Asta Meeting Art n. 830 – Sabato 23 e Domenica 24 Settembre 2017 – Vercelli, Opere dell’Arte Moderna e Contemporanea – Sessioni V-VI

Le sessioni V e VI dell’Asta di Arte Moderna e Contemporanea n. 830 della Casa d’Aste Meeting Art di Vercelli si terranno nei fine settimana del 23/24 settembre 2017 alle ore 14.30. La TopTen di SenzaRiserva.

Franco Grignani, Spazio in permutazione continua, tecnica mista su cartone, 29×29, 1977 – Lotto n. 443 – da meetingart.it
Franco Grignani, Spazio in permutazione continua, tecnica mista su cartone, 29x29, 1977
Franco Grignani, Spazio in permutazione continua, tecnica mista su cartone, 29×29, 1977 – Lotto n. 443 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 830

Due recenti mostre a Londra, fra cui una alla Estorik Collection, hanno celebrato Franco Grignani, artista fra i maggiori esponenti della op art italiana e grafico pubblicitario di successo.

Nato in provincia di Pavia nel 1908 e morto a Milano nel 1999 Grignani ha infatti lavorato per aziende quali Alfieri & Lacroix e Pirelli e ha disegnato nel 1964 il logo di Woolmark.

Ben presto il lavoro di Grignani si è orientato allo studio della psicologia della forma (Gestaltpsychologie) approfondendo l’interesse verso gli aspetti percettivi provocati dalla composizione. Celebri le rotazioni, le torsioni, le deformazioni, le scissioni, e poi le dissociazioni, le psicoplastiche, le periodiche, le diagonali nascoste, le strutture simbiotiche e iperbolichele, le “Permutazioni continue” come questa in asta al lotto n. 443.

Dalla metà degli anni ’70 e per tutti gli anni ’80 l’artista pavese si è dedicato esclusivamente alla pittura seguendo progetti espositivi di respiro internazionale. Al contempo ha inizio la carriera didattica come docente alla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano dove ha approfondito la ricerca sugli aspetti matematici della sua ‘iconografia’. Stima: 9.000€/10.000€.

Enzo Cacciola, Senza titolo, tecnica mista e cemento su tela, 60x60x4, 1974 – Lotto n. 445 – da meetingart.it
Enzo Cacciola, Senza titolo, tecnica mista e cemento su tela, 60x60x4, 1974
Enzo Cacciola, Senza titolo, tecnica mista e cemento su tela, 60x60x4, 1974 – Lotto n. 445 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 830

Bel cemento “Senza titolo” di Enzo Cacciola uno degli esponenti di maggior rilievo della pittura analitica italiana (con Giorgio Griffa e Paolo Cotani) al lotto n. 445.

Dopo un inizio nell’astrattismo geometrico la sperimentazione di Cacciola si muove, fin dalla prima personale del 1971 alla Galleria La Bertesca di Genova, nel segno di una riflessione sulla ‘materia’ come elemento primario del fare pittura. Dopo le pitture industriali che elaborano il concetto di monocromo e le “superfici integrative” che contestualizzano l’opera nello spazio, è con i cementi e gli asbesti che Cacciola propone qualcosa di nuovo nel senso non solo della possibilità di una nuova pittura, ma anche nella sua attualità.

La materia è viva sembra voler comunicare l’artista facendosi da parte: ha infinite sfumature, diversa consistenza, gradi percettibili di trasparenza che hanno una propria indistinguibile carica semantica. Cacciola torna, come direbbe Roland Barthes, alla “scrittura bianca di Camus” segnando una frattura verso ogni retaggio culturale; ma allo stesso tempo dà la parola ad elementi archetipi che reclamano espressione, a quella materia brulicante che è la voce della natura.

Proprio nel 1974 Cacciola partecipa alla mostra “Grado Zero”, curata da Giorgio Cortenova alla Galleria La Bertesca di Genova. Nel 1975 l’artista partecipa con queste opere alla celebre mostra Analytische Malerei a Düsseldorf curata da Klaus Honnef e Catherine Millet ricevendo riconoscimento internazionale. Stima: 6.000€/7.000€.

Davide Nido, Orbi Big, colle termofusibili su tela, 90x90x4, 2009 – Lotto n. 448 – da meetingart.it
Davide Nido, Orbi Big, colle termofusibili su tela, 90x90x4, 2009
Davide Nido, Orbi Big, colle termofusibili su tela, 90x90x4, 2009 – Lotto n. 448 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 830

Un trionfo di colori l’opera di Davide Nido (Senago, 1966-2014) “Orbi Big” al lotto n. 448. Forse una delle più belle che si siano viste passare in asta nell’ultimo anno e che rappresenta al meglio la ‘pittura’ dell’artista milanese, allievo di Aldo Mondino.

