesi” degli anni ’50 e ’60, fino alle “isole”, “arcipelaghi” e “orme” degli anni successivi quello che emerge sono ricordi, impressioni, emozioni provocate da viaggi (in particolare in Asia), fatti e notizie di cronaca e cultura in generale. Cose che hanno colpito l’anima dell’artista, dove appunto hanno lasciato un’orma. Stima: 8.000€/10.000€.

Magdalo Mussio, Senza titolo, tecnica mista su carte su tavola, 50x50, 1967
Magdalo Mussio, Senza titolo, tecnica mista su carte su tavola, 50×50, 1967 – Lotto n. 78 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

Esponente dell’arte verbo-visuale Magdalo Mussio è stato uomo di teatro, di cinema, pittore, grafico, scrittore.

Nato a Volterra nel 1925 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dal 1963 è redattore per la rivista “Marcatrè” e la casa editrice Lerici di Milano.

Le sue prime opere, come questa al lotto n. 78 “Senza titolo” sono realizzate su carta e tavola, con ampie campiture di bianco su cui l’artista ‘disegna’ e progetta. Più che poesie visive si tratta di ‘pensieri visuali’, la storia personale dell’elaborazione e del farsi di una coscienza.

Sono schizzi, scarabocchi, disegni, collages che raccontano “sul margine della carta […] parole fitte e illeggibili”. “Raschiavo o spennellavo per poi di nuovo ricoprire nascondendole. Sopra scrivevo segreto, ma anche per me era ignoto quello che sotto vi era scritto, tanto che slittavo in una ambiguità pittorica. […] La reminiscenza, l’esilio, la sofferenza del limite oltre quell’ostacolo mi facevano sentire quel punto unico continuare in me una estrema assenza. […] Quello che veramente ci appartiene è solo il nostro passato, la nostra cultura e cioè la memoria” (tratto da Magdalo Mussio, “Chiarevalli monodico”, 1996). Stima: 4.000€/5.000€.

Elio Marchegiani, Grammature di colore, grammature di colore su lavagna, 54x74, 1973
Elio Marchegiani, Grammature di colore, grammature di colore su lavagna, 54×74, 1973 – Lotto n. 112 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

L’artista ha dichiarato che l’opera al lotto n. 112 “Grammature di colore” è uno dei primi esemplari della serie da lui realizzati.

Elio Marchegiani nasce a Siracusa nel 1929. Si forma a Livorno, supportato dalla Galleria Giraldi (la prima qui è del 1958), inaugurando la carriera con opere di sapore informale.

Negli anni ’60 approfondisce le tematiche del colore e della luce ed intraprende una fase di riflessione concettuale sui materiali che lo conduce nell’alveo della pittura analitica. Del 1971 sono le prime opere realizzate con lastre di caucciù in uno studio puramente materico delle proprietà del supporto.

Nel 1973 nascono le “grammature di colore”, strutture minimali e talvolta impercettibili di colore prima su gomma ma subito dopo su intonaco e su ardesia. Strutture che entrano nel merito del segno, dell’atomo dell’elaborazione artistica.

“La necessità di ‘segnare’ qualcosa sulla gomma è stata determinata proprio da questo atto: ogni ‘segno’ era un’asta, come quelle che a noi insegnavano alla scuola elementare (dove adesso insegnano a lavorare per insiemi). Ma i segni non erano posti casualmente: ogni dimensione, ogni altezza, ogni larghezza, ogni distanza, il peso di ogni colore, era frutto di un calcolo elementare, sì, ma aritmeticamente corretto” (tratto da “Sono per una critica analitica” di Elio Marchegiani per Flash Art, 1975). Stima: 15.000€/20.000€.

Marco Gastini, 5 + 4, acrilici e durcot su plexiglass, 74x104, 1975
Marco Gastini, 5 + 4, acrilici e durcot su plexiglass, 74×104, 1975 – Lotto n. 114 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

I segni emozionali bianchi, i graffi in tensione nello spazio di Marco Gastini, sono i protagonisti al lotto n. 114 “5 + 4”.

È un’opera della piena maturità dell’artista torinese, spesso assimilato alla pittura analitica. Etichetta in cui Gastini non si è mai del tutto riconosciuto.