Arte pop, arte optical, arte che si richiama ai principi della psicologia della percezione, gioco cromatico, quella di Nido è tutte queste definizioni ma non vi si può ridurre. Sicuramente nelle opere dell’artista milanese ci sono due altre componenti fondamentali, chiaramente percepibili, della tradizione cittadina milanese che sono il gusto per le conformazioni spaziali (su tutti da Lucio Fontana) e le strutture organiche (pensiamo al nuclearismo).

La pittura di Nido è un ribollire di bolle, grandi e piccole, un effusione reticolare stretta o larga che ricorda processi vitalistici naturali, micro-organismi cellulari non riducibili a processi fisico chimici ma che configurano una visione organicistica del mondo naturale.  Ogni singola scintilla di colore in queste opere non è niente se non percepita nel complesso del fenomeno rappresentato. Stima: 18.000€/20.000€.

Mario Nigro, Blocco, olio su tela, 49.5×64.5, 1958 – Lotto n. 450 – da meetingart.it
Mario Nigro, Blocco, olio su tela, 49.5x64.5, 1958
Mario Nigro, Blocco, olio su tela, 49.5×64.5, 1958 – Lotto n. 450 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 830

Mario Nigro è uno degli altri grandi artisti che sta subendo un trend negativo dal punto di vista del mercato, considerata la storia e il valore del pittore e intellettuale pistoiese.

Musicista, chimico, farmacista, Nigro il percorso di Nigro si fonda sulle tesi del costruttivismo razionalistico cui aderisce fin dai primi anni ’50 tuttavia in lui corre sempre parallela, specialmente in questo decennio, una esigenza di una espressione più libera e gestuale che rivela una conflittualità e che è ben rappresentata da questa opera “Blocco” al lotto n. 450.

“[…] ho tratto esperienze dai rapporti che possono realmente intercorrere tra struttura musicale e costruzione astratta […] sulla base di queste strutture ho studiato gli elementi plastici nelle loro ripetizioni, variazioni, simultaneità, coincidenze, giungendo così alla concezione di uno spazio totale dove forma e spazio si risolvono a vicenda in un superamento della bidimensionalità fisica (costruttivismo di Malevic), e dove in questo spazio totale vi saranno ancora problemi di rappresentazione e di espressione […] la soppressione del tragico che Mondrian evocava in una concezione ottimistica della vita, portava la pittura a completarsi e ad esaurirsi nell’architettura.

Coi problemi costruttivi si stabilisce una nuova autonomia della pittura, che, lungi dall’esentarsi dal suggerimento degli elementi utili all’uomo, riprende problemi di espressione che superano la rassegnata serenità degli equilibri spaziali. Nella mia espressione tornano dei contenuti tragici, non però in un senso espressionistico, cioè in una esagitazione disperata dei sentimenti, ma come rappresentazione reale di una società ben lontana dalle ottimistiche aspirazioni di Mondrian in cui però le posizioni sono perfettamente delineate. Il mio non è un mondo di pessimismo ma è tuttavia una constatazione di lotta.” (da Mario Nigro, Spazio totale, 1954). Stima: 8.000€/9.000€.

Gregorio Vardanega, Senza titolo, assemblaggio in plexiglass, 35x35x12, 1970 – Lotto n. 458 – da meetingart.it
Gregorio Vardanega, Senza titolo, assemblaggio in plexiglass, 35x35x12, 1970
Gregorio Vardanega, Senza titolo, assemblaggio in plexiglass, 35x35x12, 1970 – Lotto n. 458 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 830

Gregorio Vardanega è un artista di origine italiana emigrato all’età di tre anni in Argentina e poi vissuto fra Argentina e Francia.

Frequenta l’Accademia Nazionale di Belle Arti di Buenos Aires dal 1939 al 1946. Fin dai primi anni ’50 s’impone come figura di rilievo per la sperimentazione nell’ambito dell’arte cinetica. Dal 1959 al 2007, l’anno della morte, Vardanega ha vissuto in Francia a Parigi dove ha esordito come artista con una personale alla Galerie Denise René.

Fu membro fondatore dell’Asociación Arte Nuevo a Buenos Aires nel 1955 e di quella degli Artistas No Figurativos Argentinos (ANFA) nel 1956.

Al 1959 risalgono le sue sperimentazioni con assemblaggi di sfere di plexiglass illuminate con proiezioni colorate e ‘motorizzate’. Colore, movimento, luce, spazio e un interesse per le ‘macchine pensanti’, quella che oggi chiameremmo “intelligenza artificiale” guidano e caratterizzano l’estetica di Vardenega le cui opere rappresentano quasi sempre progetti, prototipi di visione che l’artista concepiva in stretta relazione con l’architettura e il mondo che gli stava intorno, prima di tutto considerata la percezione di coloro che vivono lo spazio e gli ambienti. Ricerche vicine alle coeve sperimentazioni del G.R.A.V. Groupe de Recherche d’Art Visuel.

Bella e storica opera al lotto n. 458 “Senza titolo”, interessante anche per chi fosse alla ricerca di un elegante oggetto d’arredamento. Stima: 5.000€/6.000€.

Achille Perilli, Gli incantevoli aromi, tecnica mista su tela, 40×50, 1970 – Lotto n. 296 – da meetingart.it
Achille Perilli, Gli incantevoli aromi, tecnica mista su tela, 40x50, 1970
Achille Perilli, Gli incantevoli aromi, tecnica mista su tela, 40×50, 1970 – Lotto n. 296 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 830

Davvero “Incantevoli aromi” in termini coloristici quelli dell’opera al lotto n. 296 di Achille Perilli (Roma, 1927).

Perilli fu fra i fondatori del Gruppo Forma 1 nella Roma degli inizi degli anni ’50, gruppo d’avanguardia dell’arte astratta italiana con tutta la sua originalità d’incertezza al confine fra puro razionalismo costruttivo e ispirazione dalla realtà. Nel 1949 l’artista aveva già aderito al M.A.C. Movimento Arte Concreta.

Dalle prime opere di carattere immaginativo fatte di spazio, sensazioni, ricordi, accensioni, con soluzioni che ricordano per certi versi Paul Klee negli anni ’60 il ‘surrealismo’ di Perilli assume accenti grafici, quasi di scrittura automatica, che però l’artista organizza in reticoli che fanno da contraltare e ‘controllo’ all’esigenza della libera espressione. Gli anni ’70 invece in qualche modo capovolgono questa esigenza approdando a quell’irrazionale geometrico che è il contributo maggiore della storia artistica di Perilli. L’emozione non è più controllata dalla ragione: in queste opere, quale questa in asta, l’emozione sgorga direttamente dal gioco della razionalità. Opera bella e datata. Stima: 9.000€/10.000€.

Gualtiero Nativi, Messaggio, olio su tavola, 130×97, 1957 – Lotto n. 475 – da meetingart.it
Gualtiero Nativi, Messaggio, olio su tavola, 130x97, 1957
Gualtiero Nativi, Messaggio, olio su tavola, 130×97, 1957 – Lotto n. 475 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 830

Nato a Pistoia nel 1921 Gualtiero Nativi è stato uno dei fondatori e rappresentanti dell’Astrattismo Classico fiorentino con Vinicio Berti, Alvaro Monnini, Bruno Brunetti, Mario Nuti.

Al lotto n. 475 una grande tavola “Messaggio” degli anni ’50, anni in cui ancora aspre e forti erano gli scontri ideologici e politici di cui la pittura di questi artisti si faceva arma.

Si trattava infatti di un’arte mirata ad avere un effetto reale sul mondo, che portasse appunto un “messaggio” inteso come utopia, progetto d’azione, testimonianza di frattura. Ciò che appare chiaramente espresso nei volumi di questa opera caratterizzati da forme costruttive improntate all’intransigenza di un rigido purismo geometrico e allo stesso tempo inquiete nel contrasto delle cromie che passano dai toni scuri del fondo a quelli via via più chiari delle forme che sembrano aggettare dalla superficie invitando a toccare, a guardare dentro.

Nel 1957 Nativi vince il Premio Città di Pontedera come anche nel 1955, 1956 e nel 1959. Stima: 14.000€/16.000€.

Claudio Cintoli, Sei pezzi astratti, tecnica mista su carta, 70×100, 1957 – Lotto n. 486 – da meetingart.it
Claudio Cintoli, Sei pezzi astratti, tecnica mista su carta, 70x100, 1957
Claudio Cintoli, Sei pezzi astratti, tecnica mista su carta, 70×100, 1957 – Lotto n. 486 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 830

Opera giovanile dell’artista imolese Claudio Cintoli (classe 1935, prematuramente scomparso nel 1978) al lotto n. 486 “Sei pezzi astratti” del 1957.