Pur portando avanti infatti un discorso ‘formale’ di analisi della pittura e dei suoi strumenti, soprattutto relativamente ai materiali, Gastini mantiene un segno poetico. Segno caratterizzato da un ermetismo minimale il cui tratto si dispone sulla tela come i versi sulla pagina. Una particolare poesia visiva la sua, senza parole, che fa pensare ai “Calligrammi” di Mallarmé. Stima: 10.000€/12.000€.

Carlo Nangeroni, Interaction, acrilico su tela, 50x50, 1965
Carlo Nangeroni, Interaction, acrilico su tela, 50×50, 1965 – Lotto n. 157 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

Artista newyorkese che si è diviso fra Stati Uniti e Italia Carlo Nangeroni. Amico di Pollock e Kline Nangeroni, spesso associato all’arte informale, rientra a pieno titolo nell’action painting.

È proprio negli anni ’60 che l’artista realizza le prime “Interferenze”. Opere testimonianza di una grammatica astratta originale che combina l’automatismo della rotazione del gomito nella realizzazione dei tipici semicerchi ad una ricerca di equilibrio classico. Evidente è infatti la tensione delle forme verso un’armonia ed un equilibrio formale tipico dell’astrattismo nostrano. Da ricordare che Nangeroni studia con Reggiani a Milano negli anni ’40.

L’opera al lotto n. 157 “Interaction” si colloca immediatamente prima degli anni in cui l’artista realizza quelle che chiama familiarmente “onde radio”. L’opera indaga però il rapporto di forze fra figure e, già nel titolo, si intuisce l’esigenza dell’esplodere di un’energia, ancora qui contenuta. Stima: 10.000€/12.000€.

Carlo Alfano, Senza titolo (Tipo e strutture ritmiche), pittura su tavola con 2 cilindri in plexiglass e 1 cilindro in alluminio, 30x40x14, 1970
Carlo Alfano, Senza titolo (Tipo e strutture ritmiche), pittura su tavola con 2 cilindri in plexiglass e 1 cilindro in alluminio, 30x40x14, 1970 – Lotto n. 158 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

Una piccola opera di Carlo Alfano al lotto n. 158 “Senza titolo (Tipo e strutture ritmiche)”. Piccola ma sicuramente rappresentativo di una ricerca analitica dell’artista alla fine degli anni ’60. Ricerca assunta all’interno di una personale indagine sulla realtà e la virtualità dello spazio/tempo.

“La variabilità che scaturisce da questo sistema grafico spostando gli elementi fa si che io stesso debba inventare sempre di nuovo (…) la variabilità dovuta allo spostamento degli elementi cilindrici è ciò che innanzitutto mi interessa in quanto mi trovo, quando materialmente l’opera è finita, sempre nel corso di esecuzione, cioè nella situazione di dover inventare, come è naturale nella durata dell’agire…” (tratto da “Appunti autografi di Carlo Alfano”).

L’obiettivo dell’artista napoletano in queste opere non è semplicemente ‘gioco’. Alfano vuole rompere la regola, mettere in dubbio la continuità di un equilibrio determinato, annullare la prospettiva e introdurre nell’opera l’ambiguità dell’esistenza stessa. Ricerca che continuerà in tutta la sua parabola artistica. Stima: 7.000€/8.000€.

Titina Maselli, Boxeurs, olio su tela, 201x150, 1965
Titina Maselli, Boxeurs, olio su tela, 201×150, 1965 – Lotto n. 168 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

Importante opera dell’artista romana Titina Maselli al lotto n. 168 “Boxeurs”. Opera di 2 metri per 1 metro e mezzo del 1965 che ne rappresenta al meglio i soggetti ed il linguaggio.

I pugili infatti rientrano nella produzione tipica della Maselli, insieme a scene urbane e della quotidianità. Ci sono i colori pop forti e antinaturalistici tipici degli anni ’60 e quel dinamismo di stampo futurista che si ritrova in tante delle sue opere.

Quello che interessa alla Maselli infatti non è l’oggetto in sé come per gli americani (l’artista vive a New York dal 1952 al 1955). Titina vuole rappresentare i conflitti e la tragicità della realtà. Quale soggetto migliore, il pugilato, per questa sfida. Stima: 30.000€/40.000€.