Cresciuto a Recanati, Cintoli frequenta in seguito l’Accademia di Belle Arti di Roma. La prima personale è del 1958 presso il Palazzo comunale di Recanati, quindi successiva all’esecuzione di questa opera in asta.

Il percorso artistico di Cintoli non può essere inquadrato in una corrente, tan’è vero che varie fasi si susseguono negli anni, da quella astratto informale della gioventù, a quella pop, a quella performativa vicina alla body art della fine degli anni ’60 e primi anni ’70, fino all’ultima concettuale ed iperrealista.

Piuttosto in Cintoli ricorrono sempre alcune tematiche universali, in una esigenza di espressione del conflitto e del magnetismo di polarità di concetti quali nascita e morte, costrizione e libertà, moto e stasi, alto e basso. E anche in quest’opera in asta si avverte forte questa tensione: su una ‘ragnatela’ gestuale e violenta si innesta quel piccolo segno rosso che è un cuore pulsante, una rivolta, un desiderio intrappolato ma mai domo. Stima: 2.000€/3.000€.

Pompilio Mandelli, Paesaggio, olio su tela, 115×95, 1959/1964 – Lotto n. 486 – da meetingart.it
Pompilio Mandelli, Paesaggio, olio su tela, 115x95, 1959-1964
Pompilio Mandelli, Paesaggio, olio su tela, 115×95, 1959/1964 – Lotto n. 486 –  Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 830

Nato a Luzzara in Emilia nel 1912 Pompilio Mandelli è uno di quei tanti artisti importanti ma semi-dimenticati della storia dell’arte del nostro ’900.

Allievo di Giorgio Morandi e Virgilio Guidi all’Accademia di Belle Arti di Bologna Mandelli partecipa numerose volte alla Biennale di Venezia. La più importante quella del 1952 dove espone, in sala personale, opere informali dal sapore naturalistico che si distaccano dalla precedente sperimentazione ancora legata alla forma.

E appunto fra gli “ultimi naturalisti” con Ennio Morlotti e Mattia Moreni lo collocava il suo amico di sempre il critico d’arte e poeta Francesco Arcangeli: “È quasi un nuotare entro un unico amalgama sensitivo, da cui si esprimono, per proiezione dalla esternità fisica entro lo schermo interiore della coscienza, figure schive, larve dense di nuova ombra; e dove tornano per converso, dal cuore alla natura, echi di sentimento, elegia profonda e durevole, rapprendendosi fin dentro una frasca inquieta, entro una nave turbata, entro un cielo” (da F. Arcangeli, “Una situazione non improbabile”, p. 371, 1956). Non meglio si potrebbe descrivere la grande, datata e bella opera in asta al lotto n. 486 “Paesaggio”. Stima: 6.000€/7.000€.

Valerio Adami, Studio per anniversario, olio su tela, 92×73 – Lotto n. 577 – da meetingart.it
Valerio Adami, Studio per anniversario, 92x73
Valerio Adami, Studio per anniversario, olio su tela, 92×73 – Lotto n. 577 – Immagine da meetingart.it – Asta Meeting Art n. 830

Bellissimo questo bacio “Studio per anniversario” dell’artista bolognese Valerio Adami (1935) al lotto n. 577.

Adami ha studiato all’Accademia di Brera ed ha esordito nel 1957 con la prima personale affermandosi poi negli anni ’70 nel contesto della cosiddetta “Nuova figurazione”.

Sono opere misteriose quelle di Valerio Adami che si animano non perché disegnate ma poiché imprigionate in un disegno che va a forzare, cercare di frenare con una spessa linea nera un emotività magmatica e colorata che alla fine è la vera protagonista delle sue opere.

Il suo lavoro combina in modo originali influenze evidenti della pop art americana, in particolare da Roy Lichtenstein, con una concettualismo esistenziale, ludico e ironico mai conclamato. L’eleganza e l’intelligenza sono infatti la cifra della sua pittura dagli accostamenti imprevisti, dalle sinestesie di colori, dalle raffinate intertestualità culturali e letterarie che Adami dipana sulla tela svelando un mondo dolce, solitario, affollato, violento, erotico. Descrivendo insomma con grande sensibilità l’esistenza. Stima: 27.000€/30.000€.