Tano Festa, Da Michelangelo, acrilico su tela, 90x70, 1978
Tano Festa, Da Michelangelo, acrilico su tela, 90×70, 1978 – Lotto n. 171 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

Un “Da Michelangelo” di Tano Festa al lotto n. 171. Opera bella con i tipici regoli e le sequenze di cerchi a scandire la sensazione di dinamismo percettivo che l’artista della scuola di Piazza del Popolo vuole comunicare allo spettatore.

Non si tratta di un’opera degli anni ’60 ma la composizione è ben riuscita e di qualità. Il Michelangelo della Cappella Sistina è ripetuto serialmente, quasi cinematograficamente, e posizionato al di là di una finestra. La profondità della vista è messa in risalto da uno dei regoli (di una persiana) che fuoriesce dal riquadro di composizione.

È la vista mentale da una finestra, uno spazio della memoria in cui si rappresenta un frammento del flusso di coscienza della nostra memoria culturale. Stima: 8.000€/10.000€.

Tano Festa, Coriandolo, acrilico e coriandoli su tela, 60x120, 1980
Tano Festa, Coriandolo, acrilico e coriandoli su tela, 60×120, 1980 – Lotto n. 172 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

I “coriandoli”, qui al lotto n. 172, sono fra le opere più originali degli anni ’80 di Tano Festa.

Si racconta che l’ispirazione per la realizzazione della serie sia venuta all’artista assistendo ad uno spettacolo di fuochi d’artificio a New York.

Qualunque ne sia l’origine i “coriandoli” chiudono perfettamente la parabola dell’artista romano. C’è in essi il gusto pop, la forza e l’emotività del gesto istantaneo, il desiderio di cogliere il momento, l’impressione e renderla eterna, l’amore per il colore e le cose comuni e semplici dell’esistenza. Tutto ciò che Festa ha sempre cercato di catturare nella sua opera. Stima: 10.000€/12.000€.

Ibrahim Kodra, Lotta di squali, tecnica mista su tela, 60x73, 1976
Ibrahim Kodra, Lotta di squali, tecnica mista su tela, 60×73, 1976 – Lotto n. 180 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

Pittore albanese classe 1918 Ibrahim Kodra è stato un protagonista del fervente panorama culturale della Milano del dopoguerra.

Formatosi all’Accademia di Brera nel 1945 fa parte del Gruppo Oltre Guernica e partecipa ad una famosa collettiva in via Brera.

La ricerca dell’artista sarà sempre d’impronta post-cubista con un periodo negli anni ’50 e ’60 che risente dell’influsso informale.

Ma Kodra non abbandonerà mai l’impegno nella realtà. Quella dell’artista albanese è un’arte che esprime energia e forza, ironica nel dileggio di ogni totalitarismo, poetica nell’uso della luce che risente dei ricordi del bizantinismo e dell’arte musiva derivanti dalle sue origini. Artista dotato di grande estro, che si compra ancora a prezzi abbordabili. Stima: 6.000€/7.000€.

Luigi Boille, Senza titolo, olio su tela, 70x50, 1974
Luigi Boille, Senza titolo, olio su tela, 70×50, 1974 – Lotto n. 181 – Immagine da martiniarte.it – Asta Martini n. 33

La pittura di Luigi Boille “svolgendosi e modulandosi come pura frase pittorica, realizza e comunica uno stato dell’essere, di immunità o distacco o contemplazione” scrive Giulio Carlo Argan.

Artista nato a Pordenone nel 1926, Boille, non ha avuto purtroppo il giusto riconoscimento che ancora gli spetta nel nostro paese.

Eppure è stato protagonista del post informale, collaboratore e amico di Michel Tapié. Ha partecipato a mostre importantissime: al Guggenheim International Award di New York, all’International Festival Osaka-Tokyo con il gruppo Gutai, a “Nuove tendenze dell’arte italiana” a cura di Lionello Venturi, nel 1958.

Infinita possibilità nello spazio è la pittura di Luigi Boille, fatta di una sapiente e sorprendente forza immaginativa e coloristica, espressione di un’armonia contemplativa che tiene in equilibrio gestualità, spazio, coscienza e realtà. Bella opera della maturità al lotto n. 181 “Senza titolo”. Stima: 8.000€/10.000€.